Fair Play come regola comportamentale

Significato di Fair play nella lingua italiana è Gioco Leale, un termine anglosassone che evidenzia l’etica comportamentale volta al Rispetto delle Regole Sportive e Social Culturale. Tendenza a svolgere Discipline Sportive in favore dello Sport e delle Regole dello stesso, detto comunemente con un inglesismo letterale Sportsmanship, sinonimo di sportività leale, rispetto  dell’avversario, forma disinteressata di qualunque formula di guadagno economico, senza deturpare la vera essenza del comportamento sportivo dell’Atleta. Nello Sport del Calcio Internazionale, essendo la prima attività sportiva riconosciuta a livello di seguito e gradimento di massa, il Fair Play diventa l’impegno fondamentale alla base del progetto assunto ufficialmente dalla FIFA, Federation International de Football Association, a scopo di promuovere universalmente l’etica del Rispetto e Lealtà e dell’amicizia a discapito della violenza e della discriminazione umana, non che della sconfitta sportiva. Dal fatto suo, lo spettacolo sportivo influenza sicuramente la Società moderna, oltre che la stessa Disciplina Sportiva, si riassume nella dominanza del fattore di estetica e forma fisica del soggetto a dispetto della sostanza dentro e fuori dai campi di gioco. Gli ambienti atti a dirigere lo Sport come possiamo notare non sono immuni a questa dimostranza di efficienza fisica, infatti molti allenamenti sono comunemente centrati sulla prestazione agonistica del professionista, il più delle volte trascurando l’aspetto psicologico e le relazioni di crescita connesse alla mente dell’atleta; vedi azioni illegali di somministrazioni di sostanze dopanti ed antisportive. Il Fair Play è la modalità giusta per imparare sia ad avere un comportamento leale e consono all’attività Sportiva, sia a valutare con le dovute certezze le partecipazioni alle manifestazioni con un assunzione di piena responsabilità verso il valore allo Sport che si pratica. L’inganno, lo sfruttamento, la corruzione e la violenza sia fisica sia quella verbale non fanno parte del mondo sportivo, anzi quest’ultimo offre la possibilità di una conoscenza interiore, dello spirito di sacrificio, la perseveranza per raggiungere obbiettivi prefissati, ottenere successi personali sotto l’aspetto fisico che emotivo, un miglioramento continuo e costante delle proprie capacità tecniche e abilità date da doti proprie, senza dimenticare il divertimento e un ottimo stato di salute per il corpo. Gli Atleti che gareggiano ad alti livelli possono rappresentare per i giovani dei modelli da prendere come esempio, punti di riferimento, quindi avendo una responsabilità irreprensibile posta al centro dell’attenzione nei loro confronti, mettendo in pratica il valore sportivo della Disciplina che praticano. A metà degli anni ’70 il Comitato Internazionale Fair Play pubblica il documento ufficiale denominato la Carta del Fair Play, ove racchiudeva i fondamentali di Rispetto e Lealtà sportiva. Un decalogo di nobili principi da attuare alla pratica sportiva e analogamente alla vita privata dell’Atleta, condiviso a pieno titolo anche in Italia a metà degli anni ’90 con la nascita del Comitato Italiano Fair Play nominando Ambasciatori dello Sport tutti gli Atleti Professionisti di ogni Disciplina Sportiva atti alla divulgazione dei Principi al rispetto delle Regole, degli avversari, delle decisioni arbitrali o giudici sportivi, spodestando con ogni forma di lotta le aggressioni violente fatti antisportivi. Anche l’aspetto religioso porta con se legami sportivi, ai giorni nostri il Pontefice sancisce che lo Sport è la strada educativa e spirituale per eccellenza, associata alla scuola ed al lavoro, costituendo i pilastri di fondamenta per la crescita fisica e mentale dei bambini, evitando le tendenze avvelenate contro l’esistenza stessa.

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Dati Statistici Sportivi

Agli inizi degli anni ‘60 gli sportivi ammontavano a poco più di 1 milione e 300 mila tra Atleti maschili che femminili. Bambini e anziani erano collocati in settori tra i quali la pratica sportiva era poco diffusa; nella classifica degli sport più praticati, la Caccia e gli Sport di Tiro si collocavano al primo posto, seguiti dal Calcio ed infine da una categoria sportiva che seguiva gli sport natatori, nautici, la pesca. Gli anni ’80 mostravano una crescita di interesse notevole verso lo sport, nel ‘82 le persone praticavano con molta continuità uno o più sport, nel tempo libero, complice la vittoria in Spagna della Nazionale Italiana di Calcio conquistando la Coppa del Mondo FIFA, sull’arcigna Germania dell’Ovest con il risultato, scolpito nella mente degli italiani, di 3 reti a 0, a segno Pablito Rossi, Tardelli e Altobelli. Il nuovo Secolo XXI, evidenzia un nuovo incremento arrivando ad una cifra di circa 11 milioni di persone che praticano Sport in maniera costante, associato ad altre persone che praticano attività motorie in maniera saltuaria quali i bambini e gli anziani. A distanza di circa 40 anni lo Sport diventa parte integrante del Sociale con una crescita costante di 30 volte superiore rispetto a quelli citati degli anni ’60. Lo Sport femminile dava una determinante spinta alla diffusione delle stesse e dello Sport in genere. Ancor oggi abbiamo una sostanziale differenza tra attività maschile e quella femminile, ma fortunatamente grazie alle tipologie di allenamento unificato e paritario il divario è in costante diminuzione. Riguardo ai bambini lo Sport del Nuoto offre un carattere motorio completo atto allo sviluppo del corpo, mentre per gli anziani la cura del corpo rappresenta una costante attraverso la Ginnastica dolce e posturale, come del resto le arti orientali tipo Yoga e Thao. Non per ultimo la Disciplina per eccellenza ed aggregazione: il Ballo individuale e di gruppo. Possiamo dire con certezza che il mondo delle Pratiche Sportive nel tempo hanno subito continue evoluzioni interne, dagli anni ’60 ai giorni nostri si sono trasformate radicalmente sia nell’approccio pratico, sia come attività di insegnamento. Vedi anche la concorrenza verso gli altri Sport, portiamo l’esempio del Calcio degli anni ’60 fino agli anni ’90 che padroneggiava su tutti gli altri; oggi c’è l’affermazione di Discipline tradizionali, nate ancor prima, se non allo stesso tempo del Calcio, di cui il Nuoto oppure la Ginnastica aerobica e Fitness, passando dai Giochi da campo tipo Tennis, Golf, tanto per fare degli esempi oggettivi e reali. Stilando una nostra Graduatoria, troviamo sempre al primo posto di gradimento e per il seguito, appunto il Calcio, seguito dalla Ginnastica Libera, all’ultimo gradino del podio si collocano a pari merito gli Sport acquatici principalmente il Nuoto, quelli invernali con la Discesa Libera e lo Sci Alpino nonostante l’apprezzamento dei più giovani riferito allo Snowboard. Ovviamente altri tipologie di attività vengono praticate sempre con più costanza, in questo caso indichiamo gli Sport di Montagna di cui l’Alpinismo, l’Escursionismo, il Trekking, analoghe sono le vedute di popolarità del Rafting e Canyoning. Alzano l’asticella verso collocazioni più ambite il Ciclismo dopo essere stato in tempi precedenti lo Sport principe, la Corsa e la Mountain Bike quest’ultimi mossi da attività associate a passeggiate paesaggistiche volte alla conoscenza del territorio. Lo Sport viene inteso come pratica al raggiungimento sia del benessere fisico sia quello mentale, di svago per la famiglia, di aggregazione sociale rapportato alla Cultura e alla conoscenza dei beni nascosti del territorio e allo sviluppo della Promozione Turistica. Lo sviluppo ed il successo dello Sport passa soprattutto dalla Struttura Impiantistica, come lo Stadio, come la Palestra Scolastica, come la Piscina, oppure come il luogo di culto atto allo svolgimento di attività di raccoglimento e concertazione e quello delle arti marziali, campi verdi per il Tennis, il Golf o il Rugby. Alla fine degli anni ’50 le attività sportive venivano svolte all’aperto sia per i maschi sia per le femmine, in contrapposizione, negli anni ’80 le attività venivano traslocate in ambienti chiusi ed attrezzati in modo professionale e completo. Altre Discipline spiccavano il volo di gradimento tipo la Pallavolo, la Pallacanestro, il Calcetto; strutture Polivalenti contribuivano ad una maggiore presenza di persone e ad un numero maggiore di Attività Sportive praticate. A livello di preferenza ai giorni nostri riscuotono sempre successo le strutture adatte a praticare Sport all’aria tipo in luoghi di Parchi, Laghi, Fiumi, Mare e Montagna. Nell’Italia Meridionale le dinamiche territoriali caratterizzavano le pratiche Sportive negli anni ’60, ancor oggi permane questa differenza dal resto del territorio nonostante la diffusione delle Discipline Sportive. Il Centro Nord presentava nei primi anni ’80 una differenza sostanziale di pratica motoria a confronto con il Centro Sud, il quale aveva una media nazionale molto bassa; la Regione con più alta partecipazione alle manifestazioni era il Trentino Alto Adige con la popolazione pronta ad una o più alle Attività sia a livello di continuità sia saltuario, seguita dalla Valle d’Aosta, dal Veneto e dalla Lombardia. Con il passare del tempo fortunatamente si evidenziavano dei netti miglioranti a partire dalle Regioni dell’ Abruzzo, Sicilia, Calabria e Sardegna.