SALA STAMPA DALLA GOVERNANCE ALLO SPORT

E’ un luogo dove si incontrano i Giornalisti per la partecipazione attiva alla Conferenza Stampa. Ogni Organo Istituzionale ha una propria Sala Stampa vedi Palazzo Chigi, il Quirinale, Palazzo Madama, il Vaticano, il CONI e la FIGC. Nel mondo sportivo la Sala Stampa riveste un ruolo importantissimo come sappiamo, infatti a fine di ogni Gara Ufficiale ogni Allenatore o Giocatore commenta la propria, o della Squadra di appartenenza, la prestazione effettuata. Interesse specifico nello Sport del Calcio durante gli incontri di Champions League la Sala degli Stadi avvengono Conferenze straordinarie pre-Gara, fino ad arrivare ai commenti a caldo degli attori principali. Gli Stadi di Elite categoria 4 la più alta e nobile, la Sala Stampa deve ospitare non meno di 75 posti a sedere per i professionisti dell’informazione. La Federazione (FNSI) di riferimento della Stampa nasce nei primi anni del ‘900 con l’unione di categoria di Associazioni Regionali di Giornalisti, per rendere il Movimento Indipendente dalla Politica Locale e Nazionale. Per citarne alcuni Giovanni Papini fonda con Giuseppe Prezzolini La “VOCE”, mentre Gaetano Salvemini fonda L’UNITA’. La Storia narra che nel 1914 Mussolini direttore del “AVANTI” fonda a Milano “Il POPOLO D’ITALIA” per dare voce e risalto all’interventismo del Partito Socialista Italiano. Gli Industriali e l’area imprenditoriale hanno avuto grande importanza organizzativa per il benestare dell’ingresso dell’Italia nel Conflitto Mondiale. In queste circostanze storiche viene certamente ricordato l’atteggiamento neutrale della Stampa dell’ “AVVENIRE” con fede apostolica, la quale si oppone all’entrate della Nazione nel conflitto definendola una inutile strage. Le Foto hanno un’importanza strategica dell’informazione di stampa sin dall’inizio della Prima Guerra Mondiale.; da qui il Foto giornalismo pian piano si espande In ogni Organo Istituzionale, contro ogni propaganda Nazionalista con il passaggio definitivo all’utilizzo delle macchine fotografiche (modello Laica di Henry Cartier Bresson). Nella prima metà del ‘900 veniva la regolarità del Radiogiornale “LA GAZZETTA DEL POPOLO”.

Si introduce il colore nella Stampa Nazionale Italiana: “buona lettura Sportiva con la GAZZETTA DELLO SPORT

 

 

 

 

 

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SPORTS ENTERTAINMENT

Ritrovare la forma con lo sport è stato sempre possibile,  non sempre si è avuto la giusta motivazione per farlo. In palestra ci si annoiava, a correre da soli si andava per tre volte poi si accampavano le solite scuse, le attività sportive che frequentavamo ci sembravano sempre le stesse. Dal mondo del fitness arrivano continuamente novità: basta scegliere lo Sport adatto per Noi, associando il dovere al piacere, proprio come facevano gli Atleti del passato conseguendo risultati notevoli. 

FIT PADDLING 
Serve equilibrio e concentrazione per  questa nuova Disciplina Sportiva la quale  prevede di eseguire  esercizi in piedi su una tavola che galleggia sull’acqua.  La muscolatura è interamente coinvolta per un miglioramento della coordinazione, della resistenza e della forza. 

ACROVIBES 

Molto divertente, unisce la Disciplina Acrobatica e quella Ginnasta: durante le lezioni  non sarà difficile trovarsi a testa in giù. Si esegue in coppia: si tratta dunque di trovare il bilanciamento giusto, distribuendo la forza, la spinta, la leva e, soprattutto,  la fiducia nel  Partner con le divertenti tenute delle posizioni. 

YOGA STAMINA 
Evoluzione del  Power Yoga, prevede la progressione di atti ginnici  precisi atti a preparare il corpo a ricevere più energia, sbloccare la respirazione, pulire i polmoni con una respirazione profonda e  ammorbidire il corpo, attivando le parti più bloccate come il bacino,  sede della nostra energia, e la colonna vertebrale attraverso cui passa l’energia. 

WATER GRID 
Nuova Disciplina Sportiva che si pratica sia in piscina che in palestra, da svolgere all’interno di una griglia a quadri , così da riuscire ad eseguire esercizi con un circuito stabilito, passando appunto da un quadrato all’altro a corpo libero, vincendo la resistenza dell’acqua, qualora si svolge nel rettangolo della piscina.

INSANY-T 
Aerobica sportiva, Ginnastica Funzionale, per esercizi cardiovascolari ad alta intensità e  coordinazione corporea. Tutto a suon di musica, elemento essenziale contro la fatica nello stesso tempo liberare la mente durante l’attività sportiva. 

La Società Sportiva Italiana del‘900

Lo Sport come sviluppo Istituzionale, ma in realtà chiamando in causa i dei fatti storici l’Istituzione Governativa ha dato un grande contributo all’evoluzione delle Attività Sportive in chiave Socioculturale nel territorio Nazionale; come base della struttura a sostegno dell’intero Sistema Organizzativo, vengono collocate Le Società Sportive associate al Comitato Nazionale. Ricchezza culturale, incastro perfetto tra tessuto sociale e Istituzioni politiche con una ramificazione geografica volta all’unione di intenti socio sportivi per la crescita e lo sviluppo di nuove leve nelle Discipline Sportive. Continuità dell’Associazionismo sportivo basato sulla Promozione del territorio e la bontà della politica che lo governa. Passaggi fondamentali sono susseguiti nello specifico tra l’Epoca ‘800 e ‘900. Una fortissima censura sportiva durante la Prima Guerra Mondiale si era verificata tra le forze sportive militari nate con il modello Risorgimentale Ginnico a sua volta con forti influenze del modello anglosassone. Con la nascita della Carta dello Sport in Epoca Fascista, lo Sport veniva posto in primo piano, garantendo manifestazioni su tutto il territorio Nazionale tra l’Opera dei Balilla, il CONI ed il Dopolavoro con lo slogan dello Sport per Tutti. Con l’affermazione di Mussolini, nascono l’Aeroclub, il Motoclub e la Federcaccia, non per ultimi gli le Attività Invernali con la FISI, un progetto totalitario con un’annesse complesse formazione istituzionali di Regime con la presenza di Società Organizzative atte al piano di investimento delle Strutture Sportive. Con l’avvento della Democrazia Repubblicana e con la relativa caduta del Fascismo, le Società sportive tornano ad avere un ruolo meno centrale, assumendo un ideale sociale e civico nell’organizzazione di eventi sportivi, basato sul volontariato e base portante per il Movimento Sportive d’Italia. Nel periodo del Dopoguerra il Comitato Organizzativo Nazionale Italiano si posizionava con specifiche direttive verso i Comitati inferiori del tipo quelli Provinciali per una ricostruzione della Nazione dopo i bellici bombardamenti subiti, con lo sviluppo sportivo dei giovani, di eventi internazionali e coinvolgimento totale delle Amministrazioni per il rilancio tramite pubblicazioni di massa popolare dello Sport ed i suoi valori di identità e lealtà. Il podio con trionfi di molte attività sportive quali il Ciclismo con i campionissimi Coppi e Bartali, il gioco delle scommesse con la nascita del Totocalcio con le gare ufficiali del Campionato di Calcio, che sancivano definitivamente l’uscita dal periodo bellico. Organizzazioni Sportive dei Corpi Armati e Polizia convenzionate con il CONI per lo sviluppo dello Sport nell’Arma; seguono la nascita del CSI, della UISP, dell’ARCI e dell’ENDAS. Arrivati ai giorni nostri a cavallo del Nuovo Millennio appare chiaro a tutti che lo Sport ha subito dall’800 notevoli cambiamenti sia strutturali, sia di sviluppo tecnico alle pratiche sportive; con la rimozione dei confini di Stato e Culturali, nel Continente Europa le Discipline Sportive hanno la continuità di evoluzione ed aggregazione tra i Popoli dei restanti Continenti. Siamo passati dalle sole prestazioni Olimpiche a quelle Amatoriali grazie alla manifestazione di interesse delle Federazioni Sportive, della Globalizzazione e del Commercio. I cambiamenti Istituzionali avvenuti nel tempo, hanno cambiato a loro volta la qualità per la diffusione dei valori di mercato mondiale, incidendo molto sull’impatto del tessuto economico sociale della Nazione.

La Tedesca DDR: Pane, Politica e Sport

Negli anni ’70 gli Atleti Tedeschi Occidentali non comunicando con i colleghi dell’ Est, non potevano sapere nulla della conduzione della vita, dei metodi di allenamenti che seguivano giorno dopo giorno; separazione di un Muro, da una dottrina Marxista, vero spartiacque invalicabile tra un Mondo normale e l’altro grigio difeso dal Patto di Varsavia, da un regime comandato da Mosca. Una realtà quella dell’Est talmente lontana e non considerata che la Gioventù dell’Ovest non riteneva utile spenderci un pensiero, tranne nel periodo dei Giochi Olimpici, quando il fratello “Ivan” vinceva in modo sistematico tutte o quasi le Medaglie ed onorificenze in palio. Una crescita esponenziale delle Discipline di squadra, Atleti pronti e preparati sia in Pista che in Piscina, come alla guida del Bob, oppure in Staffette o Salti e Lanci. La DDR vinceva sempre in ogni competizione contro una Germania Federale priva di orgoglio sportivo e fame di vittorie, diventando la terza potenza Sportiva dietro le grande Urss e Stati Uniti. Giochi di Monaco primi anni ’70 ben 20 titoli vinti esattamente il doppio delle Olimpiadi di Montreal e 47 medaglie riconosciute a quelli di Mosca negli anni’80, fino ad arrivare a quelle di Seul che segna il capolino della Germania dell’Est, subito dopo unificata nel 1992 con 33 ori nel medagliere. La galassia tedesca sportiva si definisce amante dello Sport popolare, modelli sociali vincenti, esasperati ricercatori verso il male dello Sport, quale prendeva il nome di Doping, spie intransigenti nella visione e controllo di determinate Discipline Sportive, al servizio delle Agenzie di Vigilanza Segrete. Resta l’ultimo passo politico da adempiere con la stesura, approvazione della Costituzione della Repubblica Democratica Tedesca, la quale dichiarava al Mondo intero il Diritto dei Cittadini di essere educati alla Cultura Fisica, sia ad un livello agonistico, che popolare. Si percorreva un certo pensiero sovietico degli anni ‘60, in aggiunta un modello tanto raffinato da saper coinvolgere i Giovani di tutte le età in manifestazioni sportive studentesche. Il ruolo della Scuola era fondamentale, in quanto gli Istituti di ogni ordine di grado ad dover organizzare gli Eventi e collaborare attivamente con le Industrie, le quale provvedevano a fornire il materiale completo necessario per affrontare le Attività agonistiche sportive, senza dimenticare lo sviluppo dello Sport nel settore Femminile. La linea guida per lo Sport era tracciata con la base data dalla Confederazione Sportiva Ginnico Tedesca della DDR nata a metà degli anni ’50, simile come organico e struttura al CONI Comitato Organizzativo Nazionale Italiano. Un robusto traino storico che i giovani Atleti dovevano saper apprezzare e condividere con unità principi e valori, soprattutto con il ritorno di immagine che solo i Giochi Olimpici potevano fornire alla Nazione; il gonfiore del petto alla premiazione da parte degli Atleti Tedeschi era il vero Testimonial al Valore Sportivo. Mentre il capitalismo della Germania dell’Ovest cominciava la lente discesa, ecco arrivare in soccorso il famoso fratello “Ivan” con i traguardi di onorificenza sportivi raggiunti di cui andare fieri, ed incentivare nella prosecuzione delle Dottrine scelte. Una di erano i matrimoni tra i Super Atleti per dar continuazione genetica allo Sport, nuovi Dirigenti Ambasciatori per esportare nel Mondo il Modello Vincente e trovare nuovi Talenti da poter affiliare ed esportare. Con il benestare e l’ausilio del Potere Politico e Sportivo, sono nate sotto ad un buona stella, Campioni e Campionesse di ogni Disciplina Sportiva, divinità sportive dell’Atletica leggera, pattinatrici, velocisti. Purtroppo dopo una lunga scia di vittorie e benessere economico le organizzate Polisportive cominciavano ad arrendersi al taglio delle sovvenzioni Statali; tanti Atleti sceglievano la fuga verso Ovest a caccia di retribuzione economica. L’avventura social sportiva della RDT durata appena 40 anni o poco più era tristemente arrivata ai  titoli di coda, con un presente temporale oscurato dalla mancanza di fondi necessari alla contribuzione dello Sport, alla seria paura del futuro. Un’esperienza da considerarsi per il Popolo Tedesco priva di rammarico in quanto vissuta con intensità vera e onesta, con un forte orgoglio e spirito Nazionale davanti all’imminente resa.

I Giochi Olimpici in Francia Epoca ‘900

Alla fine dell’ Epoca ‘800 il Barone Coubertin fondatore del CIO, in occasione dello svolgimento del Congresso Olimpico nell’Anfiteatro dell’Università della Sorbona, proponeva alla platea Nobiliare e Politica i Giochi Olimpici, con Sede organizzativa a Parigi. La partecipazione era delle grandi occasioni con più di mille Atleti provenienti da ogni Nazione, Edizione dei Giochi esclusiva in quanto potevano partecipare per la prima volta della storia le Donne. Le Discipline erano divise per capacità dei partecipanti, solo nella Scherma i Professionisti potevano gareggiare, inoltre come premio alla vittoria non venivano consegnate sul podio le Medaglie, ma bensì coppe o onorificenze di vario tipo. Altre Attività Sportive venivano svolte in anteprima assoluta come la corsa a salti nella Disciplina Equestre, Nuoto ad ostacoli ed il Cricket. I membri organizzativi dei Giochi erano ovviamente a carattere Internazionale, con l’avvallo di personaggi illustri del tempo; delegati dei Club Sportivi più importanti delle Potenze Mondiali, non da meno i vari soggetti Reali quali Re, Principi d’ Europa. Oltre ai Giochi Olimpici si teneva in contemporanea l’Esposizione Universale con le Pitture e Progetti architettonici parigini, uno fra tutti la Metropolitana di Parigi e la realizzazione di strade con gallerie sotterranee. Il Congresso di apertura ai Giochi Olimpici introduceva nell’Organizzazione Sportiva il Comitato Olimpico Internazionale con a capo un Presidente ed relativi membri associati, parte Governativa dei Giochi e massimo Organismo riconosciuto a livello Mondiale Sportivo; la contemporaneità delle due manifestazioni dava il contributo necessario allo sviluppo della sensibilizzazione del pubblico e delle parti Politiche del Potere di Francia. Da considerare la prima Edizione delle Olimpiadi ricordata come la rassegna con un basso profilo tecnico dei partecipanti, ma in contrapposizione alle ispirazioni ginniche degli Atleti, la parte organizzativa riscontrava il merito di aver saputo divulgare grande entusiasmo tra gli spettatori della Grecia ed al suo Re, soprattutto mantenere la manifestazione ad Atene, al contrario del pensiero del Barone che sosteneva la tesi di cambiare ad ogni Olimpiade la Città ospitante. Sempre nell’Epoca del fine ‘800, nasceva il più grande Comitato dei Giochi di Francia USFSA, con l’onore di organizzare eventi sportivi durante le edizioni della Fiera Mondiale, al posto del Comitato Organizzatore ormai ridotto alla divisione dei membri dimissionari. La CIO in contemporanea cedeva le pratiche delle Attività Sportive alle Commissioni dell’ Expo agli inizi degli anni del primo ‘900, nel quale venivano classificate per ogni Comitato una singola Disciplina Sportiva annesso a calendari specifica per data e orari. Tuttavia questo cambiamento organizzativo non era stato ben voluto dagli Atleti, esprimendo un rifiuto alla trattativa con il Comitato di competenza; quest’ultima contestazione alimentata dalla poca considerazione del Governo Francese spinto a finanziare quasi del tutto l’Esposizione Universale, rigettando ogni singolo progetto di Sport come un modello educativo da adottare e sviluppare nella Società, come del resto facevano gli Inglesi. Per rendersi conto della situazione sociale poco incline alle Discipline Sportive, il termine Olimpico era sostituito da il Concorso Internazionale di Esercizi Ginnici e dello Sport dato da Eventi Sportivi Universali. Le Discipline detentrici di Titoli si elencavano nelle classifiche di Atletica leggera con Atleti Americani e Salto con l’asta, nella Sciabola, Equitazione ed il Ciclismo, quest’ultima Attività non riconosciuta ancora dal CIO, primeggiavano gli Italiani indicati dal CONI come campioni Olimpici. La prima Donna vincitrice del Titolo Olimpico era di Nazionalità Inglese, mentre nelle pratiche marinare i Francesi facevano da padroni.

Evoluzione geografica dei Giochi Olimpici

I Conservatori dello Sport dovevano arrendersi agli inizi del ‘900 alla forte spinta dei quotidiani, dei mezzi di comune di massa, dall’evoluzione socio sportiva che l’Europa doveva affrontare negli anni a venire. Con la nascita dei Giochi Olimpici Moderni, lo sviluppo delle Attività Sportive , grazie alla visione futuristica del Barone Coubertin, l’ideologia dell’antica Grecia molto forte nei paesi europei, veniva contagiata da un nuovo modello ,un nuovo entusiasmo volto alla creazione di nuove Autorità organizzative. Il desiderio era dar vita ad una grande manifestazione sportiva a Parigi, durante la riunione dei Poteri Dirigenziali, la scelta ricadeva su Atene pronta ad ospitare la prima Edizione dei Giochi Olimpici, così ad un’unanimità approvano la candidatura. Ultima testimonianza di scelta organizzativa Dirigenziale in quanto le prossime candidature facevano capolino ad un Colosso Mondiale quale la Coca Cola; la scelta della Disciplina regina dei Giochi era senza dubbio l’Atletica Leggera, con fissate linee guide partecipative, vincite di gare senza onorificenza dorate come medaglie o simboli paritari, in quanto lo Sport non doveva in nessun modo dare atto ai partecipanti e spettatori di fini di lucro. In questo caso di organizzazione moderna il Barone dava saggia esperienza di avere idee originarie per dirigere una manifestazione simile in tutto a quella Greca. Seguite dalle Olimpiadi svolte a Londra passate alla storia per la totale giuria composta da britannici, in se le Olimpiadi passano in secondo piano, in quanto le organizzazioni anglo francesi tradizionalmente nemiche, ma uniti in campo sportivi per combattere la minaccia tedesca; sostituendo il Fair Play noto nello Sport ad un poco sano Patriottismo, complice le numerose gare ufficiali olimpiche tra nobili inglesi contro americani che erano di estrazione Irlandese. In Italia si ricorda il celebre aiuto ad un Atleta italiano Pietri a tagliare il traguardo nella Maratona per evitare l’arrivo e la vincita dell’americano che giungeva di gran carriera. Grande risalto davano alla Stampa questi eventi pasticcioni ed irreverenti verso lo Sport Olimpico, mentre nel Nord Europa nei campi di Gioco di Stoccolma tutto diventava come nuovo e sano, in quanto l’organizzazione fu impeccabile e di alto livello tecnico. Passando per i tempi di Guerra, negli anni ’30 a Los Angeles si tenevano i Giochi Olimpici più felici della Storia superando tutti i limiti di ambizione organizzativa, con la realizzazione di un grande villaggio olimpico che diventava da qui a poco obbligatorio in tutte le Sedi dei Giochi ospitanti, con cerimonia inaugurale e liberazione di bianche colombe proprio come accadeva nell’antica Grecia. Nasceva la famosa ed ambita Fiamma Olimpica scettro dei Giochi, nuove strutture impiantistiche nel segno della modernità e dell’efficienza. I risultati sportivi seguivano le evoluzioni della manifestazioni, con ottimi risultati agonistici in tutte le Discipline, con susseguirsi di Record Mondiali soprattutto nell’Atletica Leggera e lancio del peso. Atleti americani, giapponesi avevano la scena tutta per loro sia a livello di prestazione sportiva sia a modi di gentilezza comportamentale e lealtà. Arriviamo alle famose Olimpiadi di Berlino note per essere state le prime ad essere interamente finanziate dallo Stato Nazionale con il fine di divulgare il senso politico interno tedesco. Hitler succedeva dopo l’assegnazione dei Giochi, grande sforzo dei Potere Diplomatico tedesco per dare prova del cambiamento nazionale dai tempi della Guerra essendo stata esclusa nelle gare ufficiale dell’Evento nel ’24 e nel ’28. In contrapposizione all’idea di scuse al Mondo, i Giochi diventavano senza onore alla Civiltà Mondiale propaganda al Nazismo del Fuhrer. Spinto a comprendere dell’importanza dello Sport da Mussolini, lo stesso Hitler cercava in ogni modo di non fare cambiare Sede ai Giochi, anzi incentivava nuove forze fisiche nelle Attività Sportive e versava ingenti somme di denaro per organizzare al meglio gli stessi. Ovviamente gli Stati Uniti d’America non essendo d’accordo con la dittatura nazionalsocialista, organizzava una propria Olimpiade per contrastare la scalata tedesca, a Barcellona in Spagna, mai svolta in quanto la Guerra Civile ormai era iniziata.

Storia delle Paralimpiadi

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i veterani e superstiti rimasti colpiti fisicamente dallo scontro bellico, arrivano alla ribalta con la spinta vera e propria dello Sport a Rotelle. Persone Handicap rimaste trascurate dalla Medicine non essendo del tutto evoluta per assistere il malato a dovute cure. Unica fonte di riabilitazione era lo Sport competitivo, infatti a metà del ‘900 con l’apertura delle Olimpiadi di Londra, si dava il benestare ai primi Giochi Paralimpici  sia maschili che femminili. Un successo inaspettato, da diventare Evento Sportivo con Disabilità internazionale e Mondiale pari a quello Olimpico. Una pietra miliare nel panorama sportivo, un mutamento strutturale che portava la conferma dell’affiancamento degli atleti sani a quelli con disabilità. Citiamo il fondatore del Movimento Disabile Sportivo Ludwig Guttman, mentre in Italia il ruolo era coperto da Antonio Maglio Dottore in Medicina e Chirurgia per i pazienti ed atleti neurolesi; viene fondata negli anni ’70 L’Associazione Nazionale per lo Sport dei Paraplegici Italiani ANSPI ente che disciplinava e promuoveva lo Sport per le persone disabili. Anticipatamente negli anni ’60 i Giochi di Roma, città Olimpica, erano considerati come organizzatori pionieri delle Attività Sportive Paralimpiche, assumendo un significato speciale in quanto svolti lontano dalla terra madre Stoke Mandeville, inoltre gli atleti avevano l’opportunità di condividere le stesse Strutture e Impianti sportivi degli Atleti Olimpici; da questo momento le Paralimpiadi hanno le stesse cadenze temporali delle manifestazioni sportive Olimpiche. Solo ai fini degli anni ’80 si ha la coincidenza dello luogo ospitante, l’Italia si distingue ai Giochi vincendo molte medaglie d’ora piazzandosi al primo posto come Nazione con più medaglie. Atleti disabili trattati come persone normali, aiutati solo in caso di loro richiesta. La seconda Edizione svolta a Tokyo alla metà degli anni ’60 veniva caratterizzata dall’aumento di Atleti e da Nazioni iscritte, con un aumento della concorrenza, infatti con molte critiche facevano parte integrante delle competizioni anche Atleti provenienti dall’ Africa che a causa dell’Apartheid mandavano in subbuglio i sentimenti riservisti del mondo sportivo. Poco tempo dopo alla fine degli anni ’60 in Messico rifiutava di ospitare i Giochi Paralimpici per cause di natura tecnica e territorio inospitale alla manifestazione. Delusione profonda per il Comitato organizzatore, il quale spostava sempre nello stesso periodo le Attività Sportive a Tel Aviv registrando un record olimpico di partecipanti e spettatori; solo ad allora come detto precedentemente si stipulava l’Accordo per far si che I Giochi Olimpici e Paralimpici si svolgevano in concomitanza e nello stesso luogo candidato ad ospitare la manifestazione. Faceva capolino ad ogni tipo di Disciplina il motto antico di Democrito che invocava che vincere se stessi è la prima di tutte le vittorie, inno alla manifestazione Olimpica di Atene 2004. Metropoli del calibro di NY, Los Angeles, Londra, Seul, terre ospitanti dei Giochi con disabilità, genesi delle Paralimpiadi moderne, realizzando con proprie ispirazioni la prima bandiera dell’IPC Comitato Paralimpico Internazionale riuscendo così a promuovere nel mondo la propria identità. La Disciplina di onestà sportiva tipo il Murderball per inciso il Rugby in carrozzina, viene rilevato come primo Sport del mondo atletico disabile, grazie al tipo di gioco per espressione di forza, aggressività e contatto, oltre che promuovere il vero e puro divertimento agonistico; acquisendo somiglianza nelle regole all’Hockey su ghiaccio e dallo stesso Rugby e sponsorizzazioni di milioni di Dollari. Purtroppo le controversie anche nello sano Sport del Movimento dei disabili, nascevano con uno stile ideologico e pratico del tutto non pulito, infatti nei Giochi del 2000 una Squadra Europea schierava nella Disciplina del Basket per disabilità intellettiva, atleti perfettamente idonei a svolgere attività comuni senza essere in alcun modo portatori di Handicap. Scioccante era la reazione del Comitato condannando il fatto come atto gravissimo verso lo Sport Paralimpico, come ai Giochi di Sidney molti atleti erano vittime cadute nei Test Antidoping. Proprio in Grecia, dove esattamente due mila e settecento anni passati, i Giochi Paralimpici nel 2004 entrano a far parte di diritto nella Storia dei Giochi Olimpici, trasmessi dai mezzi di comunicazione ben in 49 Paesi del Mondo, con più di un miliardi di telespettatori. Viene pubblicato nel 2007 a Pechino il primo Codice Etico dello Sport per i Disabili con la Classificazione Trasparente alle gare ufficiali, con lettura di procedure internazionali standard applicate rigorosamente dalle Federazioni Internazionali di Categoria.