Le Origini dello Sport

Con l’Essere Umano è nato e si è sviluppato lo Sport, sotto forma di uno specifico movimento atletico sia per la caccia, sia per la sopravvivenza stessa. Molte scoperte archeologiche effettuate in Francia, Africa, Australia, dimostrano come nella Preistoria con la raffigurazione di graffiti sulle pareti delle caverne, gli abitanti  avessero interesse per le attività che non sempre erano legate alla vita comune, ma bensì volta anche verso il divertimento e riti di buon auspicio. Nell’epoca dell’800 gli studiosi dell’età Primitiva erano spinti verso studi e ricerche del dettaglio delle Tribù Africane, Americane ed Oceaniche, per le esercitazioni sportive adottate, di cui consentivano di ipotizzare le varie evoluzioni, sia per il senso pratico dell’attività motoria, sia per quello ritualistico associato  a cerimonie religiose. La Storia dello Sport associata alla linea evolutiva primitiva, risultava alla Scienza, perfettamente in linea allo sviluppo della Disciplina Sportiva, sia Europea che in Asia. L’attività motoria era fondamentale nella vita dell’essere umano come del resto al giorno d’oggi, in quanto impegnava sia i muscoli del corpo che la mente, riuscendo ad instaurare nuovi rapporti civili con altri popoli. Sport come divertimento, movimento autonomo per lo spostamento da un luogo all’altro, corsa per inseguire una preda durante il periodo di caccia, lotta per difesa del territorio; attività che potevano essere definite come sportive, ma indispensabili alla sopravvivenza. Scorre il tempo, le epoche si susseguono, si affermano nuove attività di aggregazione e del benessere personale, ad esempio in India faceva capo una disciplina dominante: lo Yoga. Gli esercizi praticati tendevano al controllo del corpo umano, sia nella forma fisica, sia nella liberazione spirituale. Molte altre civiltà, erano predisposte alla manifestazione di spettacoli atti al movimento di massa, al contrario molte altre civiltà condannavano e rifiutavano ogni tipo di attività che richiedessero sforzo fisico o mentale. Anticamente le esercitazioni erano praticate singolarmente, grazie all’evoluzione della pratica divenne parificata sia per la parte maschile che per quella femminile. Calcando l’Epoca del Medioevo la Disciplina Sportiva più diffusa era la Corsa, raggiunta in poco tempo, prima dai lanci del peso, poi con  lanci di frecce utili ad un esercizio continuo e misurato per affrontare le guerre del periodo. Altre manifestazioni presero interesse come il nuoto e la pesca nei vicini mari, la canoa come mezzo di spostamento acquatico, l’equitazione come nuovo mezzo di spostamento e trasporto terrestre, arrivando alle tecniche più evolute di difesa con riferimento alla lotta libera, fino ad arrivare alla scherma e l’utilizzo di spade o bastoni per la caccia o la sopravvivenza del tempo. Nell’emisfero orientale, lo Sport assunse una forma non agonistica, ma medico spirituale atta a sviluppare la tecnica della ginnastica corporea. Nella zona Mediterranea troviamo esercizi ginnici ispirati alla ritualità, mentre ad Occidente prevale la pure educazione fisica, associata alla muscolosità e alla resistenza corporea, questo con lo scopo preciso di evolvere delle nuove e performanti tecniche di conquista. Cambiano le forme di vita, le posizioni sociali sono sempre più importanti nella vita dell’uomo il processo industriale avanza inesorabilmente riducendo tempo alle attività motorie, e alle varie occupazioni ricreative tra queste anche lo Sport. Ricercatori, filosofi ed educatori, si resero presto conto dell’ importanza  delle discipline sportive legate da un filo comune all’utilità dei Centri di ritrovo; epoche preistoriche, dove la caccia e l’attività fisica erano annessi alla sopravvivenza, uomini scattanti, atletici facevano la differenza, lasciano alla vita odierna il posto ad un’attività nulla e sedentaria. Il lavoro occupazionale, lo sviluppo del commercio, l’Aristocrazia del potere presero il sopravvento ad ogni tipo di forma atletica e rituale. La civiltà della Mesopotamia anch’essa era legata a esercitazioni fisiche basate sulla destrezza istintiva e sulla forza muscolare, esercitazioni tipo il nuoto, l’equitazione, la lotta a corpo libero venivano utilizzati nei combattimenti tra civiltà; solo le Classi Borghesi potevano usufruire delle tecniche sportive per scopi personali. Ripercorriamo in questa lettura, la Storia agli inizi del 1300 a.C. dove in Cina il popolo dedicava molte ore del giorno allo svolgimento e sviluppo dello Sport, scoprendo quella che è la Madre delle Discipline: il gioco alla palla; all’ Imperatore di quel periodo storico se ne deve proprio la diffusione, associato a molteplici regole e variabili, in primis sulla grandezza del pallone e soprattutto con quale modalità doveva essere colpito, un’occasione di aggregazione sociale dettata dal valore delle danze cerimoniali religiose. In Africa precisamente in Egitto ‘500 anni prima, quindi nel periodo del 2500 a.C. con un duro allenamento quotidiano si prediligeva la lotta a corpo libero e la scherma con annesso un bastone al posto della spada a scopi essenzialmente militari, mentre nella Regione Persiana e nel Tibet si diffuse il gioco del Polo privo di fondamentali regole e tecnica. Completamente diversa la forma di sportività con i Giochi Olimpici dell’Antica Grecia, secoli caratterizzati di pratiche sacrali, educative, militari; lo Sport assunse modi e caratteristiche di diffusione per certi aspetti simili ai nostri tempi. Numero di competizioni per ogni disciplina sportiva,  professionismo tecnico adottato per esprime ogni esercizio fisico, la propria divinità e supremazia al confronto agonistico sportivo, tra atleti. Per il popolo greco la bellezza del corpo, la definizione della massa muscolare, la perfezione nell’eseguire le tecniche della disciplina, risultava fondamentale ed apprezzato, avendo un ritorno di prestigio all’intelligenza, alla generosità della propria anima. Platone, famoso filosofo del tempo, sostenne che la ginnastica avesse un ruolo definito, come di vitale importanza, per l’equilibrio psico fisico della persona, decisivo al benessere dell’uomo e della completa educazione a parità di dignità umana. Il Movimento Sportivo Greco era ispirato a tre fondamenti: la Religione con l’immagine della perfezione degli Dei, l’estetica con il culto della bellezza esteriore ed interiore, aspetti funzionali con educazione rigida di obbedienza della gioventù contemporanea al periodo storico, quali si apprestavano dovuta alla giovane età per eseguire sul campo esperienze di gioco militarizzato. La prima manifestazione denominata Olimpiade dei Giochi Atletici, prese il nome dal Santuario di Olimpia nell’Elide nel periodo 776 a.C. periodo di attività coinvolta nelle gare, ogni quattro anni, nei mesi di Luglio e Agosto, con una durata cinque giorni, avente cornice giornaliera di festività religiosa Nazionale. La disciplina regina era la Corsa rapida con una distanza di circa 200 metri tra il punto di partenza e quello di arrivo, in contemporanea si svolgevano nelle arene e gare di combattimento quali lotta libera, pugilato, attività equestri. Nel finire della kermesse si gareggiava con la disciplina del Pentathlon, il quale comprendeva un insieme di attività: il salto lungo, il lancio del giavellotto, il lancio del disco per finire con la lotta. L’onore di partecipare a quest’ultima gara veniva data solo ai migliori atleti che ottenevano i risultati più performanti all’appello delle gare disputate. Contrapposizione allo scritto, la specializzazione tecnica e motoria, per conquistare gli allori olimpici, decretarono una lenta ma inesorabile decadenza di nobili costumi di riti pagani. Nacque il Professionismo volto al solo obbiettivo della vincita dell’atleta e della Città di appartenza dello stesso. Questo portò a sponsorizzare lo Staff e l’Atleta stesso con somme cospicue di denaro inoltre esentarli al pagamento delle imposte nazionali. Lo sviluppo Sportivo in Italia non ebbe vera motivazione di ricchezza personale per bellezza fisica esteriore degli atleti, come evidenziato in Grecia. Per i Romani lo Sport aveva una linea guida definita ad uso militare, celebrazioni per i Dei facevano capolino nella Città Eterna a richiamo dei grandi eventi di massa. Con l’occasione il popolo sfoga gli impulsi violenti repressi, sostenuti da tre scenografie: quella scenica teatrale, quella dei gladiatori ed infine quella dei circensi, svolte nell’ Arena dei Ludi Gladiatorius ove si scontravano in eventi di lotta violenta, uomo contro uomo, oppure uomo contro belva. Altre Civiltà come quella Etrusca celebravano i Giochi Sportivi in occasioni di feste funebri, oppure in concomitanza di cerimonie cittadine, eventi della politica locale, con esibizioni della disciplina rivisitata del Pentathlon. Questo excursus tematico sportivo ci catapulta nel tempo del Medioevo, dove le attività motorie sportive facevano parte integrante dei principi di Cavalleria Sociale, di cui abilità fisiche acquisite dalla corsa, il getto di un oggetto, lotta, equitazione e finte battaglie con soldati e armi raffigurati primeggiavano a festa; l’origine del Palio di Siena nella prima metà del 1200, oppure alla fine del 1300 dove si praticava la disciplina del Tennis con relativa diffusione con regole di gioco e tecnica da sviluppare. I presupposti per slegare gli eventi di Ordine etico religiosi allo Sport si ebbero nell’età del Rinascimento alla Corte Mantovana dei Gonzaga dove avvenne la fusione integrativa tra esercizi fisici ed insegnamento della Scienza, dei Classici tramite la famosa Fondazione della Casa Giocosa. Gli atleti ginnici come gli Allievi di Scuderia, venivano educati con il passare del tempo allo Sport con pratiche di equitazione, tiro di precisione con l’arco, scherma e l’intramontabile lotta libera. Un connubio di  divertimento e spettacolo, divenuto un vero e proprio rito sociale caratterizzando il periodo storico dell’inizio ‘800, con l’obbiettivo di attirare le attenzioni della massa popolare. L’indiziato principale era il lavoro del giornalismo, mezzo di comunicazione più rilevante dell’epoca, fattore di propulsione del fenomeno sportivo ed in quanto primo organizzatore del Giro d’Italia di Ciclismo. Alla fine del diciottesimo secolo, sia in Inghilterra, sia in Italia, le iniziative giornalistiche rivolgono le attenzioni alle testate più influenti, di cui la più conosciuta e letta carta rosa “Gazzetta dello Sport”; stesso discorso avvenne in Francia con il Tour de France ed il quotidiano sportivo per eccellenza Equipe. Lo Sport nell’epoca del ‘900,  divenne a tutti gli effetti argomento di privilegio non solo nei salotti bene del giornalismo, ma anche nei canali di informazione e intrattenimento con la sempreviva radiocronaca delle gare sportive. Le prime immagini televisive riferite alle imprese ciclistiche di Coppi e Bartali, arrivando ai presenti campionati Professionistici. Dunque grazie ai mezzi di comunicazione, il livello dello Sport è aumentato esponenzialmente, milioni di telespettatori, navigatori cibernetici legati da statistiche e dati per il confronto degli atleti e delle squadre. Negli anni ’60, lo Sport raggiunse ogni angolo della Terra, con un richiamo così potente di accumunare uomini e donne di ogni lingua e razza e classe sociale. Le discipline che hanno giocato un ruolo primario per la diffusione dello Sport sono state due: Calcio e Ciclismo, sia per il coinvolgimento del divertimento offerto, sia per il tifoso seguace del proprio Team. Attività sportive che hanno mantenuto l’origine, il carattere, le caratteristiche tecniche per l’insegnamento delle stesse, sia in Camp di allenamento, sia per le strade; in termini economici e mediatici per il successo dei Giochi Olimpici, risultano tuttavia secondari all’Evento Sportivo che si disputa ogni quattro anni: la Coppa del Mondo di Calcio con la prima Edizione targata 1930. Il processo evolutivo dello Sport ha premiato nel tempo il fenomeno di massa delle Società, supportando ed incentivando la ricerca di modernità dei media per una comunicazione più presente e performante, definendo  valori che permangono, come vantaggi per il benessere della persona a livello psico fisico che l’attività sportiva garantisce. Fare Sport è un diritto di tutti gli esseri umani viventi sulla Terra, confronto di lealtà e gioia in gare amichevoli. Sia la vittoria che la sconfitta fanno parte della vita stessa, quindi accettabili entrambe allo stato; l’arroganza con valori interni di risentimento o rancore non affermano il valore dello Sport e della Pace, un avvicinamento culturale tra popoli, dialogo delle Nazioni, in determinato contesto politico ed economico. 

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Autore: lezionidisogni

Sport Cultura e Storia

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