Rapporti tra Federazioni internazionali e Movimento Olimpico

Tra le due maggiori Organizzazioni Istituzionali dello Sport, il rapporto comunicativo ed associativo volto alle manifestazioni sportive agoniste e di aggregazione di massa a carattere Nazionale ed Olimpico, era pressoché difficoltoso, in quanto come espresso nella Carta Olimpica l’insieme di regole che dirigono il CIO veniva approvata a fine ‘900 tra i Comitati Internazionale, Nazionali e Federali. Oggetto della discussione era una parte integrante della Carta Olimpica, nello specifico il terzo Capitolo ove per la promozione del Movimento Olimpico, lo stesso CIO poteva dare Riconoscenza a livello mondiale alle Federazioni Internazionali non associate quindi prive di Abilitazione e Codice dell’Antidoping di uno o più Sport con indipendenza amministrativa autonoma; al Comitato Olimpico, derivava una mancata assunzione di una direzione di Patronato volta alla tecnica espressa nella Gare Ufficiali dello Sport Olimpico. Sempre più importanza di voti alle candidature per i Giochi, le Federazioni acquistavano per le selezioni finali di Sedi ospitanti ed il benestare delle pratiche sportive da considerare valide ai fini delle competizioni e di coinvolgimento del pubblico per le stesse. Per arrivare al vero e sostanziale riconoscimento delle Federazione nell’ambito Istituzionale Sportivo, non è stato così facile e breve, in quanto sia chi organizzava la manifestazione, sia chi gestivano le Olimpiadi, impediva l’unità di intenti, causa il principio di autonomia in cui si basava il rapporto di ipotetica coalizione tra le parti. Ne sono prova i raccolti dello stesso Coubertin e dei suoi validi gregari non sempre fedeli agli ideali dell’Olimpo Istituzionale, i quali per certi punti di vista evidenziavano il lavoro di reclutamento di Atleti, per chi dedicava tempo e spirito atletico, giorno dopo giorno alla causa sportiva. Ovviamente senza avere troppi sbilanciamenti filosofici lo stesso Coubertin con i colleghi di scrivania Vikelas, Latour fondatori dell’Impero Olimpico erano attratti più dalla pedagogia teorica che dalla pratica agonistica sui. campo di Sport. Ad altri è toccato l’onore di esaudire il desiderio del competere, tipo i Centri e Club Studenteschi, Dopolavoro Operai ed associazioni borghesi, in contrapposizione alle organizzazioni del CIO con evidenti piani di lavoro diversi; ideali filosofici dello Sport dell’Antichità, con uno scontro e confronto sportivo basato su lealtà ed uguaglianza, contrapposto alla passione dell’Attività fisica regolarizzata da norme e regole riconosciute a livello mondiale, di pratica sportiva ed organizzativa, proprio come l’odierno Sport Moderno. Passato il tempo necessario dei cento anni trovano una collaborazione di intenti, sia il CIO, sia le Federazioni Internazionali, in quanto sia l’una che l’altra hanno contribuito attivamente secondo le proprie vedute allo sviluppo delle Olimpiadi; purtroppo le opposizioni aperte tra le due compagini, porta la Federazione Internazionale a non avere più nessun atto ufficiale di collaborazione con il CIO, mettendo il proprio Sport con disciplina sportiva annesse fuori dai Giochi Olimpici e Movimento Olimpico. La Storia dice che il Comitato Olimpico e la Federazione Internazionale percorrevano di pari passo l’evoluzione dello Sport, da ideologie e finalità ormai passate dal tempo, alla moderna Attività Sportiva con programmi attuali e competizioni volte sia all’agonismo professionale Olimpico, con relativo compenso derivato dai maggiori mezzi di comunicazione, sia a quello amatoriale del comune Popolo.

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La Società Sportiva Italiana del‘900

Lo Sport come sviluppo Istituzionale, ma in realtà chiamando in causa i dei fatti storici l’Istituzione Governativa ha dato un grande contributo all’evoluzione delle Attività Sportive in chiave Socioculturale nel territorio Nazionale; come base della struttura a sostegno dell’intero Sistema Organizzativo, vengono collocate Le Società Sportive associate al Comitato Nazionale. Ricchezza culturale, incastro perfetto tra tessuto sociale e Istituzioni politiche con una ramificazione geografica volta all’unione di intenti socio sportivi per la crescita e lo sviluppo di nuove leve nelle Discipline Sportive. Continuità dell’Associazionismo sportivo basato sulla Promozione del territorio e la bontà della politica che lo governa. Passaggi fondamentali sono susseguiti nello specifico tra l’Epoca ‘800 e ‘900. Una fortissima censura sportiva durante la Prima Guerra Mondiale si era verificata tra le forze sportive militari nate con il modello Risorgimentale Ginnico a sua volta con forti influenze del modello anglosassone. Con la nascita della Carta dello Sport in Epoca Fascista, lo Sport veniva posto in primo piano, garantendo manifestazioni su tutto il territorio Nazionale tra l’Opera dei Balilla, il CONI ed il Dopolavoro con lo slogan dello Sport per Tutti. Con l’affermazione di Mussolini, nascono l’Aeroclub, il Motoclub e la Federcaccia, non per ultimi gli le Attività Invernali con la FISI, un progetto totalitario con un’annesse complesse formazione istituzionali di Regime con la presenza di Società Organizzative atte al piano di investimento delle Strutture Sportive. Con l’avvento della Democrazia Repubblicana e con la relativa caduta del Fascismo, le Società sportive tornano ad avere un ruolo meno centrale, assumendo un ideale sociale e civico nell’organizzazione di eventi sportivi, basato sul volontariato e base portante per il Movimento Sportive d’Italia. Nel periodo del Dopoguerra il Comitato Organizzativo Nazionale Italiano si posizionava con specifiche direttive verso i Comitati inferiori del tipo quelli Provinciali per una ricostruzione della Nazione dopo i bellici bombardamenti subiti, con lo sviluppo sportivo dei giovani, di eventi internazionali e coinvolgimento totale delle Amministrazioni per il rilancio tramite pubblicazioni di massa popolare dello Sport ed i suoi valori di identità e lealtà. Il podio con trionfi di molte attività sportive quali il Ciclismo con i campionissimi Coppi e Bartali, il gioco delle scommesse con la nascita del Totocalcio con le gare ufficiali del Campionato di Calcio, che sancivano definitivamente l’uscita dal periodo bellico. Organizzazioni Sportive dei Corpi Armati e Polizia convenzionate con il CONI per lo sviluppo dello Sport nell’Arma; seguono la nascita del CSI, della UISP, dell’ARCI e dell’ENDAS. Arrivati ai giorni nostri a cavallo del Nuovo Millennio appare chiaro a tutti che lo Sport ha subito dall’800 notevoli cambiamenti sia strutturali, sia di sviluppo tecnico alle pratiche sportive; con la rimozione dei confini di Stato e Culturali, nel Continente Europa le Discipline Sportive hanno la continuità di evoluzione ed aggregazione tra i Popoli dei restanti Continenti. Siamo passati dalle sole prestazioni Olimpiche a quelle Amatoriali grazie alla manifestazione di interesse delle Federazioni Sportive, della Globalizzazione e del Commercio. I cambiamenti Istituzionali avvenuti nel tempo, hanno cambiato a loro volta la qualità per la diffusione dei valori di mercato mondiale, incidendo molto sull’impatto del tessuto economico sociale della Nazione.

CRITICO LETTERARIO SPORTIVO FRANCESCO FLORA

Vogliamo ricordare il Critico letterario Francesco Flora, ormai scomparso nel lontano 17 Settembre 1962, autore di brani di Prosa Classica, in questo scritto riferisce le Sue impressioni sul Gioco del Calcio. C’è un’attenta osservazione del campo da gioco, un insieme di linee bianche di forma geometrica, quindi di Giocatori che calpestano con scarpini tacchettati l’erba sempre verde. Lo stile ed i movimenti di chi partecipa alla festa di Gioventù sugli spalti come piace definirli Lui, attenti ed intelligenti come le tattiche di gioco espresse durante la sfida. E’ particolarmente attratto dalla folla, dall’espressività dei gesti che cambiano di minuto in minuto durante la partita, sentimenti puri, contrastanti, sempre e comunque contro il Direttore di Gara, spesso figura sacrificale al termine dell’incontro. Fenomeno dell’essenza di questo Sport, inteso come espressione di costume della civiltà contemporanea. Scrive: confesso di amare lo spettacolo di una partita, per il gioco in se stesso e per la gioia fanciullesca della folla, mi piace quel grande rettangolo di gioco, le cui linee disegnano un teorema gigante, con quel bel cerchio al centro, mi attirano i piccoli rettangoli che delimitano l’ area di rigore, gli altri due che segnano l’ area di porta. Sugli spalti si rincorrono speranze, timori, felicità, ire fulminee, mutamenti di passione gioie e tenerezze con un insieme di sentimenti cordiali e lealtà di giudizio. Solo l’Arbitro ha sempre torto, per tutti tra l’altro, gli sono riservati i peggior insulti di vigliacco, venduto, beccamorto, ed altri apostrofi peggiori. Lo Sport nel suo insieme, giovane espressione della presente civiltà.

La Tedesca DDR: Pane, Politica e Sport

Negli anni ’70 gli Atleti Tedeschi Occidentali non comunicando con i colleghi dell’ Est, non potevano sapere nulla della conduzione della vita, dei metodi di allenamenti che seguivano giorno dopo giorno; separazione di un Muro, da una dottrina Marxista, vero spartiacque invalicabile tra un Mondo normale e l’altro grigio difeso dal Patto di Varsavia, da un regime comandato da Mosca. Una realtà quella dell’Est talmente lontana e non considerata che la Gioventù dell’Ovest non riteneva utile spenderci un pensiero, tranne nel periodo dei Giochi Olimpici, quando il fratello “Ivan” vinceva in modo sistematico tutte o quasi le Medaglie ed onorificenze in palio. Una crescita esponenziale delle Discipline di squadra, Atleti pronti e preparati sia in Pista che in Piscina, come alla guida del Bob, oppure in Staffette o Salti e Lanci. La DDR vinceva sempre in ogni competizione contro una Germania Federale priva di orgoglio sportivo e fame di vittorie, diventando la terza potenza Sportiva dietro le grande Urss e Stati Uniti. Giochi di Monaco primi anni ’70 ben 20 titoli vinti esattamente il doppio delle Olimpiadi di Montreal e 47 medaglie riconosciute a quelli di Mosca negli anni’80, fino ad arrivare a quelle di Seul che segna il capolino della Germania dell’Est, subito dopo unificata nel 1992 con 33 ori nel medagliere. La galassia tedesca sportiva si definisce amante dello Sport popolare, modelli sociali vincenti, esasperati ricercatori verso il male dello Sport, quale prendeva il nome di Doping, spie intransigenti nella visione e controllo di determinate Discipline Sportive, al servizio delle Agenzie di Vigilanza Segrete. Resta l’ultimo passo politico da adempiere con la stesura, approvazione della Costituzione della Repubblica Democratica Tedesca, la quale dichiarava al Mondo intero il Diritto dei Cittadini di essere educati alla Cultura Fisica, sia ad un livello agonistico, che popolare. Si percorreva un certo pensiero sovietico degli anni ‘60, in aggiunta un modello tanto raffinato da saper coinvolgere i Giovani di tutte le età in manifestazioni sportive studentesche. Il ruolo della Scuola era fondamentale, in quanto gli Istituti di ogni ordine di grado ad dover organizzare gli Eventi e collaborare attivamente con le Industrie, le quale provvedevano a fornire il materiale completo necessario per affrontare le Attività agonistiche sportive, senza dimenticare lo sviluppo dello Sport nel settore Femminile. La linea guida per lo Sport era tracciata con la base data dalla Confederazione Sportiva Ginnico Tedesca della DDR nata a metà degli anni ’50, simile come organico e struttura al CONI Comitato Organizzativo Nazionale Italiano. Un robusto traino storico che i giovani Atleti dovevano saper apprezzare e condividere con unità principi e valori, soprattutto con il ritorno di immagine che solo i Giochi Olimpici potevano fornire alla Nazione; il gonfiore del petto alla premiazione da parte degli Atleti Tedeschi era il vero Testimonial al Valore Sportivo. Mentre il capitalismo della Germania dell’Ovest cominciava la lente discesa, ecco arrivare in soccorso il famoso fratello “Ivan” con i traguardi di onorificenza sportivi raggiunti di cui andare fieri, ed incentivare nella prosecuzione delle Dottrine scelte. Una di erano i matrimoni tra i Super Atleti per dar continuazione genetica allo Sport, nuovi Dirigenti Ambasciatori per esportare nel Mondo il Modello Vincente e trovare nuovi Talenti da poter affiliare ed esportare. Con il benestare e l’ausilio del Potere Politico e Sportivo, sono nate sotto ad un buona stella, Campioni e Campionesse di ogni Disciplina Sportiva, divinità sportive dell’Atletica leggera, pattinatrici, velocisti. Purtroppo dopo una lunga scia di vittorie e benessere economico le organizzate Polisportive cominciavano ad arrendersi al taglio delle sovvenzioni Statali; tanti Atleti sceglievano la fuga verso Ovest a caccia di retribuzione economica. L’avventura social sportiva della RDT durata appena 40 anni o poco più era tristemente arrivata ai  titoli di coda, con un presente temporale oscurato dalla mancanza di fondi necessari alla contribuzione dello Sport, alla seria paura del futuro. Un’esperienza da considerarsi per il Popolo Tedesco priva di rammarico in quanto vissuta con intensità vera e onesta, con un forte orgoglio e spirito Nazionale davanti all’imminente resa.

Entità Nazionalsocialista Sportiva

Ogni Atleta poteva partecipare ai Giochi Olimpici, senza distinzione di Nazione e razza, a questa regola di base, Hitler accettava di fare partecipare alle sue Olimpiadi anche professionisti sportivi di nazionalità Ebraica ed Africana, ovviamente senza esclusioni di colpi bassi per dimostrare la superiorità della razza ariana a confronto di tutte le altre nelle Gare ufficiali. La manifestazione sportiva sorprendentemente risultava alla fine dei Giochi avvincente e molto bene organizzata; facevano incesto di medaglie sia i tedeschi ai danni degli Americani, sia gli Italiani contro Francesi e Giapponesi ed Inglesi. Storicamente questa vittoria indicava il Potere Dittatoriali a discapito della Democrazia. Unico neo alle grandi affermazioni di vittoria del Fuhrer, erano le vincite di ben quattro medaglie d’oro nelle gare dei 100 e 200 metri, non che nella staffetta di 4×400 tutte gareggiate nello stesso giorno, davanti a tutto il Potere dello SMT, di un’atleta Americano di nome Jesse Owens per di più di colore, omaggiato da tutto il pubblico presente. Con queste Olimpiadi si concludeva un ciclo di Sport Sociale Popolare con funzione di aggregazione di massa, in quanto ogni Nazione aveva la propria manifestazione sportiva con relative Discipline specifiche atte all’integrazione e l’educazione sociale del proprio Popolo in una Società evoluta alla Pace, in modo che nessuna Guerra poteva intaccarne il significato. Il ritorno di immagine era molto elevato, sia Mussolini che Hitler lo avevano capito molto bene, ma non solo loro coglievano il frutto dello Sport Mondiale del dopoguerra, l’URSS come nuova potenza si prestava ad elevarsi in modo rapido e deciso. Decisa dalle parti negli anni ’50 la Guerra fredda si combatteva anche sui campi da gioco, specie le squadre della NATO che non accettavano le sconfitte di buon grado. Il confronto USA e URSS fino alla fine degli anni ’80 teneva banco e proprio nei Giochi Olimpici che c’era il maggior interesse grazie ai molti episodi succeduti dagli albori degli anni ’50, tra boicottaggi e finali di gare al limite della regolarità. La Russia era un grande incubatore di Atleti talentuosi, la loro linea guida era proprio la ricerca di fisicità e agonismo pratico dei partecipanti, il valore dello Sport inteso come alleanza e fratellanza tra popoli era veramente marginale, anche la considerazione era pressoché nulla o quasi da parte delle Autorità Amministrative russe. Subito dopo il conflitto la Russia entrava in punta di piedi a far parte del CIO, riuscendo a partecipare per la prima volta nella loro storia ai Giochi Olimpici, ancora con scarsissimi risultati; ma con dedizione e pratica innata nel DNA Sovietico a Melbourne a fine anni ’50, contro tutti i pronostici l’URSS piazzava il proprio Palmares di medaglie. Da questa manifestazione in poi il Mondo sportivo si doveva scontrare con una nuova superpotenza sportiva volta alla formazione interna territoriale di super atleti pronti a gareggiare e vincere i Giochi Olimpiaci. Del resto lo Sport Occidentale era molto improntato a schedari tecnici per incontrare fin da tenera età fisici adatti e conformi alle pratiche sportive, i più dotati di aerobica e di fisico sano e asciutto, venivano trasferiti in appositi centri di Educazione Sportiva e Disciplinare, nel caso della Germania, nella DDR Deutsche Hochschule fur Korperkultur Istituto per la Cultura e Conoscenza del Corpo situata a Lipsia. Scienza e Sport davano risultati eccellenti alla causa, con la nascita di nuove tecniche e strumentazioni per gli esercizi fisici di allenamento. Altra accoppiata vincente nel caso dei Sovietici era da accomunare lo Sport con la Politica Estera, includendo lezioni teoriche e pratiche di feste sportive popolari impartite sia dal Nazismo di Hitler, sia dal Fascismo di Mussolini.

I Giochi Olimpici in Francia Epoca ‘900

Alla fine dell’ Epoca ‘800 il Barone Coubertin fondatore del CIO, in occasione dello svolgimento del Congresso Olimpico nell’Anfiteatro dell’Università della Sorbona, proponeva alla platea Nobiliare e Politica i Giochi Olimpici, con Sede organizzativa a Parigi. La partecipazione era delle grandi occasioni con più di mille Atleti provenienti da ogni Nazione, Edizione dei Giochi esclusiva in quanto potevano partecipare per la prima volta della storia le Donne. Le Discipline erano divise per capacità dei partecipanti, solo nella Scherma i Professionisti potevano gareggiare, inoltre come premio alla vittoria non venivano consegnate sul podio le Medaglie, ma bensì coppe o onorificenze di vario tipo. Altre Attività Sportive venivano svolte in anteprima assoluta come la corsa a salti nella Disciplina Equestre, Nuoto ad ostacoli ed il Cricket. I membri organizzativi dei Giochi erano ovviamente a carattere Internazionale, con l’avvallo di personaggi illustri del tempo; delegati dei Club Sportivi più importanti delle Potenze Mondiali, non da meno i vari soggetti Reali quali Re, Principi d’ Europa. Oltre ai Giochi Olimpici si teneva in contemporanea l’Esposizione Universale con le Pitture e Progetti architettonici parigini, uno fra tutti la Metropolitana di Parigi e la realizzazione di strade con gallerie sotterranee. Il Congresso di apertura ai Giochi Olimpici introduceva nell’Organizzazione Sportiva il Comitato Olimpico Internazionale con a capo un Presidente ed relativi membri associati, parte Governativa dei Giochi e massimo Organismo riconosciuto a livello Mondiale Sportivo; la contemporaneità delle due manifestazioni dava il contributo necessario allo sviluppo della sensibilizzazione del pubblico e delle parti Politiche del Potere di Francia. Da considerare la prima Edizione delle Olimpiadi ricordata come la rassegna con un basso profilo tecnico dei partecipanti, ma in contrapposizione alle ispirazioni ginniche degli Atleti, la parte organizzativa riscontrava il merito di aver saputo divulgare grande entusiasmo tra gli spettatori della Grecia ed al suo Re, soprattutto mantenere la manifestazione ad Atene, al contrario del pensiero del Barone che sosteneva la tesi di cambiare ad ogni Olimpiade la Città ospitante. Sempre nell’Epoca del fine ‘800, nasceva il più grande Comitato dei Giochi di Francia USFSA, con l’onore di organizzare eventi sportivi durante le edizioni della Fiera Mondiale, al posto del Comitato Organizzatore ormai ridotto alla divisione dei membri dimissionari. La CIO in contemporanea cedeva le pratiche delle Attività Sportive alle Commissioni dell’ Expo agli inizi degli anni del primo ‘900, nel quale venivano classificate per ogni Comitato una singola Disciplina Sportiva annesso a calendari specifica per data e orari. Tuttavia questo cambiamento organizzativo non era stato ben voluto dagli Atleti, esprimendo un rifiuto alla trattativa con il Comitato di competenza; quest’ultima contestazione alimentata dalla poca considerazione del Governo Francese spinto a finanziare quasi del tutto l’Esposizione Universale, rigettando ogni singolo progetto di Sport come un modello educativo da adottare e sviluppare nella Società, come del resto facevano gli Inglesi. Per rendersi conto della situazione sociale poco incline alle Discipline Sportive, il termine Olimpico era sostituito da il Concorso Internazionale di Esercizi Ginnici e dello Sport dato da Eventi Sportivi Universali. Le Discipline detentrici di Titoli si elencavano nelle classifiche di Atletica leggera con Atleti Americani e Salto con l’asta, nella Sciabola, Equitazione ed il Ciclismo, quest’ultima Attività non riconosciuta ancora dal CIO, primeggiavano gli Italiani indicati dal CONI come campioni Olimpici. La prima Donna vincitrice del Titolo Olimpico era di Nazionalità Inglese, mentre nelle pratiche marinare i Francesi facevano da padroni.

Evoluzione geografica dei Giochi Olimpici

I Conservatori dello Sport dovevano arrendersi agli inizi del ‘900 alla forte spinta dei quotidiani, dei mezzi di comune di massa, dall’evoluzione socio sportiva che l’Europa doveva affrontare negli anni a venire. Con la nascita dei Giochi Olimpici Moderni, lo sviluppo delle Attività Sportive , grazie alla visione futuristica del Barone Coubertin, l’ideologia dell’antica Grecia molto forte nei paesi europei, veniva contagiata da un nuovo modello ,un nuovo entusiasmo volto alla creazione di nuove Autorità organizzative. Il desiderio era dar vita ad una grande manifestazione sportiva a Parigi, durante la riunione dei Poteri Dirigenziali, la scelta ricadeva su Atene pronta ad ospitare la prima Edizione dei Giochi Olimpici, così ad un’unanimità approvano la candidatura. Ultima testimonianza di scelta organizzativa Dirigenziale in quanto le prossime candidature facevano capolino ad un Colosso Mondiale quale la Coca Cola; la scelta della Disciplina regina dei Giochi era senza dubbio l’Atletica Leggera, con fissate linee guide partecipative, vincite di gare senza onorificenza dorate come medaglie o simboli paritari, in quanto lo Sport non doveva in nessun modo dare atto ai partecipanti e spettatori di fini di lucro. In questo caso di organizzazione moderna il Barone dava saggia esperienza di avere idee originarie per dirigere una manifestazione simile in tutto a quella Greca. Seguite dalle Olimpiadi svolte a Londra passate alla storia per la totale giuria composta da britannici, in se le Olimpiadi passano in secondo piano, in quanto le organizzazioni anglo francesi tradizionalmente nemiche, ma uniti in campo sportivi per combattere la minaccia tedesca; sostituendo il Fair Play noto nello Sport ad un poco sano Patriottismo, complice le numerose gare ufficiali olimpiche tra nobili inglesi contro americani che erano di estrazione Irlandese. In Italia si ricorda il celebre aiuto ad un Atleta italiano Pietri a tagliare il traguardo nella Maratona per evitare l’arrivo e la vincita dell’americano che giungeva di gran carriera. Grande risalto davano alla Stampa questi eventi pasticcioni ed irreverenti verso lo Sport Olimpico, mentre nel Nord Europa nei campi di Gioco di Stoccolma tutto diventava come nuovo e sano, in quanto l’organizzazione fu impeccabile e di alto livello tecnico. Passando per i tempi di Guerra, negli anni ’30 a Los Angeles si tenevano i Giochi Olimpici più felici della Storia superando tutti i limiti di ambizione organizzativa, con la realizzazione di un grande villaggio olimpico che diventava da qui a poco obbligatorio in tutte le Sedi dei Giochi ospitanti, con cerimonia inaugurale e liberazione di bianche colombe proprio come accadeva nell’antica Grecia. Nasceva la famosa ed ambita Fiamma Olimpica scettro dei Giochi, nuove strutture impiantistiche nel segno della modernità e dell’efficienza. I risultati sportivi seguivano le evoluzioni della manifestazioni, con ottimi risultati agonistici in tutte le Discipline, con susseguirsi di Record Mondiali soprattutto nell’Atletica Leggera e lancio del peso. Atleti americani, giapponesi avevano la scena tutta per loro sia a livello di prestazione sportiva sia a modi di gentilezza comportamentale e lealtà. Arriviamo alle famose Olimpiadi di Berlino note per essere state le prime ad essere interamente finanziate dallo Stato Nazionale con il fine di divulgare il senso politico interno tedesco. Hitler succedeva dopo l’assegnazione dei Giochi, grande sforzo dei Potere Diplomatico tedesco per dare prova del cambiamento nazionale dai tempi della Guerra essendo stata esclusa nelle gare ufficiale dell’Evento nel ’24 e nel ’28. In contrapposizione all’idea di scuse al Mondo, i Giochi diventavano senza onore alla Civiltà Mondiale propaganda al Nazismo del Fuhrer. Spinto a comprendere dell’importanza dello Sport da Mussolini, lo stesso Hitler cercava in ogni modo di non fare cambiare Sede ai Giochi, anzi incentivava nuove forze fisiche nelle Attività Sportive e versava ingenti somme di denaro per organizzare al meglio gli stessi. Ovviamente gli Stati Uniti d’America non essendo d’accordo con la dittatura nazionalsocialista, organizzava una propria Olimpiade per contrastare la scalata tedesca, a Barcellona in Spagna, mai svolta in quanto la Guerra Civile ormai era iniziata.