Verità sociale e Realtà sportiva

Il Movimento Fascista oltre all’ideologia di agonismo e superiorità, doveva fare i conti con la realtà del Popolo, infatti il comune operaio smessi i panni del dopolavorista ginnico, correva con elevata spinta emotiva sportiva allo Stadio ad ammirare le evoluzioni motorie dei veri Atleti validi del momento storico; in particolare le manifestazioni delle Mille Miglia e del Giro d’Italia Disciplina Sportiva del Ciclismo, corsa a tappe organizzata dal Giornale Rosa la Gazzetta dello Sport riuscendo a fare arrivare con la bicicletta i partecipanti in tutte le zone della Penisola unificando sia politicamente, sia sportivamente l’Italia. Voleva essere la dimostrazione reale che la Nazione è unica senza divisioni di ideologie e sentimenti. I premi finali come da solito copione consistevano in medaglie con la rappresentazione dell’effigie del Duce come esempio di Uomo insuperabile, un vero sportivo di razza. Primo praticante allo Sport della Nazione, avendo dalla sua esperienza molti Sport praticati tipo il motociclismo, alle sue amate Discipline nuoto e scherma, la guida di potenti automobili dell’Epoca, equitazione, praticante del tennis e dello sci alpino, per concludere essendo un’abile manovratore ed esperto del mezzo meccanico acquisisce il brevetto di aviatore; un modello per la popolazione da seguire e imitare. Viene inaugurata la struttura sportiva per eccellenza denominata lo Stadio Mussolini di Torino con il fine di ospitare i Giochi Littorali, simbolo della potenza costruttiva, in appena 180 giorni dalla posa del primo mattone. La capienza era di almeno 65000 persone comprensivo dei un campo da Calcio, una pista di Atletica, pedane per il salto in lungo e in alto. Non poteva mancare la piscina olimpionica al coperto dotata di trampolini di varie altezze. Le pratiche sportive preferite nell’epoca fascista erano strumentalizzate per fini militari, ogni attività aveva il ritorno di scene di combattimento, di sviluppo di mire al nemico e elasticità fisica per avere riflessi pronti alla difesa propria in campo di guerra. Un carattere temprato alle avversità al sacrificio al sudore associato ad un progresso tecnico dello strumento ginnico e dell’arma stessa.

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Autore: lezionidisogni

Sport Cultura e Storia

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