Tennistavolo : Il Ping Pong

E’ uno dei tanti Sports con la massima diffusione nel Mondo, ovviamente questa Disciplina è praticata alle Olimpiadi. La nascita risale all’epoca dell’ 800 precisamente verso la fine del secolo, come gioco di svago, con origine dal tennis in Francia e dall’antico gioco conosciuto come pallacorda popolare sia in Francia che in Inghilterra che negli Stati Uniti d’America; adatto a tutte le età e praticato in ogni circolo sportivo sia al chiuso che all’aria aperta. Per gli Atleti agonisti l’allenamento di base si svolge all’interno di strutture attrezzate, associata ad un’alta preparazione psicofisica causa le sollecitazioni sia fisiche che mentali nell’arco di un breve tempo. Quindi si distingue nel praticante professionista le caratteristiche di coordinazione,precisione e rapidità di movimento con elevati riflessi. Gli Imprenditori di giocattoli e giochi di ricreativi capirono al volo la vera importanza aggregativa di questa pratica, così cominciarono a produrre Set da gioco per il Ping Pong da casa. l’Inventore più celebre e conosciuto nella storia del Tennistavolo era James Devonshire, mentre il primo vero Set da Tennis indoor somigliante al Ping Pong veniva ideato da un certo David Foster fine anni ‘800 con il nome di Parlour Table Games. Così come in Europa nei primi anni del ‘900 con la Federazione Internazionale di Ping Pong Tennis da tavolo ITTF, con i tornei organizzati in Germania, in Inghilterra, e nel restante panorama Europeo, anche in Asia questo Sport ebbe un grandissimo seguito, prima in Cina, successivamente in Giappone ed infine in Corea. Le regole del gioco si basano principalmente su una disputa di 5 set, ovviamente vince chi si aggiudica  i primi tre set, mentre ad alte competizioni Internazionali e Mondiali, Olimpiche i set di gioco sono in totale 7, vince chi si aggiudica i primi 4 set. In Italia la Disciplina Sportiva del Ping Pong si costituiva nel 1945 con il Gruppo Italiano Tennistavolo; il Coni riconosceva ufficialmente la Federazione Tennis Tavolo FITeT al pari delle altre Federazioni Sportive Italiane.

 

 

 

 

 

LE CORSE VINTAGE DEL RALLY

Letteralmente il significato tradotto dall’inglese alla lingua italiana è Raduno. Disciplina Sportiva dell’Automobilismo svolto su strade sterrate e disconnesse, con l’utilizzo di vetture speciali, che competono tra loro in tracciati particolari caratterizzati da dune ed insidie ovviamente percorse ad alta velocità a cronometro; un risultato finale ad alta spettacolarità. Il maltempo in genere offre un’aggiunta di spettacolo e nello stesso tempo di pericolosità nello svolgimento della gara. Di giorno, di notte, in tracciati innevati oppure di sabbia, infine su strade pubbliche di collina o montagna chiuse al traffico appunto per lo svolgimento della competizione. Nel Campionato del Mondo ed in quelli Nazionali non ci sono nessun limite di velocità; Le Auto da Rally sono suddivise come segue: Rancing Start, Super 1600, Super 2000, Regional Rally Car, Gruppo Kit Car e quello fuori Omologazione. Ogni equipaggio è composto da due conduttori primo e secondo, di norma quest’ultimo è chiamato Navigatore o Copilota il quale ha il compito e dovere di seguire la Road Book fornita dagli Organizzatori di Gara, inoltre ha il controllo dei tempi di percorrenza al fine di non incrementare ritardi sulla vettura che precede. Ente regolarizzatore di questo magnifico Sport è la FIA.

 

LA PETANQUE

La Pètanque termine francese, Disciplina Sportiva delle Bocce, la nascita è data in Provenza la quale deriva appunto il gioco provenzale (jeu provencal). Specialità del Volo e alla Raffa proposte alla Confederazione Mondiale dello Sport delle Bocce come nuovi Sports per le Olimpiadi del 2024. Sport nazionale francese con quasi 400.000 iscritti alla Federazione della Pètanque Provenzale ripartiti niente poco di meno di ben 66 Nazioni. La prima competizione risale ai primi ani del ‘900 battezzato dai fratelli Pilot a favore di un caro amico colpito da reumatismi per agevolarlo nel Gioco con attrezzi di gioco più piccoli e leggeri dello standard. Il nome Pètanque deriva dal “Ped tanco” (piedi attaccati al suolo privo di slancio, a differenza di quello provenzale)  termine usato proprio nella prima competizione ufficiale nel 1910 a La Ciotat. Verso la metà del ‘900 il gioco si evolve con il cambio di bocce da materiale legnoso a quello d’acciaio, dato dall’Imprenditore Blanc ancora presente nel mercato nazionale francese e mondiale con la versione delle Bocce Oubut. La Federazione francese Pètanque nasce nel ’45, mentre quella Internazionale agli inizi degli anni ’60 a Marsiglia. L’obiettivo del Gioco è quello di segnare più punti avvicinando il più possibile la boccia lanciata al pallino, di quella dell’avversario. La categoria Senior è piazzata tra i 6 ed i 10 metri di distanza tra il giocatore ed il pallino con un massimo fino a 15 metri del campo di gioco.

 

 

SPORTS ENTERTAINMENT

Ritrovare la forma con lo sport è stato sempre possibile,  non sempre si è avuto la giusta motivazione per farlo. In palestra ci si annoiava, a correre da soli si andava per tre volte poi si accampavano le solite scuse, le attività sportive che frequentavamo ci sembravano sempre le stesse. Dal mondo del fitness arrivano continuamente novità: basta scegliere lo Sport adatto per Noi, associando il dovere al piacere, proprio come facevano gli Atleti del passato conseguendo risultati notevoli. 

FIT PADDLING 
Serve equilibrio e concentrazione per  questa nuova Disciplina Sportiva la quale  prevede di eseguire  esercizi in piedi su una tavola che galleggia sull’acqua.  La muscolatura è interamente coinvolta per un miglioramento della coordinazione, della resistenza e della forza. 

ACROVIBES 

Molto divertente, unisce la Disciplina Acrobatica e quella Ginnasta: durante le lezioni  non sarà difficile trovarsi a testa in giù. Si esegue in coppia: si tratta dunque di trovare il bilanciamento giusto, distribuendo la forza, la spinta, la leva e, soprattutto,  la fiducia nel  Partner con le divertenti tenute delle posizioni. 

YOGA STAMINA 
Evoluzione del  Power Yoga, prevede la progressione di atti ginnici  precisi atti a preparare il corpo a ricevere più energia, sbloccare la respirazione, pulire i polmoni con una respirazione profonda e  ammorbidire il corpo, attivando le parti più bloccate come il bacino,  sede della nostra energia, e la colonna vertebrale attraverso cui passa l’energia. 

WATER GRID 
Nuova Disciplina Sportiva che si pratica sia in piscina che in palestra, da svolgere all’interno di una griglia a quadri , così da riuscire ad eseguire esercizi con un circuito stabilito, passando appunto da un quadrato all’altro a corpo libero, vincendo la resistenza dell’acqua, qualora si svolge nel rettangolo della piscina.

INSANY-T 
Aerobica sportiva, Ginnastica Funzionale, per esercizi cardiovascolari ad alta intensità e  coordinazione corporea. Tutto a suon di musica, elemento essenziale contro la fatica nello stesso tempo liberare la mente durante l’attività sportiva. 

L’ETICA SPORTIVA NELLA SOCIETA’ MODERNA

Lo Studio per l’Etica dello Sport, non faceva riferimento all’Attività in se come un fenomeno sociale e psicologico, ma piuttosto ad una pratica sportiva di persone razionali. La capacità fisica degli Atleti acquisita nel tempo con lo sviluppo dell’Attività Sportiva e abilità mentale, aveva come risultato personale il raggiungimento di un obbiettivo personale vincente, oltre la soddisfazione degli Allenatori della rispettiva Società Sportiva. Lo Sport dava un’importante ruolo di influenza nella vita privata e sociale degli Atleti; etica comportamentale, di cultura e metodologia volti costantemente al miglioramento del fisico, della salute e delle prestazioni in tempi di Gare Ufficiali. Una recezione di linea guida madre, dal tempo della scelta della Disciplina Sportiva fino al consolidamento degli aspetti legata ad essa. Un susseguirsi di studi etici, sociologici davano risalto alla Costituzione del Consiglio Internazionale dello Sport di Ginevra, annessa all’Association Sociology ISA di Varsavia, ove proliferavano, ancor oggi, Opere scritte da Autori specializzati nello studio della Sociologia Sportiva. Negli anni ’60 nasceva la Sigla SSRI Sport e Sociologia Internazionale, la quale diventava negli anni ’70 Organo Ufficiale del Comitato Internazionale di Sociologia dello Sport. Con l’Evento delle Olimpiadi di Monaco di Baviera aumentava in maniera esponenziale l’interesse per tutti gli Sport, questo grazie ad una nuova competitività tecnologica alla diffusione di nuovi mezzi di comunicazione di massa, per diffondere in ogni angolo del Mondo una precisa educazione di conoscenza dello Sport. La cooperazione, il duro allenamento singolo o di squadra, la dedizione maniacale alla Disciplina con relativo rispetto e dignità nello svolgerla faceva da padrone allo studio della Scienza Sociologica da insegnare come materia umanistica nelle Scuole e come regola di vita con il patto di avere un insegnamento con un alto grado di preparazione teorico e pratico degli Insegnanti ed Allenatori, senza improvvisare e lasciare nulla al caso. Lo Sport inteso come antidoto alla violenza, in effetti molte pratiche sportive nascevano con il DNA violento, vedi la Lotta Libera, la Boxe per citarne alcune senza contare le evoluzioni delle Arti Marziali e Discipline similari molto dure da praticare in maniera agonistica. Combattimenti veri o presunti li troviamo nelle Antiche Civiltà storiche dai Giochi Olimpici dell’antica Grecia ai tornei Medioevali generando nei partecipanti strategie violente con rituali senza alcun limite di aggressività nelle manifestazioni organizzate. Come detto in precedenza ancor oggi troviamo Discipline che adottano gesti e modi di praticare molto violenti, in contrasto con l’ideologia civile a capo della cultura sportiva moderna. Risulta difficile individuare a favore dello Sport nozioni di Sociologia violenta come sinonimo di aggressione fisica e materiale atta alla distruzione e alla sopraffazione; il concetto Sportivo determina una distinta uniformità d’uso delle tecniche della Disciplina come etichetta da catalogo personale, con regole da rispettate senza che la violenza sfoci un aggressione illegittima. Un esempio concreto nello Sport del Calcio è dato da un fallo da gioco con contrasto punito con una sanzione di richiamo, diverso il discorso di un’aggressione a gioco fermo di un giocatore verso un altro, punito ovviamente con l’espulsione diretta dal gioco. La violenza in se richiama un’agitazione di massa popolare o singola nella fattispecie di un’azione illegittima, associata ad un’aggressività personale con riti e tempi specifici e cadenzati. Lo studio sul comportamento animale può essere un valido testimone sul significato del Rito con schemi ripetitivi di azioni, che con il passare del tempo perdono le proprie funzioni di origine e di comportamento e ripetitività. Rispetto delle regole dello Sport e appartenenza alla comunità di riferimento, con una vera educazione responsabile al proprio essere comportamentale.

 

 

 

La Tedesca DDR: Pane, Politica e Sport

Negli anni ’70 gli Atleti Tedeschi Occidentali non comunicando con i colleghi dell’ Est, non potevano sapere nulla della conduzione della vita, dei metodi di allenamenti che seguivano giorno dopo giorno; separazione di un Muro, da una dottrina Marxista, vero spartiacque invalicabile tra un Mondo normale e l’altro grigio difeso dal Patto di Varsavia, da un regime comandato da Mosca. Una realtà quella dell’Est talmente lontana e non considerata che la Gioventù dell’Ovest non riteneva utile spenderci un pensiero, tranne nel periodo dei Giochi Olimpici, quando il fratello “Ivan” vinceva in modo sistematico tutte o quasi le Medaglie ed onorificenze in palio. Una crescita esponenziale delle Discipline di squadra, Atleti pronti e preparati sia in Pista che in Piscina, come alla guida del Bob, oppure in Staffette o Salti e Lanci. La DDR vinceva sempre in ogni competizione contro una Germania Federale priva di orgoglio sportivo e fame di vittorie, diventando la terza potenza Sportiva dietro le grande Urss e Stati Uniti. Giochi di Monaco primi anni ’70 ben 20 titoli vinti esattamente il doppio delle Olimpiadi di Montreal e 47 medaglie riconosciute a quelli di Mosca negli anni’80, fino ad arrivare a quelle di Seul che segna il capolino della Germania dell’Est, subito dopo unificata nel 1992 con 33 ori nel medagliere. La galassia tedesca sportiva si definisce amante dello Sport popolare, modelli sociali vincenti, esasperati ricercatori verso il male dello Sport, quale prendeva il nome di Doping, spie intransigenti nella visione e controllo di determinate Discipline Sportive, al servizio delle Agenzie di Vigilanza Segrete. Resta l’ultimo passo politico da adempiere con la stesura, approvazione della Costituzione della Repubblica Democratica Tedesca, la quale dichiarava al Mondo intero il Diritto dei Cittadini di essere educati alla Cultura Fisica, sia ad un livello agonistico, che popolare. Si percorreva un certo pensiero sovietico degli anni ‘60, in aggiunta un modello tanto raffinato da saper coinvolgere i Giovani di tutte le età in manifestazioni sportive studentesche. Il ruolo della Scuola era fondamentale, in quanto gli Istituti di ogni ordine di grado ad dover organizzare gli Eventi e collaborare attivamente con le Industrie, le quale provvedevano a fornire il materiale completo necessario per affrontare le Attività agonistiche sportive, senza dimenticare lo sviluppo dello Sport nel settore Femminile. La linea guida per lo Sport era tracciata con la base data dalla Confederazione Sportiva Ginnico Tedesca della DDR nata a metà degli anni ’50, simile come organico e struttura al CONI Comitato Organizzativo Nazionale Italiano. Un robusto traino storico che i giovani Atleti dovevano saper apprezzare e condividere con unità principi e valori, soprattutto con il ritorno di immagine che solo i Giochi Olimpici potevano fornire alla Nazione; il gonfiore del petto alla premiazione da parte degli Atleti Tedeschi era il vero Testimonial al Valore Sportivo. Mentre il capitalismo della Germania dell’Ovest cominciava la lente discesa, ecco arrivare in soccorso il famoso fratello “Ivan” con i traguardi di onorificenza sportivi raggiunti di cui andare fieri, ed incentivare nella prosecuzione delle Dottrine scelte. Una di erano i matrimoni tra i Super Atleti per dar continuazione genetica allo Sport, nuovi Dirigenti Ambasciatori per esportare nel Mondo il Modello Vincente e trovare nuovi Talenti da poter affiliare ed esportare. Con il benestare e l’ausilio del Potere Politico e Sportivo, sono nate sotto ad un buona stella, Campioni e Campionesse di ogni Disciplina Sportiva, divinità sportive dell’Atletica leggera, pattinatrici, velocisti. Purtroppo dopo una lunga scia di vittorie e benessere economico le organizzate Polisportive cominciavano ad arrendersi al taglio delle sovvenzioni Statali; tanti Atleti sceglievano la fuga verso Ovest a caccia di retribuzione economica. L’avventura social sportiva della RDT durata appena 40 anni o poco più era tristemente arrivata ai  titoli di coda, con un presente temporale oscurato dalla mancanza di fondi necessari alla contribuzione dello Sport, alla seria paura del futuro. Un’esperienza da considerarsi per il Popolo Tedesco priva di rammarico in quanto vissuta con intensità vera e onesta, con un forte orgoglio e spirito Nazionale davanti all’imminente resa.

Entità Nazionalsocialista Sportiva

Ogni Atleta poteva partecipare ai Giochi Olimpici, senza distinzione di Nazione e razza, a questa regola di base, Hitler accettava di fare partecipare alle sue Olimpiadi anche professionisti sportivi di nazionalità Ebraica ed Africana, ovviamente senza esclusioni di colpi bassi per dimostrare la superiorità della razza ariana a confronto di tutte le altre nelle Gare ufficiali. La manifestazione sportiva sorprendentemente risultava alla fine dei Giochi avvincente e molto bene organizzata; facevano incesto di medaglie sia i tedeschi ai danni degli Americani, sia gli Italiani contro Francesi e Giapponesi ed Inglesi. Storicamente questa vittoria indicava il Potere Dittatoriali a discapito della Democrazia. Unico neo alle grandi affermazioni di vittoria del Fuhrer, erano le vincite di ben quattro medaglie d’oro nelle gare dei 100 e 200 metri, non che nella staffetta di 4×400 tutte gareggiate nello stesso giorno, davanti a tutto il Potere dello SMT, di un’atleta Americano di nome Jesse Owens per di più di colore, omaggiato da tutto il pubblico presente. Con queste Olimpiadi si concludeva un ciclo di Sport Sociale Popolare con funzione di aggregazione di massa, in quanto ogni Nazione aveva la propria manifestazione sportiva con relative Discipline specifiche atte all’integrazione e l’educazione sociale del proprio Popolo in una Società evoluta alla Pace, in modo che nessuna Guerra poteva intaccarne il significato. Il ritorno di immagine era molto elevato, sia Mussolini che Hitler lo avevano capito molto bene, ma non solo loro coglievano il frutto dello Sport Mondiale del dopoguerra, l’URSS come nuova potenza si prestava ad elevarsi in modo rapido e deciso. Decisa dalle parti negli anni ’50 la Guerra fredda si combatteva anche sui campi da gioco, specie le squadre della NATO che non accettavano le sconfitte di buon grado. Il confronto USA e URSS fino alla fine degli anni ’80 teneva banco e proprio nei Giochi Olimpici che c’era il maggior interesse grazie ai molti episodi succeduti dagli albori degli anni ’50, tra boicottaggi e finali di gare al limite della regolarità. La Russia era un grande incubatore di Atleti talentuosi, la loro linea guida era proprio la ricerca di fisicità e agonismo pratico dei partecipanti, il valore dello Sport inteso come alleanza e fratellanza tra popoli era veramente marginale, anche la considerazione era pressoché nulla o quasi da parte delle Autorità Amministrative russe. Subito dopo il conflitto la Russia entrava in punta di piedi a far parte del CIO, riuscendo a partecipare per la prima volta nella loro storia ai Giochi Olimpici, ancora con scarsissimi risultati; ma con dedizione e pratica innata nel DNA Sovietico a Melbourne a fine anni ’50, contro tutti i pronostici l’URSS piazzava il proprio Palmares di medaglie. Da questa manifestazione in poi il Mondo sportivo si doveva scontrare con una nuova superpotenza sportiva volta alla formazione interna territoriale di super atleti pronti a gareggiare e vincere i Giochi Olimpiaci. Del resto lo Sport Occidentale era molto improntato a schedari tecnici per incontrare fin da tenera età fisici adatti e conformi alle pratiche sportive, i più dotati di aerobica e di fisico sano e asciutto, venivano trasferiti in appositi centri di Educazione Sportiva e Disciplinare, nel caso della Germania, nella DDR Deutsche Hochschule fur Korperkultur Istituto per la Cultura e Conoscenza del Corpo situata a Lipsia. Scienza e Sport davano risultati eccellenti alla causa, con la nascita di nuove tecniche e strumentazioni per gli esercizi fisici di allenamento. Altra accoppiata vincente nel caso dei Sovietici era da accomunare lo Sport con la Politica Estera, includendo lezioni teoriche e pratiche di feste sportive popolari impartite sia dal Nazismo di Hitler, sia dal Fascismo di Mussolini.