Lezioni di Sogni Articolo numero “100”

Fonda l’interesse: Titolo II – Rapporti etico-sociali

Articolo 32 della Costituzione. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

 A fronte della Costituzione Italiana e dello Statuto del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni), di cui abbiamo rispetto in ogni Sua forma:  Chiediamo a Voi un parere onesto e sincero, sul Lavoro svolto fin qui dallo Staff e dall’Amministratore del

Blog Lezioni di sogni”.

 Inoltre, siamo lieti di ascoltare ogni vostra importante forma di pensiero sia positiva che critica (bensì costruttiva) atte a dare risalto “con il contributo di tutti gli sportivi“, gli argomenti trattati nel Blog (valori sportivi-etici di tutte le Discipline Sportive) ; vogliate altre sì “sentirvi coinvolti” a suggerire argomenti e spunti di interesse riguardanti il Mondo dello Sport (Fair Play di Lettura e intrattenimento). Dalla Nostra parte saremo lieti di collaborare con chi abbia il nostro stesso interesse, sarà nostra cura e piacere Linkare il Vostro Blog di riferimento a fine Articolo (previa Vostra autorizzazione). Un aiuto conoscitivo, collaborativo tra le parti, senza alcun secondo fine, ma solo quello di portare in risalto il Valore dello Sport e ciò che lo caratterizza.

In attesa di un Vs cortese riscontro, auguriamo una buona Lettura.

 

Lo Staff del Blog Lezioni di Sogni
 Adm. Maximiliano&Tiziana
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Articolo 69: Soldi, Numeri e Popolarità

IL RUGBY È UNA DISCIPLINA SPORTIVA BESTIALE GIOCATO DA GENTILUOMINI. IL CALCIO È UNA DISCIPLINA SPORTIVA PER GENTILUOMINI GIOCATO DA BESTIE. IL FOOTBALL È UN’ ATTIVITÀ’ SPORTIVA BESTIALE GIOCATO DA BESTIE.

(cit. H. BLAHA rugbista e giornalista statunitense).

Il fascino dello Sport, il primo valore Artistico espresso dall’Atleta nella Disciplina Sportiva di competenza, la teatralità dell’ Evento, la fotografia del movimento, la tecnica conosciuta e maturata in ore e ore di allenamenti, sacrifici e compromessi. La Storia racconta i risultati, le performance degli Attori sportivi principali, rafforzando le crude immagini con poco valore estetico, ma con un alto charme simbolico ed interesse di foto mai sviluppate, tenute gelosamente dentro il cassetto sotto chiave. Eccessi di retorica, una bellezza sfoderata al mondo come trasformazione del Culto, di Religione, di Sapienza, con il serio rischio che l’enfasi renda terribilmente noioso e monotono tutto quanto. I momenti, i confronti sportivi leali sulla terra, dentro ad un complesso attrezzato, freddo ma nello stesso tempo reso bollente dalla passionalità della cornice umana per lo Sport, rendono meravigliose le epiche  imprese passate, le vecchie immagini degne degli affetti dell’opinione pubblica, della Storia stessa. La definizione esatta del termine Sport è l’insieme di attività agonistiche o amatoriali che impegna le capacità psico fisiche, in centri adeguatamente attrezzati. Sport portatore sano di divertimento al di fuori delle mura domestiche. Elementi di base compongono le varie Discipline Sportive e lo Spirito di competizione, ricerca del benessere fisico e mentale imparando a conoscere i propri limiti atletici. Di conseguenza portiamo a conoscenza le categorie di base come lo Sport Indoor svolto in palestra con appositi attrezzi, ed lo Sport Outdoor svolto all’aria aperta, logicamente in base alla partecipazione degli Atleti possiamo elencare lo Sport Individuale, di Coppia infine quello di Squadra. Le competizioni vengono suddivise a sua volta in Discipline Sportive riconosciute come lo Sport da Combattimento, con Racchetta, Equestri, Cinofili, Motoristici, Acquatici associati a quelli remieri, Velici, Nautici; inoltre troviamo Sport Aeri, Invernali, Estremi, Nazionali ed Olimpici. Nel panorama sportivo esistono anche le Discipline della Mente tipo gli Scacchi ed il Bridge, ovviamente associate e riconosciute dal CONI pronte per nuove partecipazioni alle Olimpiadi. Lo Sport è regolato dalla Legge 91 del 1981, la quale stabilisce la divisione tra Sport Dilettantistico e quello Professionistico questi ultimi con dichiarazione della Federazione Sportiva di appartenenza. Le diversità sostanziali si appurano al ricevimento di uno stipendio per prestazione (professionistico), mentre in quello dilettantistico si evidenzia unicamente la pratica sportiva  per funzioni ludiche ricreative. Le comunicazioni dei Mass Media incidono notevolmente sulla scelta e il seguito delle Discipline Sportive, infatti riscontriamo l’evidenza di Sport minori in tal senso per numero di spettatori, questo comporta la mancanza di sponsorizzazioni quindi mancanza di fondi necessari a sostenere la Disciplina Sportiva amatoriale Dilettantistica. La formazione di Giovani Campioncini in campo sportivo è o dovrebbe essere l’eccellenza, la finalità reale di un processo continuo di passione e tempo dedicato allo Sport, per questo non dovrebbero esserci diversità tra Attività e Discipline Sportive. Un sottile velo di polemica ha sempre evidenziato tra gli addetti ai lavori l’eterno dualismo tra Professionismo e Dilettantismo associato alla competizione Regina: L’Olimpiade, la maggior Manifestazione Sportiva Mondiale. Atleti provenienti da ogni angolo della Terra si confrontano nelle Discipline Sportive Olimpiche, fin dall’Epoca della Rivoluzione Industriale (riassumiamo per non ripercorrere gli albori della Competizione), anche gli Atleti Dilettanti erano ammessi ai Giochi, ma con il passar del tempo ed l’evoluzione tecnologica della Comunicazione, gli Sponsor, gli ingenti guadagni Societari, la regola di partecipazione all’Evento Sportivo, subiva dei cambiamenti “generosi” così da non permettere più la partecipazione agli “Atleti Base”, ma solo ai “Professionisti di Attività di Settore” come soggetti trainanti di Pubblicità ed Investimenti milionari. Ovviamente per il buon costume con questa straordinaria manovra veniva messo fine all’Ipocrisia di base per i compensi agli Atleti sia per lo Sport Agonistico pagati per prestazione, sia per quello Dilettantistico pagato sotto “Falso Nueve” di rimborso spese.

Concludo con una massima, apri porta a riflessioni personali, del pluridecorato Barone Pierre De Coubertin: L’importante non è Vincere, ma Partecipare come principio di Lealtà, Impegno e Rispetto per ogni Disciplina Sportiva e grado professionale.

Gloria alla Storia ITALIA I-20: la VELA

Vederla per caso o meno, anche per la prima volta è una vera emozione attraccata al Molo di Castellammare di Stabia oppure nella bellissima Procida. Uno scafo, una barca a Vela diversa dalle altre, non dimostra la sua vera età, il legno essenziale  sia nelle linee che nella forma poco larga, con uno spigolo vivo nella prua come se fosse una freccia un profilo di  lama affilata pronta a solcare il mare. Uno Spettacolo, un rapporto perfetto fra lunghezza e larghezza  con un’imponente albero di sostegno alle maestose vele. La Barca ITALIA I-20 fu un progetto della Reale Federazione Italiana della Vela per competere alle Olimpiadi di Berlino nella prima metà del ‘900 contro Team e scafi tecnologicamente più avanzati      dell’ Epoca passata. Il varo fu nei Cantieri Navali Attilio Costaguta a Genova Voltri. L’equipaggio si misurò con campioni di primo livello, confermando sul campo marino fermezza e coraggio.

Il glorioso Team era così formato:

Leone Reggio; Bruno Bianchi; Luigi de Manico; Domenico Mordini; Enrico Massimo Poggi; Luigino Mino Poggi.

LA PELOTA, LA PALLA BASCA

La Federazione di riferimento per questa Disciplina Sportiva è la , Federation International, con inizio storico nel Secolo XIV.

L’origine è dato dal Paese Basco derivato dalla pallacorda. Il nome Pelota è denominato in castigliano, mentre Pelote in Francese, mentre con il termine Pilota in Basco e Catalano [Spagna e Francia]. Il gioco si sviluppa in due Squadre, lanciando la palla appunto la Pelota contro la parete utilizzando il “Guanto”. Nei Paesi Baschi e nel Nord della Francia questo Sport è sopravvissuto ed evoluto con regole ufficiali con il rimbalzo della palla contro il muro con precisione assoluta sia nel indirizzo della stessa e nel rimbalzo, al giorno d’oggi si utilizzano Palete  realizzate  artigianalmente più soffici e di gomma. I giocatori sono comunque obbligati ad indossare appositi caschi per la protezione. Anche negli Stati Uniti questa Disciplina ha riscontrato un grande successo a favore delle scommesse nelle grandi Metropoli americane, come del resto in quelle Basche. Il Popolo Basco considera questa attività sportiva come il proprio Sport Nazionale, grazie all’emigrazione degli stessi si ha la massima diffusione a livello Sportivo.  la Pelota è stata inserita nell’elenco dei Giochi Olimpici solo nel 1900 a Parigi in concomitanza del massimo apice di popolarità internazionale del gioco, ma il pensiero di strette vedute del CIO di Coubertin abbandona per sempre la Pelota.

 

 

 

L’ETICA SPORTIVA NELLA SOCIETA’ MODERNA

Lo Studio per l’Etica dello Sport, non faceva riferimento all’Attività in se come un fenomeno sociale e psicologico, ma piuttosto ad una pratica sportiva di persone razionali. La capacità fisica degli Atleti acquisita nel tempo con lo sviluppo dell’Attività Sportiva e abilità mentale, aveva come risultato personale il raggiungimento di un obbiettivo personale vincente, oltre la soddisfazione degli Allenatori della rispettiva Società Sportiva. Lo Sport dava un’importante ruolo di influenza nella vita privata e sociale degli Atleti; etica comportamentale, di cultura e metodologia volti costantemente al miglioramento del fisico, della salute e delle prestazioni in tempi di Gare Ufficiali. Una recezione di linea guida madre, dal tempo della scelta della Disciplina Sportiva fino al consolidamento degli aspetti legata ad essa. Un susseguirsi di studi etici, sociologici davano risalto alla Costituzione del Consiglio Internazionale dello Sport di Ginevra, annessa all’Association Sociology ISA di Varsavia, ove proliferavano, ancor oggi, Opere scritte da Autori specializzati nello studio della Sociologia Sportiva. Negli anni ’60 nasceva la Sigla SSRI Sport e Sociologia Internazionale, la quale diventava negli anni ’70 Organo Ufficiale del Comitato Internazionale di Sociologia dello Sport. Con l’Evento delle Olimpiadi di Monaco di Baviera aumentava in maniera esponenziale l’interesse per tutti gli Sport, questo grazie ad una nuova competitività tecnologica alla diffusione di nuovi mezzi di comunicazione di massa, per diffondere in ogni angolo del Mondo una precisa educazione di conoscenza dello Sport. La cooperazione, il duro allenamento singolo o di squadra, la dedizione maniacale alla Disciplina con relativo rispetto e dignità nello svolgerla faceva da padrone allo studio della Scienza Sociologica da insegnare come materia umanistica nelle Scuole e come regola di vita con il patto di avere un insegnamento con un alto grado di preparazione teorico e pratico degli Insegnanti ed Allenatori, senza improvvisare e lasciare nulla al caso. Lo Sport inteso come antidoto alla violenza, in effetti molte pratiche sportive nascevano con il DNA violento, vedi la Lotta Libera, la Boxe per citarne alcune senza contare le evoluzioni delle Arti Marziali e Discipline similari molto dure da praticare in maniera agonistica. Combattimenti veri o presunti li troviamo nelle Antiche Civiltà storiche dai Giochi Olimpici dell’antica Grecia ai tornei Medioevali generando nei partecipanti strategie violente con rituali senza alcun limite di aggressività nelle manifestazioni organizzate. Come detto in precedenza ancor oggi troviamo Discipline che adottano gesti e modi di praticare molto violenti, in contrasto con l’ideologia civile a capo della cultura sportiva moderna. Risulta difficile individuare a favore dello Sport nozioni di Sociologia violenta come sinonimo di aggressione fisica e materiale atta alla distruzione e alla sopraffazione; il concetto Sportivo determina una distinta uniformità d’uso delle tecniche della Disciplina come etichetta da catalogo personale, con regole da rispettate senza che la violenza sfoci un aggressione illegittima. Un esempio concreto nello Sport del Calcio è dato da un fallo da gioco con contrasto punito con una sanzione di richiamo, diverso il discorso di un’aggressione a gioco fermo di un giocatore verso un altro, punito ovviamente con l’espulsione diretta dal gioco. La violenza in se richiama un’agitazione di massa popolare o singola nella fattispecie di un’azione illegittima, associata ad un’aggressività personale con riti e tempi specifici e cadenzati. Lo studio sul comportamento animale può essere un valido testimone sul significato del Rito con schemi ripetitivi di azioni, che con il passare del tempo perdono le proprie funzioni di origine e di comportamento e ripetitività. Rispetto delle regole dello Sport e appartenenza alla comunità di riferimento, con una vera educazione responsabile al proprio essere comportamentale.

 

 

 

Rapporti tra Federazioni internazionali e Movimento Olimpico

Tra le due maggiori Organizzazioni Istituzionali dello Sport, il rapporto comunicativo ed associativo volto alle manifestazioni sportive agoniste e di aggregazione di massa a carattere Nazionale ed Olimpico, era pressoché difficoltoso, in quanto come espresso nella Carta Olimpica l’insieme di regole che dirigono il CIO veniva approvata a fine ‘900 tra i Comitati Internazionale, Nazionali e Federali. Oggetto della discussione era una parte integrante della Carta Olimpica, nello specifico il terzo Capitolo ove per la promozione del Movimento Olimpico, lo stesso CIO poteva dare Riconoscenza a livello mondiale alle Federazioni Internazionali non associate quindi prive di Abilitazione e Codice dell’Antidoping di uno o più Sport con indipendenza amministrativa autonoma; al Comitato Olimpico, derivava una mancata assunzione di una direzione di Patronato volta alla tecnica espressa nella Gare Ufficiali dello Sport Olimpico. Sempre più importanza di voti alle candidature per i Giochi, le Federazioni acquistavano per le selezioni finali di Sedi ospitanti ed il benestare delle pratiche sportive da considerare valide ai fini delle competizioni e di coinvolgimento del pubblico per le stesse. Per arrivare al vero e sostanziale riconoscimento delle Federazione nell’ambito Istituzionale Sportivo, non è stato così facile e breve, in quanto sia chi organizzava la manifestazione, sia chi gestivano le Olimpiadi, impediva l’unità di intenti, causa il principio di autonomia in cui si basava il rapporto di ipotetica coalizione tra le parti. Ne sono prova i raccolti dello stesso Coubertin e dei suoi validi gregari non sempre fedeli agli ideali dell’Olimpo Istituzionale, i quali per certi punti di vista evidenziavano il lavoro di reclutamento di Atleti, per chi dedicava tempo e spirito atletico, giorno dopo giorno alla causa sportiva. Ovviamente senza avere troppi sbilanciamenti filosofici lo stesso Coubertin con i colleghi di scrivania Vikelas, Latour fondatori dell’Impero Olimpico erano attratti più dalla pedagogia teorica che dalla pratica agonistica sui. campo di Sport. Ad altri è toccato l’onore di esaudire il desiderio del competere, tipo i Centri e Club Studenteschi, Dopolavoro Operai ed associazioni borghesi, in contrapposizione alle organizzazioni del CIO con evidenti piani di lavoro diversi; ideali filosofici dello Sport dell’Antichità, con uno scontro e confronto sportivo basato su lealtà ed uguaglianza, contrapposto alla passione dell’Attività fisica regolarizzata da norme e regole riconosciute a livello mondiale, di pratica sportiva ed organizzativa, proprio come l’odierno Sport Moderno. Passato il tempo necessario dei cento anni trovano una collaborazione di intenti, sia il CIO, sia le Federazioni Internazionali, in quanto sia l’una che l’altra hanno contribuito attivamente secondo le proprie vedute allo sviluppo delle Olimpiadi; purtroppo le opposizioni aperte tra le due compagini, porta la Federazione Internazionale a non avere più nessun atto ufficiale di collaborazione con il CIO, mettendo il proprio Sport con disciplina sportiva annesse fuori dai Giochi Olimpici e Movimento Olimpico. La Storia dice che il Comitato Olimpico e la Federazione Internazionale percorrevano di pari passo l’evoluzione dello Sport, da ideologie e finalità ormai passate dal tempo, alla moderna Attività Sportiva con programmi attuali e competizioni volte sia all’agonismo professionale Olimpico, con relativo compenso derivato dai maggiori mezzi di comunicazione, sia a quello amatoriale del comune Popolo.

Letteratura: Il genere Sportivo

Nel corso dei secoli, i mezzi di comunicazione di massa facevano passi da gigante, un’evoluzione costante e continua, annessa a poeti e narratori, i quali hanno saputo descrivere ed illustrare le attività sportive con i rispettivi linguaggi del corpo e lo sviluppo dello stesso con nuove tecniche, competizioni e combattimenti, imprese epiche, creando sia nella realtà, sia nell’immaginario del Popolo veri o presunti Campioni Eroi Sportivi. La Stampa nel tempo subisce cambiamenti strutturali, rincorrevano le fasi di mutamento delle Discipline Sportive e dei Sistemi di organizzazione e comunicazione a secondo della Società e civiltà del momento storico. L’opera degli Scrittori dell’epoca dell’800 e del ‘900 avevano un modo di intendere la pratica sportiva in maniera approssimativa, programmando una formazione volta alla scoperta della materia dell’esercizio fisico, collocando sempre al centro dell’attenzione un metodo associativo tra il linguaggio ed una cultura attrattiva  per affrontare negli scritti un nuovo processo di sviluppo e conoscenza dello Sport, come parte integrante della Società, con ideali nazionali. Con  l’affermazione di nuovi strumenti di comunicazione, il narrante si affianca a nuovi metodi di interesse oltre alla narrativa e la poesia, il racconto delle dirette delle gare sportive ne sono importanti testimonianze. Un nuovo legame tra Sport e Letteratura veniva alla luce grazie a repertori di bibliografie di Atleti o Dirigenti Sportivi, processo sviluppato generalmente nella metà del ‘900; possiamo affermare che in ogni manifestazione culturale, manifestavano imprese di ogni Disciplina Sportiva, con aspetti ed avvenimenti da contorno di un’espressione letteraria con obbiettivi di maturità di stile e del sapere della complessità del mondo dello Sport con proiezioni psicologiche ed emozionali. Il nocciolo era di arrivare a soddisfare l’interrogativo di fondo con l’attribuzione del vero significato teorico di Sport, annesso a vari studi effettuati proprio sul binomio Sport e Letteratura. Portiamo un esempio di esclusione dalle teorie antologiche di alcune attività sportive come la caccia e la pesca. Una raccolta letteraria posta tra l’antichità e la modernità  di opere sia greche che latine, con stile romanzesco sulla natura storica delle pratiche. Una catalogazione di attività in base allo sforzo psico fisico, dove sia il Body Building ed il Jogging ricadono come Discipline atte allo sviluppo del proprio corpo in modo autonomo. L’alpinismo con gli scritti dei protagonisti di imprese epiche, la Ginnastica Artistica, il Pattinaggio, i Tuffi ed i volteggi a cavallo, Boxe, sono attività sportive aperte ad ogni tipo di decisione sia di inclusione allo Sport, sia ad un pensiero ideologico letterario romanzesco di esclusione; anche se soggetti a valutazioni di Giudici di gara quindi aperti a competizione agonistica. L’influenza esercitata sulla letteratura sportiva era data soprattutto dal momento storico e della relativa Società, elementi extra sportivi, ad esempio lo Sport con sciabola o spada ne derivava un costume letterario cavalleresco con una precisa forma ideologica e morale. Nell’Epoca Risorgimentale tali attività avevano un richiamo tecnico evoluto con un supporto scolastico importante volto alla conoscenza ed educazione della scherma con regole e trattati di combattimento. Lo Sport doveva essere visto e spiegato anche come una forma d’Arte, basata sullo sviluppo della forma fisica, del benessere e dalle tecniche adottate. Quest’ultime trasmesse dalla forma letteraria con un linguaggio coeso e consono al grado di cultura sociale ed alle organizzazioni creative di manifestazioni sportive. Brani narrativi, prose e poesie provenienti dal giornalismo sportivo del ‘900 vedi Brera o Montanelli, scrittori inviati o commentatori sportivi, influenzati da un repertorio di Opere Omeriche; testi catalogati in tematiche di sviluppo di Disciplina Sportiva per l’Atleta, l’Allenamento e la Squadra, senza alcun riferimento al contesto storico e culturale e artistico. La realtà del tempo, dello Sport che vive nella prestazione di un’Atleta, il quale narra con le sue evoluzioni, condizioni e sentimenti umani. La letteratura del ‘900 coglie e fa sua questa realtà traducendo uno stile ed un linguaggio letterario che merita senza dubbio una valutazione sia testimoniale, sia di livello artistico da trasmettere alle rappresentazioni sportive.