SOCIOLOGIA SPORTIVA VINTAGE

L’Etica della persona annessa alla prospettiva dell’approccio relazionale, aveva un unico legame ed obbiettivo tra i soggetti partecipanti alle Attività Sportive all’interno di un  Nucleo di fatto. Alcuni teorici del tempo davano un determinato significato al fenomeno sportivo, arrivando a considerare la pratica Sportiva come elemento essenziale per la vita di una persona ed come verifica psico fisica tra la diversità di sostanza tra aspirazione personale e realtà. La Sociologia Individuale incarnava una diversa dimensione, dove la Competizione prevaleva sulla sete di vittoria di partecipanti che non desideravano altro che padroneggiare nelle gare; in quest’ultimo ambiente l’Atleta poteva trovare una specifica ostilità di condizione solitaria nella pratica della Disciplina Sportiva, inteso come un negativo progresso dalla Giustizia Sportiva, arrivando agli scandali dopanti, riciclaggio e persecuzione agli Atleti da parte di Società Sportive poste volutamente in difficoltà economiche. L’inizio degli anni ’90 è stata resa pubblica la Carta Europea dello Sport la quale definiva tutte le Attività Sportive atte alla partecipazione ed alle organizzazioni di cui lo scopo era l’espressione del miglioramento delle condizioni fisiche, mentali e sociali degli Atleti Professionisti. La modernità dello sviluppo delle Attività Sportive come prodotto socioculturale da divulgare alla massa popolare, era in uno stato di avanzamento lavori volto alla Società, per lo più all’inserimento didattico nelle Scuole per alimentare nei giovani intenti ed ideali leali. Un vero stile di vita per la Comunità,  che ha saputo nel tempo evolversi in Discipline Sociologiche, Antropologiche, Pedagogiche e Psicologiche, contribuendo ad analizzare i punti di vista delle Discipline Sportive come impianto di contributi scientifici poste all’attenzione degli Intellettuali. Tanti autori hanno accumunato lo Sport con la Sociologia, in quanto aperti al dialogo ed al superamento delle barriere ideologiche dello Sport del ‘900 rappresentato come fenomeno ingombrante in Società, essendo diventato il primo intrattenimento sia da spettatore che da attivista a bordo campo, sia da radiocronista o giornalista sportivo. Esperienze di vita sociale che davano notevoli risposte emozionali che di bisogno volte alla partecipazione di manifestazioni sportive, atte a soddisfare ogni parte del psico fisica degli appassionati e non solo. Uno Sport come valore di vita, poco addomesticabile nelle tradizioni della Società, essendo un vero e proprio crocevia di passione, intelletto, lavoro e tempo libero, una scienza che trova dei fondamenti con propri metodi di ricerca, processi di organizzazioni a manifestazioni tipica della vita e della relativa trasformazione dei rapporti sociali tramite sulla formazione ed educazione sportiva di individui e di collettività. Tanti autori di libri accumulavano scritti sulla materia della Sociologia Sportiva tanto da diventare parte integrante delle Scienze Sociali, esattamente nel periodo degli anni ’70; negli anni a seguire questa branchia scientifica sviluppa con modo e tempi ulteriori tesi fino a riuscire a mettere in scala d’importanza lo Sport come fenomeno culturale, binomio con i mezzi di comunicazione di massa ed infine il pubblico sportivo sempre presente alla competizioni di Disciplina.

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Rapporti tra Federazioni internazionali e Movimento Olimpico

Tra le due maggiori Organizzazioni Istituzionali dello Sport, il rapporto comunicativo ed associativo volto alle manifestazioni sportive agoniste e di aggregazione di massa a carattere Nazionale ed Olimpico, era pressoché difficoltoso, in quanto come espresso nella Carta Olimpica l’insieme di regole che dirigono il CIO veniva approvata a fine ‘900 tra i Comitati Internazionale, Nazionali e Federali. Oggetto della discussione era una parte integrante della Carta Olimpica, nello specifico il terzo Capitolo ove per la promozione del Movimento Olimpico, lo stesso CIO poteva dare Riconoscenza a livello mondiale alle Federazioni Internazionali non associate quindi prive di Abilitazione e Codice dell’Antidoping di uno o più Sport con indipendenza amministrativa autonoma; al Comitato Olimpico, derivava una mancata assunzione di una direzione di Patronato volta alla tecnica espressa nella Gare Ufficiali dello Sport Olimpico. Sempre più importanza di voti alle candidature per i Giochi, le Federazioni acquistavano per le selezioni finali di Sedi ospitanti ed il benestare delle pratiche sportive da considerare valide ai fini delle competizioni e di coinvolgimento del pubblico per le stesse. Per arrivare al vero e sostanziale riconoscimento delle Federazione nell’ambito Istituzionale Sportivo, non è stato così facile e breve, in quanto sia chi organizzava la manifestazione, sia chi gestivano le Olimpiadi, impediva l’unità di intenti, causa il principio di autonomia in cui si basava il rapporto di ipotetica coalizione tra le parti. Ne sono prova i raccolti dello stesso Coubertin e dei suoi validi gregari non sempre fedeli agli ideali dell’Olimpo Istituzionale, i quali per certi punti di vista evidenziavano il lavoro di reclutamento di Atleti, per chi dedicava tempo e spirito atletico, giorno dopo giorno alla causa sportiva. Ovviamente senza avere troppi sbilanciamenti filosofici lo stesso Coubertin con i colleghi di scrivania Vikelas, Latour fondatori dell’Impero Olimpico erano attratti più dalla pedagogia teorica che dalla pratica agonistica sui. campo di Sport. Ad altri è toccato l’onore di esaudire il desiderio del competere, tipo i Centri e Club Studenteschi, Dopolavoro Operai ed associazioni borghesi, in contrapposizione alle organizzazioni del CIO con evidenti piani di lavoro diversi; ideali filosofici dello Sport dell’Antichità, con uno scontro e confronto sportivo basato su lealtà ed uguaglianza, contrapposto alla passione dell’Attività fisica regolarizzata da norme e regole riconosciute a livello mondiale, di pratica sportiva ed organizzativa, proprio come l’odierno Sport Moderno. Passato il tempo necessario dei cento anni trovano una collaborazione di intenti, sia il CIO, sia le Federazioni Internazionali, in quanto sia l’una che l’altra hanno contribuito attivamente secondo le proprie vedute allo sviluppo delle Olimpiadi; purtroppo le opposizioni aperte tra le due compagini, porta la Federazione Internazionale a non avere più nessun atto ufficiale di collaborazione con il CIO, mettendo il proprio Sport con disciplina sportiva annesse fuori dai Giochi Olimpici e Movimento Olimpico. La Storia dice che il Comitato Olimpico e la Federazione Internazionale percorrevano di pari passo l’evoluzione dello Sport, da ideologie e finalità ormai passate dal tempo, alla moderna Attività Sportiva con programmi attuali e competizioni volte sia all’agonismo professionale Olimpico, con relativo compenso derivato dai maggiori mezzi di comunicazione, sia a quello amatoriale del comune Popolo.

La Società Sportiva Italiana del‘900

Lo Sport come sviluppo Istituzionale, ma in realtà chiamando in causa i dei fatti storici l’Istituzione Governativa ha dato un grande contributo all’evoluzione delle Attività Sportive in chiave Socioculturale nel territorio Nazionale; come base della struttura a sostegno dell’intero Sistema Organizzativo, vengono collocate Le Società Sportive associate al Comitato Nazionale. Ricchezza culturale, incastro perfetto tra tessuto sociale e Istituzioni politiche con una ramificazione geografica volta all’unione di intenti socio sportivi per la crescita e lo sviluppo di nuove leve nelle Discipline Sportive. Continuità dell’Associazionismo sportivo basato sulla Promozione del territorio e la bontà della politica che lo governa. Passaggi fondamentali sono susseguiti nello specifico tra l’Epoca ‘800 e ‘900. Una fortissima censura sportiva durante la Prima Guerra Mondiale si era verificata tra le forze sportive militari nate con il modello Risorgimentale Ginnico a sua volta con forti influenze del modello anglosassone. Con la nascita della Carta dello Sport in Epoca Fascista, lo Sport veniva posto in primo piano, garantendo manifestazioni su tutto il territorio Nazionale tra l’Opera dei Balilla, il CONI ed il Dopolavoro con lo slogan dello Sport per Tutti. Con l’affermazione di Mussolini, nascono l’Aeroclub, il Motoclub e la Federcaccia, non per ultimi gli le Attività Invernali con la FISI, un progetto totalitario con un’annesse complesse formazione istituzionali di Regime con la presenza di Società Organizzative atte al piano di investimento delle Strutture Sportive. Con l’avvento della Democrazia Repubblicana e con la relativa caduta del Fascismo, le Società sportive tornano ad avere un ruolo meno centrale, assumendo un ideale sociale e civico nell’organizzazione di eventi sportivi, basato sul volontariato e base portante per il Movimento Sportive d’Italia. Nel periodo del Dopoguerra il Comitato Organizzativo Nazionale Italiano si posizionava con specifiche direttive verso i Comitati inferiori del tipo quelli Provinciali per una ricostruzione della Nazione dopo i bellici bombardamenti subiti, con lo sviluppo sportivo dei giovani, di eventi internazionali e coinvolgimento totale delle Amministrazioni per il rilancio tramite pubblicazioni di massa popolare dello Sport ed i suoi valori di identità e lealtà. Il podio con trionfi di molte attività sportive quali il Ciclismo con i campionissimi Coppi e Bartali, il gioco delle scommesse con la nascita del Totocalcio con le gare ufficiali del Campionato di Calcio, che sancivano definitivamente l’uscita dal periodo bellico. Organizzazioni Sportive dei Corpi Armati e Polizia convenzionate con il CONI per lo sviluppo dello Sport nell’Arma; seguono la nascita del CSI, della UISP, dell’ARCI e dell’ENDAS. Arrivati ai giorni nostri a cavallo del Nuovo Millennio appare chiaro a tutti che lo Sport ha subito dall’800 notevoli cambiamenti sia strutturali, sia di sviluppo tecnico alle pratiche sportive; con la rimozione dei confini di Stato e Culturali, nel Continente Europa le Discipline Sportive hanno la continuità di evoluzione ed aggregazione tra i Popoli dei restanti Continenti. Siamo passati dalle sole prestazioni Olimpiche a quelle Amatoriali grazie alla manifestazione di interesse delle Federazioni Sportive, della Globalizzazione e del Commercio. I cambiamenti Istituzionali avvenuti nel tempo, hanno cambiato a loro volta la qualità per la diffusione dei valori di mercato mondiale, incidendo molto sull’impatto del tessuto economico sociale della Nazione.

Storia dell’Antica Grecia e Modernità dei Giochi Olimpici

Sede Organizzativa Olimpia, anno 776 a.C. ciclicità temporale delle dispute olimpiche anni quattro, festa di Popolo, agonismo, tradizioni di vittorie in Guerra. Partecipanti greci e coloniali volti a  Discipline Sportive di corsa e lotta, successivamente estese a pratiche di Pentathlon, Salti, Lanci del Disco e del Giavellotto, Pugilato e Pancrazio, svolte in grandi Stadi, idonei a contenere flussi importanti di pubblico, Autorità Divine accompagnati da riti religiosi canti e poesie per elevare sul podio i vincitori con il premio della Corona di Alloro. Olimpia città situata nella parte occidentale del Peloponneso, oggi uno dei siti archeologici più importanti al Mondo, luogo di culto, sede dei più grandi e affascinanti eventi sportivi della Storia. Alla fine del ‘900 entra di diritto a far parte dei beni protetti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Le celebrazioni sportive erano di stampo religioso in onore di Dio Zeus padre degli Dei e Sovrano dell’Olimpo, proprio da questo che nel periodo del 776 a.C. veniva stilata la prima lista dei Vincitori iridati delle competizioni olimpiche, ancor oggi segretamente conservata in Sede opportuna. Competizioni agonistiche sportive, gare di sacrificio fisico, quale la Dolicos la corsa di resistenza, il Trio della violenza come il Pugilato, Lotta, Pancrazio tecniche di arti marziali annesse calci, pugni, unghiate, gomitate, rottura delle ossa fino ad arrivare allo strangolamento dell’avversario, l’Hoplitodromos corsa con le armi sia su terra sia con l’utilizzo di cavalli e carri. Con lo strapotere vanto dell’Impero Romano sulla Grecia, i partecipanti ai Giochi Olimpici erano suddivisi per territorialità di cui oltre ai romani, gareggiavano Fenici e Galli, ma con l’evento del Cristianesimo le Olimpiadi venivano interrotte nel 393 d.C. in quanto vista come festa pagana. Passano le ere, passano le guerre dei tempi, si susseguono fonti di pensiero religioso, tutto si distrugge con le complicità dei popoli, del potere, di leggi governative, ma è anche vero che da questi episodi pur burberi e sacrificali, nasceva l’evoluzione di pensiero, di sviluppo teorico e pratico della Società, dell’Industria e dello Sport quest’ultimo come forma di benessere fisico e interiore, di aggregazione famigliare e di amicizia, di competizione sportiva leale tra rappresentanti ginnici o semplici praticanti. Alla fine del XIX nascevano con lungimiranza degli Organi Organizzativi le Olimpiadi Moderne con la firma per un nuovo rilancio agonistico sportivo delle Antiche pratiche Greche il francese Barone Coubertin costituendo il primo Comitato Internazionale Olimpico denominato CIO. Con una partecipazione rinata di 15 Nazioni con più di 300 atleti per ogni disciplina Sportiva di una decina di Sport diversi, con Sedi ospitanti sempre diverse; manifestazione sportiva con chiare ed inflessibili regole di accesso alle selezioni dei Giochi a tutti i Paesi del Mondo, delle quali in parte ancor oggi in vigore. Ogni Atleta deve appartenere ad un Società Sportiva aderente al Comitato, per ogni Nazione possono partecipare un numero massimo di tre Atleti alle competizioni individuali, come premio di vincita viene consegnata la Medaglia Olimpica in oro per il primo classificato. Gli Sport definiti da sempre come Olimpici sono l’Atletica, Pugilato, Scherma, Nuoto, Pentathlon moderno, Canottaggio, Ciclismo, Equestre, Calcio, Pallacanestro, Pallamano, Canoa, Polo, Hockey. A questi citiamo anche le Olimpiadi Invernali, con Sede Organizzativa diversa da quella Estiva, nate agli albori degli anni ’20 comprendenti le Sci Alpino e Nordico, Bob, Pattinaggio su ghiaccio e Slittino. Lo Bandiera di rappresentanza Olimpica del CIO era ed è tutt’ora con cinque anelli intrecciati fra loro con i seguenti colori: blu, nero, rosso, verde e giallo i quali indicano i cinque Continenti, con l’intreccio che rappresenta l’Unione pacifica tra Popoli. Inoltre citiamo la fiamma Olimpica portata con una staffetta al braciere Olimpico della Città che ospita i Giochi; ancor oggi la fiamma viene accesa ad Olimpia mesi prima dell’inizio della manifestazione dalla famose “Sacerdotesse”. Il giuramento degli Atleti auspicio di forza e resistenza prima dell’inizio delle competizioni richiama al Citius, Altius, Fortius, motto di apertura della Cerimonia. Il concetto intaccato a favore del grado di preferenza del Pubblico come regola fondamentale dei Giochi Olimpici dato dall’immutabile principio che più è antica è la Disciplina Sportiva più tale principio si applicava, a favore delle Pratiche più frequentate ed accessibili alle persone nella vita reale di tutti i giorni, come forma di espansione dello Sport nelle Comunità Nazionali.

La Tedesca DDR: Pane, Politica e Sport

Negli anni ’70 gli Atleti Tedeschi Occidentali non comunicando con i colleghi dell’ Est, non potevano sapere nulla della conduzione della vita, dei metodi di allenamenti che seguivano giorno dopo giorno; separazione di un Muro, da una dottrina Marxista, vero spartiacque invalicabile tra un Mondo normale e l’altro grigio difeso dal Patto di Varsavia, da un regime comandato da Mosca. Una realtà quella dell’Est talmente lontana e non considerata che la Gioventù dell’Ovest non riteneva utile spenderci un pensiero, tranne nel periodo dei Giochi Olimpici, quando il fratello “Ivan” vinceva in modo sistematico tutte o quasi le Medaglie ed onorificenze in palio. Una crescita esponenziale delle Discipline di squadra, Atleti pronti e preparati sia in Pista che in Piscina, come alla guida del Bob, oppure in Staffette o Salti e Lanci. La DDR vinceva sempre in ogni competizione contro una Germania Federale priva di orgoglio sportivo e fame di vittorie, diventando la terza potenza Sportiva dietro le grande Urss e Stati Uniti. Giochi di Monaco primi anni ’70 ben 20 titoli vinti esattamente il doppio delle Olimpiadi di Montreal e 47 medaglie riconosciute a quelli di Mosca negli anni’80, fino ad arrivare a quelle di Seul che segna il capolino della Germania dell’Est, subito dopo unificata nel 1992 con 33 ori nel medagliere. La galassia tedesca sportiva si definisce amante dello Sport popolare, modelli sociali vincenti, esasperati ricercatori verso il male dello Sport, quale prendeva il nome di Doping, spie intransigenti nella visione e controllo di determinate Discipline Sportive, al servizio delle Agenzie di Vigilanza Segrete. Resta l’ultimo passo politico da adempiere con la stesura, approvazione della Costituzione della Repubblica Democratica Tedesca, la quale dichiarava al Mondo intero il Diritto dei Cittadini di essere educati alla Cultura Fisica, sia ad un livello agonistico, che popolare. Si percorreva un certo pensiero sovietico degli anni ‘60, in aggiunta un modello tanto raffinato da saper coinvolgere i Giovani di tutte le età in manifestazioni sportive studentesche. Il ruolo della Scuola era fondamentale, in quanto gli Istituti di ogni ordine di grado ad dover organizzare gli Eventi e collaborare attivamente con le Industrie, le quale provvedevano a fornire il materiale completo necessario per affrontare le Attività agonistiche sportive, senza dimenticare lo sviluppo dello Sport nel settore Femminile. La linea guida per lo Sport era tracciata con la base data dalla Confederazione Sportiva Ginnico Tedesca della DDR nata a metà degli anni ’50, simile come organico e struttura al CONI Comitato Organizzativo Nazionale Italiano. Un robusto traino storico che i giovani Atleti dovevano saper apprezzare e condividere con unità principi e valori, soprattutto con il ritorno di immagine che solo i Giochi Olimpici potevano fornire alla Nazione; il gonfiore del petto alla premiazione da parte degli Atleti Tedeschi era il vero Testimonial al Valore Sportivo. Mentre il capitalismo della Germania dell’Ovest cominciava la lente discesa, ecco arrivare in soccorso il famoso fratello “Ivan” con i traguardi di onorificenza sportivi raggiunti di cui andare fieri, ed incentivare nella prosecuzione delle Dottrine scelte. Una di erano i matrimoni tra i Super Atleti per dar continuazione genetica allo Sport, nuovi Dirigenti Ambasciatori per esportare nel Mondo il Modello Vincente e trovare nuovi Talenti da poter affiliare ed esportare. Con il benestare e l’ausilio del Potere Politico e Sportivo, sono nate sotto ad un buona stella, Campioni e Campionesse di ogni Disciplina Sportiva, divinità sportive dell’Atletica leggera, pattinatrici, velocisti. Purtroppo dopo una lunga scia di vittorie e benessere economico le organizzate Polisportive cominciavano ad arrendersi al taglio delle sovvenzioni Statali; tanti Atleti sceglievano la fuga verso Ovest a caccia di retribuzione economica. L’avventura social sportiva della RDT durata appena 40 anni o poco più era tristemente arrivata ai  titoli di coda, con un presente temporale oscurato dalla mancanza di fondi necessari alla contribuzione dello Sport, alla seria paura del futuro. Un’esperienza da considerarsi per il Popolo Tedesco priva di rammarico in quanto vissuta con intensità vera e onesta, con un forte orgoglio e spirito Nazionale davanti all’imminente resa.

I Giochi Olimpici in Francia Epoca ‘900

Alla fine dell’ Epoca ‘800 il Barone Coubertin fondatore del CIO, in occasione dello svolgimento del Congresso Olimpico nell’Anfiteatro dell’Università della Sorbona, proponeva alla platea Nobiliare e Politica i Giochi Olimpici, con Sede organizzativa a Parigi. La partecipazione era delle grandi occasioni con più di mille Atleti provenienti da ogni Nazione, Edizione dei Giochi esclusiva in quanto potevano partecipare per la prima volta della storia le Donne. Le Discipline erano divise per capacità dei partecipanti, solo nella Scherma i Professionisti potevano gareggiare, inoltre come premio alla vittoria non venivano consegnate sul podio le Medaglie, ma bensì coppe o onorificenze di vario tipo. Altre Attività Sportive venivano svolte in anteprima assoluta come la corsa a salti nella Disciplina Equestre, Nuoto ad ostacoli ed il Cricket. I membri organizzativi dei Giochi erano ovviamente a carattere Internazionale, con l’avvallo di personaggi illustri del tempo; delegati dei Club Sportivi più importanti delle Potenze Mondiali, non da meno i vari soggetti Reali quali Re, Principi d’ Europa. Oltre ai Giochi Olimpici si teneva in contemporanea l’Esposizione Universale con le Pitture e Progetti architettonici parigini, uno fra tutti la Metropolitana di Parigi e la realizzazione di strade con gallerie sotterranee. Il Congresso di apertura ai Giochi Olimpici introduceva nell’Organizzazione Sportiva il Comitato Olimpico Internazionale con a capo un Presidente ed relativi membri associati, parte Governativa dei Giochi e massimo Organismo riconosciuto a livello Mondiale Sportivo; la contemporaneità delle due manifestazioni dava il contributo necessario allo sviluppo della sensibilizzazione del pubblico e delle parti Politiche del Potere di Francia. Da considerare la prima Edizione delle Olimpiadi ricordata come la rassegna con un basso profilo tecnico dei partecipanti, ma in contrapposizione alle ispirazioni ginniche degli Atleti, la parte organizzativa riscontrava il merito di aver saputo divulgare grande entusiasmo tra gli spettatori della Grecia ed al suo Re, soprattutto mantenere la manifestazione ad Atene, al contrario del pensiero del Barone che sosteneva la tesi di cambiare ad ogni Olimpiade la Città ospitante. Sempre nell’Epoca del fine ‘800, nasceva il più grande Comitato dei Giochi di Francia USFSA, con l’onore di organizzare eventi sportivi durante le edizioni della Fiera Mondiale, al posto del Comitato Organizzatore ormai ridotto alla divisione dei membri dimissionari. La CIO in contemporanea cedeva le pratiche delle Attività Sportive alle Commissioni dell’ Expo agli inizi degli anni del primo ‘900, nel quale venivano classificate per ogni Comitato una singola Disciplina Sportiva annesso a calendari specifica per data e orari. Tuttavia questo cambiamento organizzativo non era stato ben voluto dagli Atleti, esprimendo un rifiuto alla trattativa con il Comitato di competenza; quest’ultima contestazione alimentata dalla poca considerazione del Governo Francese spinto a finanziare quasi del tutto l’Esposizione Universale, rigettando ogni singolo progetto di Sport come un modello educativo da adottare e sviluppare nella Società, come del resto facevano gli Inglesi. Per rendersi conto della situazione sociale poco incline alle Discipline Sportive, il termine Olimpico era sostituito da il Concorso Internazionale di Esercizi Ginnici e dello Sport dato da Eventi Sportivi Universali. Le Discipline detentrici di Titoli si elencavano nelle classifiche di Atletica leggera con Atleti Americani e Salto con l’asta, nella Sciabola, Equitazione ed il Ciclismo, quest’ultima Attività non riconosciuta ancora dal CIO, primeggiavano gli Italiani indicati dal CONI come campioni Olimpici. La prima Donna vincitrice del Titolo Olimpico era di Nazionalità Inglese, mentre nelle pratiche marinare i Francesi facevano da padroni.

Evoluzione geografica dei Giochi Olimpici

I Conservatori dello Sport dovevano arrendersi agli inizi del ‘900 alla forte spinta dei quotidiani, dei mezzi di comune di massa, dall’evoluzione socio sportiva che l’Europa doveva affrontare negli anni a venire. Con la nascita dei Giochi Olimpici Moderni, lo sviluppo delle Attività Sportive , grazie alla visione futuristica del Barone Coubertin, l’ideologia dell’antica Grecia molto forte nei paesi europei, veniva contagiata da un nuovo modello ,un nuovo entusiasmo volto alla creazione di nuove Autorità organizzative. Il desiderio era dar vita ad una grande manifestazione sportiva a Parigi, durante la riunione dei Poteri Dirigenziali, la scelta ricadeva su Atene pronta ad ospitare la prima Edizione dei Giochi Olimpici, così ad un’unanimità approvano la candidatura. Ultima testimonianza di scelta organizzativa Dirigenziale in quanto le prossime candidature facevano capolino ad un Colosso Mondiale quale la Coca Cola; la scelta della Disciplina regina dei Giochi era senza dubbio l’Atletica Leggera, con fissate linee guide partecipative, vincite di gare senza onorificenza dorate come medaglie o simboli paritari, in quanto lo Sport non doveva in nessun modo dare atto ai partecipanti e spettatori di fini di lucro. In questo caso di organizzazione moderna il Barone dava saggia esperienza di avere idee originarie per dirigere una manifestazione simile in tutto a quella Greca. Seguite dalle Olimpiadi svolte a Londra passate alla storia per la totale giuria composta da britannici, in se le Olimpiadi passano in secondo piano, in quanto le organizzazioni anglo francesi tradizionalmente nemiche, ma uniti in campo sportivi per combattere la minaccia tedesca; sostituendo il Fair Play noto nello Sport ad un poco sano Patriottismo, complice le numerose gare ufficiali olimpiche tra nobili inglesi contro americani che erano di estrazione Irlandese. In Italia si ricorda il celebre aiuto ad un Atleta italiano Pietri a tagliare il traguardo nella Maratona per evitare l’arrivo e la vincita dell’americano che giungeva di gran carriera. Grande risalto davano alla Stampa questi eventi pasticcioni ed irreverenti verso lo Sport Olimpico, mentre nel Nord Europa nei campi di Gioco di Stoccolma tutto diventava come nuovo e sano, in quanto l’organizzazione fu impeccabile e di alto livello tecnico. Passando per i tempi di Guerra, negli anni ’30 a Los Angeles si tenevano i Giochi Olimpici più felici della Storia superando tutti i limiti di ambizione organizzativa, con la realizzazione di un grande villaggio olimpico che diventava da qui a poco obbligatorio in tutte le Sedi dei Giochi ospitanti, con cerimonia inaugurale e liberazione di bianche colombe proprio come accadeva nell’antica Grecia. Nasceva la famosa ed ambita Fiamma Olimpica scettro dei Giochi, nuove strutture impiantistiche nel segno della modernità e dell’efficienza. I risultati sportivi seguivano le evoluzioni della manifestazioni, con ottimi risultati agonistici in tutte le Discipline, con susseguirsi di Record Mondiali soprattutto nell’Atletica Leggera e lancio del peso. Atleti americani, giapponesi avevano la scena tutta per loro sia a livello di prestazione sportiva sia a modi di gentilezza comportamentale e lealtà. Arriviamo alle famose Olimpiadi di Berlino note per essere state le prime ad essere interamente finanziate dallo Stato Nazionale con il fine di divulgare il senso politico interno tedesco. Hitler succedeva dopo l’assegnazione dei Giochi, grande sforzo dei Potere Diplomatico tedesco per dare prova del cambiamento nazionale dai tempi della Guerra essendo stata esclusa nelle gare ufficiale dell’Evento nel ’24 e nel ’28. In contrapposizione all’idea di scuse al Mondo, i Giochi diventavano senza onore alla Civiltà Mondiale propaganda al Nazismo del Fuhrer. Spinto a comprendere dell’importanza dello Sport da Mussolini, lo stesso Hitler cercava in ogni modo di non fare cambiare Sede ai Giochi, anzi incentivava nuove forze fisiche nelle Attività Sportive e versava ingenti somme di denaro per organizzare al meglio gli stessi. Ovviamente gli Stati Uniti d’America non essendo d’accordo con la dittatura nazionalsocialista, organizzava una propria Olimpiade per contrastare la scalata tedesca, a Barcellona in Spagna, mai svolta in quanto la Guerra Civile ormai era iniziata.