Disciplina Sportiva: Aereo Club di Genova

Nasceva nel 1928, come Club Aereonautico appartenente alla RAeCI (Reale Aereo Club d’Italia), esponenti fondatori i fratelli Parodi e Profumo. Il primo Istruttore pluridecorato, reduce di guerra era uno dei due fratelli Giorgio Parodi aviatore abilissimo. Il velivolo a disposizione del Club di Genova era il De Havviland DH 82 biplano di addestramento britannico, mentre la prima base di aviazione sportiva genovese era organizzata al Lido d’Albaro, già sede del prestigioso Stabilimento balneare Ligure. Successivamente la Sede del Club veniva trasferita presso l’idroscalo di Sampierdarena con una denominazione differente, la RUNA (Reale Unione Nazionale Aereonautica), nelle vicinanze della Lanterna della Superba. La flotta veniva arricchita da hangar, officine e velivoli Caproni Ca.100 versione Idro, un idrovolante Breda, ed un anfibio. Nel 1947, dopo la 2° Guerra Mondiale, Armando Piaggio fondatore dell’industria Aereonautica ricostituiva la denominazione di Aereo Club rimettendo insieme il patrimonio di velivoli, piloti e attività sportive e ricognitive. Questo, grazie all’aiuto della Marchesa Negrone e dei Soci dell’Aereo Club, con l’arrivo di altri velivoli, si realizzava la nuova rinascita dell’idroscalo genovese, segnato dalla Guerra. Nel 1955 la Direzione del Club Aereonautico consegnava alla Marchesa Negrone vera eroina dei cieli e detentrice di 7° primati mondiali sportivi, la Presidenza; per la chiusura dell’idroscalo il Club venne trasferito a Novi Ligure. Nel 1954 infatti iniziavano i lavori per la costruzione dell’Aeroporto terrestre di Genova, l’inaugurazione avveniva nel 1962, con il volo del Comandante Contigini, il quale consacrava definitivamente il ritorno dell’Aereo Club nel Capoluogo Ligure.

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SOCIOLOGIA SPORTIVA VINTAGE

L’Etica della persona annessa alla prospettiva dell’approccio relazionale, aveva un unico legame ed obbiettivo tra i soggetti partecipanti alle Attività Sportive all’interno di un  Nucleo di fatto. Alcuni teorici del tempo davano un determinato significato al fenomeno sportivo, arrivando a considerare la pratica Sportiva come elemento essenziale per la vita di una persona ed come verifica psico fisica tra la diversità di sostanza tra aspirazione personale e realtà. La Sociologia Individuale incarnava una diversa dimensione, dove la Competizione prevaleva sulla sete di vittoria di partecipanti che non desideravano altro che padroneggiare nelle gare; in quest’ultimo ambiente l’Atleta poteva trovare una specifica ostilità di condizione solitaria nella pratica della Disciplina Sportiva, inteso come un negativo progresso dalla Giustizia Sportiva, arrivando agli scandali dopanti, riciclaggio e persecuzione agli Atleti da parte di Società Sportive poste volutamente in difficoltà economiche. L’inizio degli anni ’90 è stata resa pubblica la Carta Europea dello Sport la quale definiva tutte le Attività Sportive atte alla partecipazione ed alle organizzazioni di cui lo scopo era l’espressione del miglioramento delle condizioni fisiche, mentali e sociali degli Atleti Professionisti. La modernità dello sviluppo delle Attività Sportive come prodotto socioculturale da divulgare alla massa popolare, era in uno stato di avanzamento lavori volto alla Società, per lo più all’inserimento didattico nelle Scuole per alimentare nei giovani intenti ed ideali leali. Un vero stile di vita per la Comunità,  che ha saputo nel tempo evolversi in Discipline Sociologiche, Antropologiche, Pedagogiche e Psicologiche, contribuendo ad analizzare i punti di vista delle Discipline Sportive come impianto di contributi scientifici poste all’attenzione degli Intellettuali. Tanti autori hanno accumunato lo Sport con la Sociologia, in quanto aperti al dialogo ed al superamento delle barriere ideologiche dello Sport del ‘900 rappresentato come fenomeno ingombrante in Società, essendo diventato il primo intrattenimento sia da spettatore che da attivista a bordo campo, sia da radiocronista o giornalista sportivo. Esperienze di vita sociale che davano notevoli risposte emozionali che di bisogno volte alla partecipazione di manifestazioni sportive, atte a soddisfare ogni parte del psico fisica degli appassionati e non solo. Uno Sport come valore di vita, poco addomesticabile nelle tradizioni della Società, essendo un vero e proprio crocevia di passione, intelletto, lavoro e tempo libero, una scienza che trova dei fondamenti con propri metodi di ricerca, processi di organizzazioni a manifestazioni tipica della vita e della relativa trasformazione dei rapporti sociali tramite sulla formazione ed educazione sportiva di individui e di collettività. Tanti autori di libri accumulavano scritti sulla materia della Sociologia Sportiva tanto da diventare parte integrante delle Scienze Sociali, esattamente nel periodo degli anni ’70; negli anni a seguire questa branchia scientifica sviluppa con modo e tempi ulteriori tesi fino a riuscire a mettere in scala d’importanza lo Sport come fenomeno culturale, binomio con i mezzi di comunicazione di massa ed infine il pubblico sportivo sempre presente alla competizioni di Disciplina.

Rapporti tra Federazioni internazionali e Movimento Olimpico

Tra le due maggiori Organizzazioni Istituzionali dello Sport, il rapporto comunicativo ed associativo volto alle manifestazioni sportive agoniste e di aggregazione di massa a carattere Nazionale ed Olimpico, era pressoché difficoltoso, in quanto come espresso nella Carta Olimpica l’insieme di regole che dirigono il CIO veniva approvata a fine ‘900 tra i Comitati Internazionale, Nazionali e Federali. Oggetto della discussione era una parte integrante della Carta Olimpica, nello specifico il terzo Capitolo ove per la promozione del Movimento Olimpico, lo stesso CIO poteva dare Riconoscenza a livello mondiale alle Federazioni Internazionali non associate quindi prive di Abilitazione e Codice dell’Antidoping di uno o più Sport con indipendenza amministrativa autonoma; al Comitato Olimpico, derivava una mancata assunzione di una direzione di Patronato volta alla tecnica espressa nella Gare Ufficiali dello Sport Olimpico. Sempre più importanza di voti alle candidature per i Giochi, le Federazioni acquistavano per le selezioni finali di Sedi ospitanti ed il benestare delle pratiche sportive da considerare valide ai fini delle competizioni e di coinvolgimento del pubblico per le stesse. Per arrivare al vero e sostanziale riconoscimento delle Federazione nell’ambito Istituzionale Sportivo, non è stato così facile e breve, in quanto sia chi organizzava la manifestazione, sia chi gestivano le Olimpiadi, impediva l’unità di intenti, causa il principio di autonomia in cui si basava il rapporto di ipotetica coalizione tra le parti. Ne sono prova i raccolti dello stesso Coubertin e dei suoi validi gregari non sempre fedeli agli ideali dell’Olimpo Istituzionale, i quali per certi punti di vista evidenziavano il lavoro di reclutamento di Atleti, per chi dedicava tempo e spirito atletico, giorno dopo giorno alla causa sportiva. Ovviamente senza avere troppi sbilanciamenti filosofici lo stesso Coubertin con i colleghi di scrivania Vikelas, Latour fondatori dell’Impero Olimpico erano attratti più dalla pedagogia teorica che dalla pratica agonistica sui. campo di Sport. Ad altri è toccato l’onore di esaudire il desiderio del competere, tipo i Centri e Club Studenteschi, Dopolavoro Operai ed associazioni borghesi, in contrapposizione alle organizzazioni del CIO con evidenti piani di lavoro diversi; ideali filosofici dello Sport dell’Antichità, con uno scontro e confronto sportivo basato su lealtà ed uguaglianza, contrapposto alla passione dell’Attività fisica regolarizzata da norme e regole riconosciute a livello mondiale, di pratica sportiva ed organizzativa, proprio come l’odierno Sport Moderno. Passato il tempo necessario dei cento anni trovano una collaborazione di intenti, sia il CIO, sia le Federazioni Internazionali, in quanto sia l’una che l’altra hanno contribuito attivamente secondo le proprie vedute allo sviluppo delle Olimpiadi; purtroppo le opposizioni aperte tra le due compagini, porta la Federazione Internazionale a non avere più nessun atto ufficiale di collaborazione con il CIO, mettendo il proprio Sport con disciplina sportiva annesse fuori dai Giochi Olimpici e Movimento Olimpico. La Storia dice che il Comitato Olimpico e la Federazione Internazionale percorrevano di pari passo l’evoluzione dello Sport, da ideologie e finalità ormai passate dal tempo, alla moderna Attività Sportiva con programmi attuali e competizioni volte sia all’agonismo professionale Olimpico, con relativo compenso derivato dai maggiori mezzi di comunicazione, sia a quello amatoriale del comune Popolo.

La Società Sportiva Italiana del‘900

Lo Sport come sviluppo Istituzionale, ma in realtà chiamando in causa i dei fatti storici l’Istituzione Governativa ha dato un grande contributo all’evoluzione delle Attività Sportive in chiave Socioculturale nel territorio Nazionale; come base della struttura a sostegno dell’intero Sistema Organizzativo, vengono collocate Le Società Sportive associate al Comitato Nazionale. Ricchezza culturale, incastro perfetto tra tessuto sociale e Istituzioni politiche con una ramificazione geografica volta all’unione di intenti socio sportivi per la crescita e lo sviluppo di nuove leve nelle Discipline Sportive. Continuità dell’Associazionismo sportivo basato sulla Promozione del territorio e la bontà della politica che lo governa. Passaggi fondamentali sono susseguiti nello specifico tra l’Epoca ‘800 e ‘900. Una fortissima censura sportiva durante la Prima Guerra Mondiale si era verificata tra le forze sportive militari nate con il modello Risorgimentale Ginnico a sua volta con forti influenze del modello anglosassone. Con la nascita della Carta dello Sport in Epoca Fascista, lo Sport veniva posto in primo piano, garantendo manifestazioni su tutto il territorio Nazionale tra l’Opera dei Balilla, il CONI ed il Dopolavoro con lo slogan dello Sport per Tutti. Con l’affermazione di Mussolini, nascono l’Aeroclub, il Motoclub e la Federcaccia, non per ultimi gli le Attività Invernali con la FISI, un progetto totalitario con un’annesse complesse formazione istituzionali di Regime con la presenza di Società Organizzative atte al piano di investimento delle Strutture Sportive. Con l’avvento della Democrazia Repubblicana e con la relativa caduta del Fascismo, le Società sportive tornano ad avere un ruolo meno centrale, assumendo un ideale sociale e civico nell’organizzazione di eventi sportivi, basato sul volontariato e base portante per il Movimento Sportive d’Italia. Nel periodo del Dopoguerra il Comitato Organizzativo Nazionale Italiano si posizionava con specifiche direttive verso i Comitati inferiori del tipo quelli Provinciali per una ricostruzione della Nazione dopo i bellici bombardamenti subiti, con lo sviluppo sportivo dei giovani, di eventi internazionali e coinvolgimento totale delle Amministrazioni per il rilancio tramite pubblicazioni di massa popolare dello Sport ed i suoi valori di identità e lealtà. Il podio con trionfi di molte attività sportive quali il Ciclismo con i campionissimi Coppi e Bartali, il gioco delle scommesse con la nascita del Totocalcio con le gare ufficiali del Campionato di Calcio, che sancivano definitivamente l’uscita dal periodo bellico. Organizzazioni Sportive dei Corpi Armati e Polizia convenzionate con il CONI per lo sviluppo dello Sport nell’Arma; seguono la nascita del CSI, della UISP, dell’ARCI e dell’ENDAS. Arrivati ai giorni nostri a cavallo del Nuovo Millennio appare chiaro a tutti che lo Sport ha subito dall’800 notevoli cambiamenti sia strutturali, sia di sviluppo tecnico alle pratiche sportive; con la rimozione dei confini di Stato e Culturali, nel Continente Europa le Discipline Sportive hanno la continuità di evoluzione ed aggregazione tra i Popoli dei restanti Continenti. Siamo passati dalle sole prestazioni Olimpiche a quelle Amatoriali grazie alla manifestazione di interesse delle Federazioni Sportive, della Globalizzazione e del Commercio. I cambiamenti Istituzionali avvenuti nel tempo, hanno cambiato a loro volta la qualità per la diffusione dei valori di mercato mondiale, incidendo molto sull’impatto del tessuto economico sociale della Nazione.

Storia dell’Antica Grecia e Modernità dei Giochi Olimpici

Sede Organizzativa Olimpia, anno 776 a.C. ciclicità temporale delle dispute olimpiche anni quattro, festa di Popolo, agonismo, tradizioni di vittorie in Guerra. Partecipanti greci e coloniali volti a  Discipline Sportive di corsa e lotta, successivamente estese a pratiche di Pentathlon, Salti, Lanci del Disco e del Giavellotto, Pugilato e Pancrazio, svolte in grandi Stadi, idonei a contenere flussi importanti di pubblico, Autorità Divine accompagnati da riti religiosi canti e poesie per elevare sul podio i vincitori con il premio della Corona di Alloro. Olimpia città situata nella parte occidentale del Peloponneso, oggi uno dei siti archeologici più importanti al Mondo, luogo di culto, sede dei più grandi e affascinanti eventi sportivi della Storia. Alla fine del ‘900 entra di diritto a far parte dei beni protetti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Le celebrazioni sportive erano di stampo religioso in onore di Dio Zeus padre degli Dei e Sovrano dell’Olimpo, proprio da questo che nel periodo del 776 a.C. veniva stilata la prima lista dei Vincitori iridati delle competizioni olimpiche, ancor oggi segretamente conservata in Sede opportuna. Competizioni agonistiche sportive, gare di sacrificio fisico, quale la Dolicos la corsa di resistenza, il Trio della violenza come il Pugilato, Lotta, Pancrazio tecniche di arti marziali annesse calci, pugni, unghiate, gomitate, rottura delle ossa fino ad arrivare allo strangolamento dell’avversario, l’Hoplitodromos corsa con le armi sia su terra sia con l’utilizzo di cavalli e carri. Con lo strapotere vanto dell’Impero Romano sulla Grecia, i partecipanti ai Giochi Olimpici erano suddivisi per territorialità di cui oltre ai romani, gareggiavano Fenici e Galli, ma con l’evento del Cristianesimo le Olimpiadi venivano interrotte nel 393 d.C. in quanto vista come festa pagana. Passano le ere, passano le guerre dei tempi, si susseguono fonti di pensiero religioso, tutto si distrugge con le complicità dei popoli, del potere, di leggi governative, ma è anche vero che da questi episodi pur burberi e sacrificali, nasceva l’evoluzione di pensiero, di sviluppo teorico e pratico della Società, dell’Industria e dello Sport quest’ultimo come forma di benessere fisico e interiore, di aggregazione famigliare e di amicizia, di competizione sportiva leale tra rappresentanti ginnici o semplici praticanti. Alla fine del XIX nascevano con lungimiranza degli Organi Organizzativi le Olimpiadi Moderne con la firma per un nuovo rilancio agonistico sportivo delle Antiche pratiche Greche il francese Barone Coubertin costituendo il primo Comitato Internazionale Olimpico denominato CIO. Con una partecipazione rinata di 15 Nazioni con più di 300 atleti per ogni disciplina Sportiva di una decina di Sport diversi, con Sedi ospitanti sempre diverse; manifestazione sportiva con chiare ed inflessibili regole di accesso alle selezioni dei Giochi a tutti i Paesi del Mondo, delle quali in parte ancor oggi in vigore. Ogni Atleta deve appartenere ad un Società Sportiva aderente al Comitato, per ogni Nazione possono partecipare un numero massimo di tre Atleti alle competizioni individuali, come premio di vincita viene consegnata la Medaglia Olimpica in oro per il primo classificato. Gli Sport definiti da sempre come Olimpici sono l’Atletica, Pugilato, Scherma, Nuoto, Pentathlon moderno, Canottaggio, Ciclismo, Equestre, Calcio, Pallacanestro, Pallamano, Canoa, Polo, Hockey. A questi citiamo anche le Olimpiadi Invernali, con Sede Organizzativa diversa da quella Estiva, nate agli albori degli anni ’20 comprendenti le Sci Alpino e Nordico, Bob, Pattinaggio su ghiaccio e Slittino. Lo Bandiera di rappresentanza Olimpica del CIO era ed è tutt’ora con cinque anelli intrecciati fra loro con i seguenti colori: blu, nero, rosso, verde e giallo i quali indicano i cinque Continenti, con l’intreccio che rappresenta l’Unione pacifica tra Popoli. Inoltre citiamo la fiamma Olimpica portata con una staffetta al braciere Olimpico della Città che ospita i Giochi; ancor oggi la fiamma viene accesa ad Olimpia mesi prima dell’inizio della manifestazione dalla famose “Sacerdotesse”. Il giuramento degli Atleti auspicio di forza e resistenza prima dell’inizio delle competizioni richiama al Citius, Altius, Fortius, motto di apertura della Cerimonia. Il concetto intaccato a favore del grado di preferenza del Pubblico come regola fondamentale dei Giochi Olimpici dato dall’immutabile principio che più è antica è la Disciplina Sportiva più tale principio si applicava, a favore delle Pratiche più frequentate ed accessibili alle persone nella vita reale di tutti i giorni, come forma di espansione dello Sport nelle Comunità Nazionali.

Entità Nazionalsocialista Sportiva

Ogni Atleta poteva partecipare ai Giochi Olimpici, senza distinzione di Nazione e razza, a questa regola di base, Hitler accettava di fare partecipare alle sue Olimpiadi anche professionisti sportivi di nazionalità Ebraica ed Africana, ovviamente senza esclusioni di colpi bassi per dimostrare la superiorità della razza ariana a confronto di tutte le altre nelle Gare ufficiali. La manifestazione sportiva sorprendentemente risultava alla fine dei Giochi avvincente e molto bene organizzata; facevano incesto di medaglie sia i tedeschi ai danni degli Americani, sia gli Italiani contro Francesi e Giapponesi ed Inglesi. Storicamente questa vittoria indicava il Potere Dittatoriali a discapito della Democrazia. Unico neo alle grandi affermazioni di vittoria del Fuhrer, erano le vincite di ben quattro medaglie d’oro nelle gare dei 100 e 200 metri, non che nella staffetta di 4×400 tutte gareggiate nello stesso giorno, davanti a tutto il Potere dello SMT, di un’atleta Americano di nome Jesse Owens per di più di colore, omaggiato da tutto il pubblico presente. Con queste Olimpiadi si concludeva un ciclo di Sport Sociale Popolare con funzione di aggregazione di massa, in quanto ogni Nazione aveva la propria manifestazione sportiva con relative Discipline specifiche atte all’integrazione e l’educazione sociale del proprio Popolo in una Società evoluta alla Pace, in modo che nessuna Guerra poteva intaccarne il significato. Il ritorno di immagine era molto elevato, sia Mussolini che Hitler lo avevano capito molto bene, ma non solo loro coglievano il frutto dello Sport Mondiale del dopoguerra, l’URSS come nuova potenza si prestava ad elevarsi in modo rapido e deciso. Decisa dalle parti negli anni ’50 la Guerra fredda si combatteva anche sui campi da gioco, specie le squadre della NATO che non accettavano le sconfitte di buon grado. Il confronto USA e URSS fino alla fine degli anni ’80 teneva banco e proprio nei Giochi Olimpici che c’era il maggior interesse grazie ai molti episodi succeduti dagli albori degli anni ’50, tra boicottaggi e finali di gare al limite della regolarità. La Russia era un grande incubatore di Atleti talentuosi, la loro linea guida era proprio la ricerca di fisicità e agonismo pratico dei partecipanti, il valore dello Sport inteso come alleanza e fratellanza tra popoli era veramente marginale, anche la considerazione era pressoché nulla o quasi da parte delle Autorità Amministrative russe. Subito dopo il conflitto la Russia entrava in punta di piedi a far parte del CIO, riuscendo a partecipare per la prima volta nella loro storia ai Giochi Olimpici, ancora con scarsissimi risultati; ma con dedizione e pratica innata nel DNA Sovietico a Melbourne a fine anni ’50, contro tutti i pronostici l’URSS piazzava il proprio Palmares di medaglie. Da questa manifestazione in poi il Mondo sportivo si doveva scontrare con una nuova superpotenza sportiva volta alla formazione interna territoriale di super atleti pronti a gareggiare e vincere i Giochi Olimpiaci. Del resto lo Sport Occidentale era molto improntato a schedari tecnici per incontrare fin da tenera età fisici adatti e conformi alle pratiche sportive, i più dotati di aerobica e di fisico sano e asciutto, venivano trasferiti in appositi centri di Educazione Sportiva e Disciplinare, nel caso della Germania, nella DDR Deutsche Hochschule fur Korperkultur Istituto per la Cultura e Conoscenza del Corpo situata a Lipsia. Scienza e Sport davano risultati eccellenti alla causa, con la nascita di nuove tecniche e strumentazioni per gli esercizi fisici di allenamento. Altra accoppiata vincente nel caso dei Sovietici era da accomunare lo Sport con la Politica Estera, includendo lezioni teoriche e pratiche di feste sportive popolari impartite sia dal Nazismo di Hitler, sia dal Fascismo di Mussolini.

L’Imprenditoria Sportiva Americana

Nel Secolo XIX nasceva in Inghilterra lo Sport Moderno, dall’altra parte del Mondo esattamente in America tale fenomeno esplode a livello di popolarità tramite la diffusione, la divulgazione dei mezzi di comunicazione di massa, e la stessa Comunità affascinata dalle Discipline Sportive pronte ad essere praticate e sviluppate fino ai giorni nostri. Sport ed Emigranti un connubio solido di fratellanza di compagnia tra l’Atleta o la persona comune e la Pratica Sportiva, ricreando in un luogo diverso dal proprio le stesse abitudini, con un radicamento continuo e sociale. Il popolo americano trasformava con facilità d’uso lo Sport inglese, modellandolo a proprio piacimento, la svolta storica risaliva agli inizi del ‘900 con le Olimpiadi di Los Angeles, mostrando al Mondo di cosa erano capaci di trasformare lo Sport in uno Spettacolo unico capace di ammaliare con le proprie Attività Sportive, svolte dai grandi Campioni, migliaia di persone appassionate. Già dalla metà dell’800 lo Sport si era imposto negli USA come unico e principale svago sia per i giovani sia per la famiglia, grazie ad una forza di propaganda esercitata dalle Società e dal giro poco prudente di scommesse che ruotava nel mondo sportivo. In particolare le Attività inglesi tipo il Pugilato, le corse dei cavalli e lo Sport cardine americano il Baseball. Quest’ultimo nasceva a metà del ‘800 in New England, con seguito di esibizioni nelle grandi città, con un pubblico sempre più coinvolto, favorito da un ottimo servizio per gli spostamenti dato dalle ferrovie tecnologicamente avanzate rispetto al resto del Mondo, associato alla produzione industriale. Eventi extra Regionali e Statali per rendere l’America unita dopo la Guerra Civile del fine ‘800, nello stesso tempo capendo il vero potenziale di immagine dato dallo Sport. Subito dopo la metà del ‘900 nascevano le Leghe Professionistiche con direzioni e presidenze rigorosamente imprenditoriali facendo un vero modello per lo Sport in generale. Immaginiamo di stendere un filo telefonico a tutte le Sedi di rappresentanza sportiva e far passare il segnale telefonico allo scopo di inviare simultaneamente dati e messaggi attraverso lo stesso cavo, il quale permette di installare in ogni luogo destinato un ricevitore che consente di tener aggiornato ogni risultato sportivo; da qui alimentare la scommessa sulla Disciplina Sportiva di interesse, muovendo quantità di denaro. Proprio da questo sistema che Sir. Sullivan ex Campione del Mondo di Boxe si guadagnava la stima delle Classi Sociali più importanti e popolari dell’imprenditoria. A seguito dell’enorme guadagno riscontrato con l’apprezzamento della massa popolare le industrie, cominciavano a sfornare abbigliamento per lo Sport, prodotti pensati per le funzioni sportive tipo le classiche palline da Golf adatte a campi sempre più estesi, fino ad arrivare all’evoluzioni di nuove e funzionali biciclette da corsa. Esempio di formazione imprenditoriale vincente veniva data dal Sir. Spalding Presidente ed Allenatore della squadra di Boston, con la fabbricazione per ogni Disciplina Sportiva di palle da gioco, specie quelle del Baseball. Oltre il settore industriale la vera forza dello Sport americano erano i Vivai intesi come Università, veri centri specializzati al reclutamento dei Giovani, infatti rispetto l’Europa i Centri di Studio erano di lunga superiori come numero negli Stati Americani. Un tipico esempio viene riportato agli inizi del ‘900 ad Harvard dove lo Stadio poteva contenere la bellezza di quasi 60000 persone, con adiacente la relativa Università frequentata da quasi 5000 studenti. Numeri da capogiro considerando il numero di Istituti riconosciuti in America; da questo fenomeno sportivo esploso in tutto il Continente, i giornali non potevano che dedicare in ogni copia giornaliera di stampa una pagina intera alla Sport.