LA NATIVITÀ ARTISTICA SPORTIVA

Come scritto in articoli precedenti lo SPORT inteso come Arte, presenta fin  dalla sua natività un legame molto forte tra periodo Storico e Sviluppo Culturale. E’ anche vero che non sempre le Discipline Sportive trovano spazio e sviluppo all’interno di certe culture, il risultato è dato da un riscontro privo di “Icone“, cioè la mancanza di Miti da imprese Sportive storiche e Culturali Religiose. L’Epoca Preistorica insegna con i Graffiti le scene di caccia con la simbologia ritualista, non certamente con scenari sportivi, ma con il tentativo di definire i movimenti, l’uso delle armi; un confine molto sottile tra pratica di guerra o di caccia per sopravvivenza e quella sportiva, sopratutto se esercitata dal sesso maschile delle Tribù. La documentazione se pur poco consultabile in quanto rara, afferma che le Origini dello Sport hanno linee guide fin dagli albori della Civiltà Umana, con un ruolo Sociale di grande importanza. La conseguenza primaria è stata l’Attività Agonistica a appannaggio delle pratiche guerriere e le note Classi di Nobiltà. Reperti di pratiche sportive belliche sono visibili al prestigioso British Museum con le figure di soldati che nuotano alla conquista della Città di costa attraverso il fiume Eufrate. Le più rilevanti testimonianze ginniche, scritte in poemi, arrivano dall’Iliade con l’organizzazioni di Giochi Sportivi da parte di Achille per omaggio a Patroclo fedele scudiero, ucciso da Ettore. La coerenza degli scritti Omerici, coincidono con la nascita dei famosi Giochi Olimpici dedicati agli Dei, come Cultura sportiva, precisamente nel 776 a.C. Olimpia, luogo scelto per le pratiche sportive, adiacente al fiume Alfeo, appunto non lontano dal mare per favorire Attività acquatiche. Serve un’accurata disamina tra gli Sports praticati nelle parti del Mondo al giorno d’oggi conosciute come Extraeuropee, ad esempio l’antica India, lascia testimonianze su organizzazioni di Giochi di Abilità come ad esempio “il Braccio di Ferro”, il Pugilato, il Nuoto, la Danza ed il metodo Yoga (oggi riconosciuta come Disciplina Sportiva). Rappresentazioni sportive pittoriche sono presenti nelle correnti artistiche del XVIII secolo, sempre raffigurante associazioni di arte e guerra e caccia. Il nesso principale della sportività dell’800 di armonia fisica è l’associazione con la tenacia e convinzione espressa dagli antichi Greci, passando dalle riflessioni psicofisiche e pedagogiche del Rinascimento, per arrivare alle Università Inglesi. Questo grazie ai progetti di educazione sportiva trasmessa da Vittorino Feltre con il famoso motto “mente sana in corpo sano” (accolta in tutta Europa), praticata ed insegnata nella Scuola dei Gonzaga a Mantova con attività sportive di Nuoto e Corsa. L’armonia del movimento del corpo, lo sviluppo muscolare, l’ideale Classico strega il giovane Barone Pierre de Coubertin (con celebre frase l’importante è partecipare), trovando favori sia in politica che nell’imprenditoria dei mercanti Evangelisti, organizzatori di spicco di manifestazioni sportive ispirate al Città simbolo di Olimpia. Lo Sport nell’Epoca del 900 entra di diritto nel tessuto Sociale di ogni Famiglia, con eccezioni di Discipline di Classe più elevate come il Polo. Il cardine della Società, lo Sport indica innovazione industriale, svago nel tempo libero, aggregazione di Popolo. Ogni Disciplina Sportiva Olimpica è celebrata con Francobolli, Monete commemorative, Disegni stilizzati come avvenuto ai Giochi di Monaco negli anni ’70, oppure Fotografie celebrative come quelle del ’68 con la partecipazione del Nicaragua oppure quella del 1984 della Mauritania. 

 

 

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Disciplina Sportiva: Aereo Club di Genova

Nasceva nel 1928, come Club Aereonautico appartenente alla RAeCI (Reale Aereo Club d’Italia), esponenti fondatori i fratelli Parodi e Profumo. Il primo Istruttore pluridecorato, reduce di guerra era uno dei due fratelli Giorgio Parodi aviatore abilissimo. Il velivolo a disposizione del Club di Genova era il De Havviland DH 82 biplano di addestramento britannico, mentre la prima base di aviazione sportiva genovese era organizzata al Lido d’Albaro, già sede del prestigioso Stabilimento balneare Ligure. Successivamente la Sede del Club veniva trasferita presso l’idroscalo di Sampierdarena con una denominazione differente, la RUNA (Reale Unione Nazionale Aereonautica), nelle vicinanze della Lanterna della Superba. La flotta veniva arricchita da hangar, officine e velivoli Caproni Ca.100 versione Idro, un idrovolante Breda, ed un anfibio. Nel 1947, dopo la 2° Guerra Mondiale, Armando Piaggio fondatore dell’industria Aereonautica ricostituiva la denominazione di Aereo Club rimettendo insieme il patrimonio di velivoli, piloti e attività sportive e ricognitive. Questo, grazie all’aiuto della Marchesa Negrone e dei Soci dell’Aereo Club, con l’arrivo di altri velivoli, si realizzava la nuova rinascita dell’idroscalo genovese, segnato dalla Guerra. Nel 1955 la Direzione del Club Aereonautico consegnava alla Marchesa Negrone vera eroina dei cieli e detentrice di 7° primati mondiali sportivi, la Presidenza; per la chiusura dell’idroscalo il Club venne trasferito a Novi Ligure. Nel 1954 infatti iniziavano i lavori per la costruzione dell’Aeroporto terrestre di Genova, l’inaugurazione avveniva nel 1962, con il volo del Comandante Contigini, il quale consacrava definitivamente il ritorno dell’Aereo Club nel Capoluogo Ligure.

IL VINCOLO SPORTIVO

Non giudichiamo sbagliato ciò che non conosciamo, prendiamo l’occasione per comprendere. Aforisma più che indicato per chi ha intenzione o la passione di intraprendere una carriera in giacca e cravatta nel mondo dello Sport, con particolare attribuzione al Calcio. Punti di riflessione, utili a chi tenta di dare il proprio contributo aspirando a diventare Procuratore Professionistico, oppure Osservatore di talenti per Squadre dilettanti o Scuole Calcio, su aspetti controversi come il Vincolo Sportivo per i Calciatori non Professionisti ed il Premio di Preparazione associato. L’abolizione di tale Vincolo con durata pluriennale è rappresentata dall’Associazione Italiana Calciatori, nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Nello specifico l’Atleta che ha compiuto il 14° anno di età, qualora firmi un contratto con una Società Dilettantistica, sarà vincolato fino al compimento del 25° anno di età, diventando fino al 18° anno “Giovane Dilettante”, poi diventare “non Professionista” al raggiungimento della maggiore età. La Società, da come di evince, è detentrice del Cartellino del Tesserato per un lasso di tempo del tutto esagerato, senza che l’Atleta abbia autonomia di cambiare Squadra a fine Campionato; per la Normativa Federale, il passaggio del cambio di casacca ed avere così il cartellino libero da vincoli, il tesserato deve corrisponde una somma di denaro non contabilizzata, ne parametrata. Per quanto riguarda il Premio di Preparazione la Normativa della NOIF art 96-98 prevede il pagamento dell’ indennità da parte della Società che “acquista” ad un’altra Società che “cede”, motivo il pagamento del trasferimento del Calciatore “Giovane”, fino al “Professionismo” con relativa stipula di un contratto adeguato alla categoria. Qualora il premio non venga corrisposto alla Società dilettantistica, la stessa impugnerebbe un’istanza alla Commissione Vertenza Economica. Evochiamo: Atleti liberi da prigionie contrattuali.

Società Sportiva Moderna, cenni e valutazioni

Nella Società Moderna lo Sport ha acquisito notevole importanza, sia nell’ambito economico, sia come Attività agonistica per professionisti, sia nella vita privata, come occasione di svago e socializzazione.  Stato, Regioni, Comuni, devono investire denaro per l’incentivare la New Culture, sia la formazione Didattica Sportiva per tutte le età. Lo Sport promuove un’equilibrata maturità psicofisica, come un insegnamento al senso dell’impegno e della costanza, dello sforzo, del rispetto per l’avversario. E’ stato praticato fin nell’antichità, quando nella seconda metà del 700 a.C. i Greci organizzarono la Prima Olimpiade. Legato alla Religione, per venerare gli Dei, espressione vitale di impegno, sforzo fisico e competizione. Guida mentale, utile al contrasto dello Stress, intesa fra il partecipante e le sue emozioni, espressione dei propri stati d’animo e relazioni interpersonali. Il significato della parola Sport è ben noto alla gente, l’interpretazione che ognuno esprime è tuttavia differente da soggetto a soggetto. Sport per Passione, per il proprio benessere, per la crescita fisica, per professione, sono esempi di tutto ciò che viene incluso in un concetto apparentemente semplice ed ovvio, ma nel complesso decisamente trascurato e poco analizzato per la nobile finalità. L’importanza della classificazione dello Sport, rispecchia la Società in cui viviamo. Avvertimenti di mancanza di Centri Sportivi di aggregazione sono sempre più frequenti, la socialità non deve avere per nessun motivo barriere che possono ostacolare il bene comune di ogni persona e di qualsiasi livello sociale, culturale, di razza, età; isolare i pregiudizi negativi e la violenza, contribuisce ad avere una Società migliore e avanzata sia nello sviluppo mentale e di associazione, sia quello fisico per un benessere gratificante, specie per stimolare gli adolescenti a creare una precisa identità costruttiva atta alla loro crescita per un inserimento equilibrato in Società. Un esempio pratico che riportiamo è dato dallo studio a campione effettuato dal Centro World Health Organization, in quanto stima che una parte della popolazione della Gioventù, fortunatamente la minoranza, non pratica Attività Motoria Sportiva sufficientemente per prevenire patologie gravi che possono presentarsi annessi ad altri problemi di sedentarietà. A questo interviene la Commissione Europea per sviluppare ed incentivare nelle Sedi opportune tipo la Scuola, l’azione comunitaria dello Sport, indicato per funzioni educative, sportive, equilibri psico fisico, sanità per il fisico di ogni età. Lo Sport oltre che a essere una prevenzione alle malattie, richiama una funzione sociale contro l’intolleranza al razzismo, la violenza e l’abuso di alcool e droghe. Utilizzando lo Sport in modo utile e appropriato ai propri bisogni si acquisisce un’importante solidarietà sociale, morale e di valori di lealtà e spirito di sacrificio comune, inclusa la promozione dello Sport effettuata dai Centri Universitari Sportivi; quest’ultimi aventi una propria organizzazione e gestione autonoma degli impianti sportivi delle Università atti allo svolgimento dei Campionati Nazionali Universitari.

 

SOCIOLOGIA SPORTIVA VINTAGE

L’Etica della persona annessa alla prospettiva dell’approccio relazionale, aveva un unico legame ed obbiettivo tra i soggetti partecipanti alle Attività Sportive all’interno di un  Nucleo di fatto. Alcuni teorici del tempo davano un determinato significato al fenomeno sportivo, arrivando a considerare la pratica Sportiva come elemento essenziale per la vita di una persona ed come verifica psico fisica tra la diversità di sostanza tra aspirazione personale e realtà. La Sociologia Individuale incarnava una diversa dimensione, dove la Competizione prevaleva sulla sete di vittoria di partecipanti che non desideravano altro che padroneggiare nelle gare; in quest’ultimo ambiente l’Atleta poteva trovare una specifica ostilità di condizione solitaria nella pratica della Disciplina Sportiva, inteso come un negativo progresso dalla Giustizia Sportiva, arrivando agli scandali dopanti, riciclaggio e persecuzione agli Atleti da parte di Società Sportive poste volutamente in difficoltà economiche. L’inizio degli anni ’90 è stata resa pubblica la Carta Europea dello Sport la quale definiva tutte le Attività Sportive atte alla partecipazione ed alle organizzazioni di cui lo scopo era l’espressione del miglioramento delle condizioni fisiche, mentali e sociali degli Atleti Professionisti. La modernità dello sviluppo delle Attività Sportive come prodotto socioculturale da divulgare alla massa popolare, era in uno stato di avanzamento lavori volto alla Società, per lo più all’inserimento didattico nelle Scuole per alimentare nei giovani intenti ed ideali leali. Un vero stile di vita per la Comunità,  che ha saputo nel tempo evolversi in Discipline Sociologiche, Antropologiche, Pedagogiche e Psicologiche, contribuendo ad analizzare i punti di vista delle Discipline Sportive come impianto di contributi scientifici poste all’attenzione degli Intellettuali. Tanti autori hanno accumunato lo Sport con la Sociologia, in quanto aperti al dialogo ed al superamento delle barriere ideologiche dello Sport del ‘900 rappresentato come fenomeno ingombrante in Società, essendo diventato il primo intrattenimento sia da spettatore che da attivista a bordo campo, sia da radiocronista o giornalista sportivo. Esperienze di vita sociale che davano notevoli risposte emozionali che di bisogno volte alla partecipazione di manifestazioni sportive, atte a soddisfare ogni parte del psico fisica degli appassionati e non solo. Uno Sport come valore di vita, poco addomesticabile nelle tradizioni della Società, essendo un vero e proprio crocevia di passione, intelletto, lavoro e tempo libero, una scienza che trova dei fondamenti con propri metodi di ricerca, processi di organizzazioni a manifestazioni tipica della vita e della relativa trasformazione dei rapporti sociali tramite sulla formazione ed educazione sportiva di individui e di collettività. Tanti autori di libri accumulavano scritti sulla materia della Sociologia Sportiva tanto da diventare parte integrante delle Scienze Sociali, esattamente nel periodo degli anni ’70; negli anni a seguire questa branchia scientifica sviluppa con modo e tempi ulteriori tesi fino a riuscire a mettere in scala d’importanza lo Sport come fenomeno culturale, binomio con i mezzi di comunicazione di massa ed infine il pubblico sportivo sempre presente alla competizioni di Disciplina.

L’ETICA SPORTIVA NELLA SOCIETA’ MODERNA

Lo Studio per l’Etica dello Sport, non faceva riferimento all’Attività in se come un fenomeno sociale e psicologico, ma piuttosto ad una pratica sportiva di persone razionali. La capacità fisica degli Atleti acquisita nel tempo con lo sviluppo dell’Attività Sportiva e abilità mentale, aveva come risultato personale il raggiungimento di un obbiettivo personale vincente, oltre la soddisfazione degli Allenatori della rispettiva Società Sportiva. Lo Sport dava un’importante ruolo di influenza nella vita privata e sociale degli Atleti; etica comportamentale, di cultura e metodologia volti costantemente al miglioramento del fisico, della salute e delle prestazioni in tempi di Gare Ufficiali. Una recezione di linea guida madre, dal tempo della scelta della Disciplina Sportiva fino al consolidamento degli aspetti legata ad essa. Un susseguirsi di studi etici, sociologici davano risalto alla Costituzione del Consiglio Internazionale dello Sport di Ginevra, annessa all’Association Sociology ISA di Varsavia, ove proliferavano, ancor oggi, Opere scritte da Autori specializzati nello studio della Sociologia Sportiva. Negli anni ’60 nasceva la Sigla SSRI Sport e Sociologia Internazionale, la quale diventava negli anni ’70 Organo Ufficiale del Comitato Internazionale di Sociologia dello Sport. Con l’Evento delle Olimpiadi di Monaco di Baviera aumentava in maniera esponenziale l’interesse per tutti gli Sport, questo grazie ad una nuova competitività tecnologica alla diffusione di nuovi mezzi di comunicazione di massa, per diffondere in ogni angolo del Mondo una precisa educazione di conoscenza dello Sport. La cooperazione, il duro allenamento singolo o di squadra, la dedizione maniacale alla Disciplina con relativo rispetto e dignità nello svolgerla faceva da padrone allo studio della Scienza Sociologica da insegnare come materia umanistica nelle Scuole e come regola di vita con il patto di avere un insegnamento con un alto grado di preparazione teorico e pratico degli Insegnanti ed Allenatori, senza improvvisare e lasciare nulla al caso. Lo Sport inteso come antidoto alla violenza, in effetti molte pratiche sportive nascevano con il DNA violento, vedi la Lotta Libera, la Boxe per citarne alcune senza contare le evoluzioni delle Arti Marziali e Discipline similari molto dure da praticare in maniera agonistica. Combattimenti veri o presunti li troviamo nelle Antiche Civiltà storiche dai Giochi Olimpici dell’antica Grecia ai tornei Medioevali generando nei partecipanti strategie violente con rituali senza alcun limite di aggressività nelle manifestazioni organizzate. Come detto in precedenza ancor oggi troviamo Discipline che adottano gesti e modi di praticare molto violenti, in contrasto con l’ideologia civile a capo della cultura sportiva moderna. Risulta difficile individuare a favore dello Sport nozioni di Sociologia violenta come sinonimo di aggressione fisica e materiale atta alla distruzione e alla sopraffazione; il concetto Sportivo determina una distinta uniformità d’uso delle tecniche della Disciplina come etichetta da catalogo personale, con regole da rispettate senza che la violenza sfoci un aggressione illegittima. Un esempio concreto nello Sport del Calcio è dato da un fallo da gioco con contrasto punito con una sanzione di richiamo, diverso il discorso di un’aggressione a gioco fermo di un giocatore verso un altro, punito ovviamente con l’espulsione diretta dal gioco. La violenza in se richiama un’agitazione di massa popolare o singola nella fattispecie di un’azione illegittima, associata ad un’aggressività personale con riti e tempi specifici e cadenzati. Lo studio sul comportamento animale può essere un valido testimone sul significato del Rito con schemi ripetitivi di azioni, che con il passare del tempo perdono le proprie funzioni di origine e di comportamento e ripetitività. Rispetto delle regole dello Sport e appartenenza alla comunità di riferimento, con una vera educazione responsabile al proprio essere comportamentale.

 

 

 

La Società Sportiva Italiana del‘900

Lo Sport come sviluppo Istituzionale, ma in realtà chiamando in causa i dei fatti storici l’Istituzione Governativa ha dato un grande contributo all’evoluzione delle Attività Sportive in chiave Socioculturale nel territorio Nazionale; come base della struttura a sostegno dell’intero Sistema Organizzativo, vengono collocate Le Società Sportive associate al Comitato Nazionale. Ricchezza culturale, incastro perfetto tra tessuto sociale e Istituzioni politiche con una ramificazione geografica volta all’unione di intenti socio sportivi per la crescita e lo sviluppo di nuove leve nelle Discipline Sportive. Continuità dell’Associazionismo sportivo basato sulla Promozione del territorio e la bontà della politica che lo governa. Passaggi fondamentali sono susseguiti nello specifico tra l’Epoca ‘800 e ‘900. Una fortissima censura sportiva durante la Prima Guerra Mondiale si era verificata tra le forze sportive militari nate con il modello Risorgimentale Ginnico a sua volta con forti influenze del modello anglosassone. Con la nascita della Carta dello Sport in Epoca Fascista, lo Sport veniva posto in primo piano, garantendo manifestazioni su tutto il territorio Nazionale tra l’Opera dei Balilla, il CONI ed il Dopolavoro con lo slogan dello Sport per Tutti. Con l’affermazione di Mussolini, nascono l’Aeroclub, il Motoclub e la Federcaccia, non per ultimi gli le Attività Invernali con la FISI, un progetto totalitario con un’annesse complesse formazione istituzionali di Regime con la presenza di Società Organizzative atte al piano di investimento delle Strutture Sportive. Con l’avvento della Democrazia Repubblicana e con la relativa caduta del Fascismo, le Società sportive tornano ad avere un ruolo meno centrale, assumendo un ideale sociale e civico nell’organizzazione di eventi sportivi, basato sul volontariato e base portante per il Movimento Sportive d’Italia. Nel periodo del Dopoguerra il Comitato Organizzativo Nazionale Italiano si posizionava con specifiche direttive verso i Comitati inferiori del tipo quelli Provinciali per una ricostruzione della Nazione dopo i bellici bombardamenti subiti, con lo sviluppo sportivo dei giovani, di eventi internazionali e coinvolgimento totale delle Amministrazioni per il rilancio tramite pubblicazioni di massa popolare dello Sport ed i suoi valori di identità e lealtà. Il podio con trionfi di molte attività sportive quali il Ciclismo con i campionissimi Coppi e Bartali, il gioco delle scommesse con la nascita del Totocalcio con le gare ufficiali del Campionato di Calcio, che sancivano definitivamente l’uscita dal periodo bellico. Organizzazioni Sportive dei Corpi Armati e Polizia convenzionate con il CONI per lo sviluppo dello Sport nell’Arma; seguono la nascita del CSI, della UISP, dell’ARCI e dell’ENDAS. Arrivati ai giorni nostri a cavallo del Nuovo Millennio appare chiaro a tutti che lo Sport ha subito dall’800 notevoli cambiamenti sia strutturali, sia di sviluppo tecnico alle pratiche sportive; con la rimozione dei confini di Stato e Culturali, nel Continente Europa le Discipline Sportive hanno la continuità di evoluzione ed aggregazione tra i Popoli dei restanti Continenti. Siamo passati dalle sole prestazioni Olimpiche a quelle Amatoriali grazie alla manifestazione di interesse delle Federazioni Sportive, della Globalizzazione e del Commercio. I cambiamenti Istituzionali avvenuti nel tempo, hanno cambiato a loro volta la qualità per la diffusione dei valori di mercato mondiale, incidendo molto sull’impatto del tessuto economico sociale della Nazione.