Università e Sport, epoca ‘900

Il GUF, Gruppi Universitari Fascisti, furono una branchia importante del PNF. Dall’inizio del ‘900 essi cominciavano ad aderire al pur circoscritto movimento del Fascio formando Squadre di azione. Negli anni ’20 nascevano ufficialmente i gruppi Universitari, quali raccoglievano consensi di programma fascista, all’interno di questa organizzazione veniva costituita un organigramma in linea alla totalizzazione dello Stato, in quanto Mussolini dedicava con molta attenzione al coinvolgimento e all’educazione della Gioventù, che doveva rappresentare la Classe Dirigente futura d’Italia. L’iscrizione al Gruppo Universitario era su base volontaria provenienti dai vari gruppi del GIL specie dall’Accademia Militare Fascista; con sezioni di laureati e diplomati, femminili, impegnati in ugual misura in attività Politico Culturali, assistenziali tramite ambulatori e mense atte a formare le nuove leve. La Disciplina Sportiva era divisa in organizzazioni sia montanare con le Settimane Alpinistiche, sia quelle Marinare. Il GUF era considerato dalla Dirigenza in carica un vero e proprio incubatore di giovani promesse di Regime. Tra i partecipanti c’era molta rivalità agonistica specie nello Sport, infatti per andare ai Littorali dovevano passare esami durissimi, sudare le sette camicie per assicurarsi un posto degno di considerazione tra i tanti camerati partecipanti. Anche vero che una volta terminata l’Epoca Fascista gli stessi aspiravano ugualmente a diventare Classe Dirigente se pur con scelte nuove compatibili con la nuova realtà; non si poteva parlare di Voltar Gabbana, ma semplicemente di prendere atto che era finita un’importante parte storica e ne era iniziata un’altra. Possiamo prendere per buono che il Duce aveva visto lontano sul percorso del Gruppo degli Universitari, indicando come Palestra di formazione Dirigenziale i futuri Missini. Spostando l’attenzione al partito Comunista, all’interno di esso molti erano gli esponenti che avevano avuto esperienza di base nei Gruppi Universitari Fascisti, di questi molti sono in vita con cariche Istituzionali. Secondo Benito Mussolini alla Gioventù non bastava avere un cervello calcolatore annessa a mente ragionevole, ma l’importanza di avere anche muscoli saldi e garretti d’acciaio, come detto i GUF potevano partecipare ai Littorali dello Sport passando sotto la lente di ingrandimento con il superamento di test faticosi sia mentali che fisici, Atleti scelti in Selezioni Provinciali. La pronuncia del Giuramento atto iniziale al combattimento per superare tutte le prove conquistando i primati e vincere per l’Italia e per il Duce; i più forti fisici si confrontavano alle Discipline Sportive nei Littorali Nazionali, con in palio il titolo di Littore d’Italia. Negli anni ’30 veniva costituita la OND Opera Nazionale Dopolavoro dove veniva praticata ogni attività sportiva a livello agonistico, portata all’eccesso a livello di usura fisica e mentale volta a formare ed educare con tendenza aggressiva l’Atleta, quest’ultima era l’idea di base ordinata da Mussolini. Conseguenza di avere a capo un’organizzazione atta al miglioramento delle condizioni del lavoro a discapito della riduzione dell’ orario, con la logica evoluzione dell’esigenza culturale sportiva della Comunità. L’Educazione Fisica era considerata come pari livello di materia di insegnamento infatti gli insegnanti delle Attività Motorie cominciavano a partecipare attivamente ai Consigli dei Professori. Un’educazione non limitata al mondo scolastico, ma doveva coinvolgere la massa anche nei momenti di libertà e svago familiare. Gli esercizi previsti erano costituiti principalmente da pratiche Corpo Libero, Lanci, Corse, con particolare attenzione all’allenamento collettivo a fini di addestramento militare. Si completava l’attività di aggregazione sportiva con manifestazioni di escursioni e campeggi per la formazione di gruppo spirituale. A questo caso i Balilla e gli Avanguardisti facevano comodo in quanto impegnati attivamente in saggi collettivi di migliaia di attivisti sportivi allo Stadio Olimpico con lo scopo di coinvolgere e d aumentare il numero di massa popolare, con una efficace e mirata propaganda, grazie ai discorsi del Duce, con gli Inni della Patria e Rivoluzione. La Pratica Sportiva intesa come una vera credenza legata da un filo comune di partecipazione popolare e attività agonistica per celebrale la Nazione Italia, pronta ad essere difesa in qualsiasi momento con la chiamata alle armi.

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Autore: lezionidisogni

Sport Cultura e Storia

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