LE CORSE VINTAGE DEL RALLY

Letteralmente il significato tradotto dall’inglese alla lingua italiana è Raduno. Disciplina Sportiva dell’Automobilismo svolto su strade sterrate e disconnesse, con l’utilizzo di vetture speciali, che competono tra loro in tracciati particolari caratterizzati da dune ed insidie ovviamente percorse ad alta velocità a cronometro; un risultato finale ad alta spettacolarità. Il maltempo in genere offre un’aggiunta di spettacolo e nello stesso tempo di pericolosità nello svolgimento della gara. Di giorno, di notte, in tracciati innevati oppure di sabbia, infine su strade pubbliche di collina o montagna chiuse al traffico appunto per lo svolgimento della competizione. Nel Campionato del Mondo ed in quelli Nazionali non ci sono nessun limite di velocità; Le Auto da Rally sono suddivise come segue: Rancing Start, Super 1600, Super 2000, Regional Rally Car, Gruppo Kit Car e quello fuori Omologazione. Ogni equipaggio è composto da due conduttori primo e secondo, di norma quest’ultimo è chiamato Navigatore o Copilota il quale ha il compito e dovere di seguire la Road Book fornita dagli Organizzatori di Gara, inoltre ha il controllo dei tempi di percorrenza al fine di non incrementare ritardi sulla vettura che precede. Ente regolarizzatore di questo magnifico Sport è la FIA.

 

Gloria alla Storia ITALIA I-20: la VELA

Vederla per caso o meno, anche per la prima volta è una vera emozione attraccata al Molo di Castellammare di Stabia oppure nella bellissima Procida. Uno scafo, una barca a Vela diversa dalle altre, non dimostra la sua vera età, il legno essenziale  sia nelle linee che nella forma poco larga, con uno spigolo vivo nella prua come se fosse una freccia un profilo di  lama affilata pronta a solcare il mare. Uno Spettacolo, un rapporto perfetto fra lunghezza e larghezza  con un’imponente albero di sostegno alle maestose vele. La Barca ITALIA I-20 fu un progetto della Reale Federazione Italiana della Vela per competere alle Olimpiadi di Berlino nella prima metà del ‘900 contro Team e scafi tecnologicamente più avanzati      dell’ Epoca passata. Il varo fu nei Cantieri Navali Attilio Costaguta a Genova Voltri. L’equipaggio si misurò con campioni di primo livello, confermando sul campo marino fermezza e coraggio.

Il glorioso Team era così formato:

Leone Reggio; Bruno Bianchi; Luigi de Manico; Domenico Mordini; Enrico Massimo Poggi; Luigino Mino Poggi.

LA PETANQUE

La Pètanque termine francese, Disciplina Sportiva delle Bocce, la nascita è data in Provenza la quale deriva appunto il gioco provenzale (jeu provencal). Specialità del Volo e alla Raffa proposte alla Confederazione Mondiale dello Sport delle Bocce come nuovi Sports per le Olimpiadi del 2024. Sport nazionale francese con quasi 400.000 iscritti alla Federazione della Pètanque Provenzale ripartiti niente poco di meno di ben 66 Nazioni. La prima competizione risale ai primi ani del ‘900 battezzato dai fratelli Pilot a favore di un caro amico colpito da reumatismi per agevolarlo nel Gioco con attrezzi di gioco più piccoli e leggeri dello standard. Il nome Pètanque deriva dal “Ped tanco” (piedi attaccati al suolo privo di slancio, a differenza di quello provenzale)  termine usato proprio nella prima competizione ufficiale nel 1910 a La Ciotat. Verso la metà del ‘900 il gioco si evolve con il cambio di bocce da materiale legnoso a quello d’acciaio, dato dall’Imprenditore Blanc ancora presente nel mercato nazionale francese e mondiale con la versione delle Bocce Oubut. La Federazione francese Pètanque nasce nel ’45, mentre quella Internazionale agli inizi degli anni ’60 a Marsiglia. L’obiettivo del Gioco è quello di segnare più punti avvicinando il più possibile la boccia lanciata al pallino, di quella dell’avversario. La categoria Senior è piazzata tra i 6 ed i 10 metri di distanza tra il giocatore ed il pallino con un massimo fino a 15 metri del campo di gioco.

 

 

BUON INIZIO 2018

Il Blog Lezioni di Sogni augura a tutti

un felice Inizio 2018

Onorato del Vs interesse,

invito a seguire le descrizioni storiche dello Sport Vintage

 

[The Blog Lessons of Sogni wishes everyone a happy Beginning 2018

Honored by your interest,

an invitation to follow the historical descriptions of the Vintage Sport]

 

2018

Maximiliano

Disciplina Sportiva: Aereo Club di Genova

Nasceva nel 1928, come Club Aereonautico appartenente alla RAeCI (Reale Aereo Club d’Italia), esponenti fondatori i fratelli Parodi e Profumo. Il primo Istruttore pluridecorato, reduce di guerra era uno dei due fratelli Giorgio Parodi aviatore abilissimo. Il velivolo a disposizione del Club di Genova era il De Havviland DH 82 biplano di addestramento britannico, mentre la prima base di aviazione sportiva genovese era organizzata al Lido d’Albaro, già sede del prestigioso Stabilimento balneare Ligure. Successivamente la Sede del Club veniva trasferita presso l’idroscalo di Sampierdarena con una denominazione differente, la RUNA (Reale Unione Nazionale Aereonautica), nelle vicinanze della Lanterna della Superba. La flotta veniva arricchita da hangar, officine e velivoli Caproni Ca.100 versione Idro, un idrovolante Breda, ed un anfibio. Nel 1947, dopo la 2° Guerra Mondiale, Armando Piaggio fondatore dell’industria Aereonautica ricostituiva la denominazione di Aereo Club rimettendo insieme il patrimonio di velivoli, piloti e attività sportive e ricognitive. Questo, grazie all’aiuto della Marchesa Negrone e dei Soci dell’Aereo Club, con l’arrivo di altri velivoli, si realizzava la nuova rinascita dell’idroscalo genovese, segnato dalla Guerra. Nel 1955 la Direzione del Club Aereonautico consegnava alla Marchesa Negrone vera eroina dei cieli e detentrice di 7° primati mondiali sportivi, la Presidenza; per la chiusura dell’idroscalo il Club venne trasferito a Novi Ligure. Nel 1954 infatti iniziavano i lavori per la costruzione dell’Aeroporto terrestre di Genova, l’inaugurazione avveniva nel 1962, con il volo del Comandante Contigini, il quale consacrava definitivamente il ritorno dell’Aereo Club nel Capoluogo Ligure.