Rapporti tra Federazioni internazionali e Movimento Olimpico

Tra le due maggiori Organizzazioni Istituzionali dello Sport, il rapporto comunicativo ed associativo volto alle manifestazioni sportive agoniste e di aggregazione di massa a carattere Nazionale ed Olimpico, era pressoché difficoltoso, in quanto come espresso nella Carta Olimpica l’insieme di regole che dirigono il CIO veniva approvata a fine ‘900 tra i Comitati Internazionale, Nazionali e Federali. Oggetto della discussione era una parte integrante della Carta Olimpica, nello specifico il terzo Capitolo ove per la promozione del Movimento Olimpico, lo stesso CIO poteva dare Riconoscenza a livello mondiale alle Federazioni Internazionali non associate quindi prive di Abilitazione e Codice dell’Antidoping di uno o più Sport con indipendenza amministrativa autonoma; al Comitato Olimpico, derivava una mancata assunzione di una direzione di Patronato volta alla tecnica espressa nella Gare Ufficiali dello Sport Olimpico. Sempre più importanza di voti alle candidature per i Giochi, le Federazioni acquistavano per le selezioni finali di Sedi ospitanti ed il benestare delle pratiche sportive da considerare valide ai fini delle competizioni e di coinvolgimento del pubblico per le stesse. Per arrivare al vero e sostanziale riconoscimento delle Federazione nell’ambito Istituzionale Sportivo, non è stato così facile e breve, in quanto sia chi organizzava la manifestazione, sia chi gestivano le Olimpiadi, impediva l’unità di intenti, causa il principio di autonomia in cui si basava il rapporto di ipotetica coalizione tra le parti. Ne sono prova i raccolti dello stesso Coubertin e dei suoi validi gregari non sempre fedeli agli ideali dell’Olimpo Istituzionale, i quali per certi punti di vista evidenziavano il lavoro di reclutamento di Atleti, per chi dedicava tempo e spirito atletico, giorno dopo giorno alla causa sportiva. Ovviamente senza avere troppi sbilanciamenti filosofici lo stesso Coubertin con i colleghi di scrivania Vikelas, Latour fondatori dell’Impero Olimpico erano attratti più dalla pedagogia teorica che dalla pratica agonistica sui. campo di Sport. Ad altri è toccato l’onore di esaudire il desiderio del competere, tipo i Centri e Club Studenteschi, Dopolavoro Operai ed associazioni borghesi, in contrapposizione alle organizzazioni del CIO con evidenti piani di lavoro diversi; ideali filosofici dello Sport dell’Antichità, con uno scontro e confronto sportivo basato su lealtà ed uguaglianza, contrapposto alla passione dell’Attività fisica regolarizzata da norme e regole riconosciute a livello mondiale, di pratica sportiva ed organizzativa, proprio come l’odierno Sport Moderno. Passato il tempo necessario dei cento anni trovano una collaborazione di intenti, sia il CIO, sia le Federazioni Internazionali, in quanto sia l’una che l’altra hanno contribuito attivamente secondo le proprie vedute allo sviluppo delle Olimpiadi; purtroppo le opposizioni aperte tra le due compagini, porta la Federazione Internazionale a non avere più nessun atto ufficiale di collaborazione con il CIO, mettendo il proprio Sport con disciplina sportiva annesse fuori dai Giochi Olimpici e Movimento Olimpico. La Storia dice che il Comitato Olimpico e la Federazione Internazionale percorrevano di pari passo l’evoluzione dello Sport, da ideologie e finalità ormai passate dal tempo, alla moderna Attività Sportiva con programmi attuali e competizioni volte sia all’agonismo professionale Olimpico, con relativo compenso derivato dai maggiori mezzi di comunicazione, sia a quello amatoriale del comune Popolo.

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Storia dell’Antica Grecia e Modernità dei Giochi Olimpici

Sede Organizzativa Olimpia, anno 776 a.C. ciclicità temporale delle dispute olimpiche anni quattro, festa di Popolo, agonismo, tradizioni di vittorie in Guerra. Partecipanti greci e coloniali volti a  Discipline Sportive di corsa e lotta, successivamente estese a pratiche di Pentathlon, Salti, Lanci del Disco e del Giavellotto, Pugilato e Pancrazio, svolte in grandi Stadi, idonei a contenere flussi importanti di pubblico, Autorità Divine accompagnati da riti religiosi canti e poesie per elevare sul podio i vincitori con il premio della Corona di Alloro. Olimpia città situata nella parte occidentale del Peloponneso, oggi uno dei siti archeologici più importanti al Mondo, luogo di culto, sede dei più grandi e affascinanti eventi sportivi della Storia. Alla fine del ‘900 entra di diritto a far parte dei beni protetti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Le celebrazioni sportive erano di stampo religioso in onore di Dio Zeus padre degli Dei e Sovrano dell’Olimpo, proprio da questo che nel periodo del 776 a.C. veniva stilata la prima lista dei Vincitori iridati delle competizioni olimpiche, ancor oggi segretamente conservata in Sede opportuna. Competizioni agonistiche sportive, gare di sacrificio fisico, quale la Dolicos la corsa di resistenza, il Trio della violenza come il Pugilato, Lotta, Pancrazio tecniche di arti marziali annesse calci, pugni, unghiate, gomitate, rottura delle ossa fino ad arrivare allo strangolamento dell’avversario, l’Hoplitodromos corsa con le armi sia su terra sia con l’utilizzo di cavalli e carri. Con lo strapotere vanto dell’Impero Romano sulla Grecia, i partecipanti ai Giochi Olimpici erano suddivisi per territorialità di cui oltre ai romani, gareggiavano Fenici e Galli, ma con l’evento del Cristianesimo le Olimpiadi venivano interrotte nel 393 d.C. in quanto vista come festa pagana. Passano le ere, passano le guerre dei tempi, si susseguono fonti di pensiero religioso, tutto si distrugge con le complicità dei popoli, del potere, di leggi governative, ma è anche vero che da questi episodi pur burberi e sacrificali, nasceva l’evoluzione di pensiero, di sviluppo teorico e pratico della Società, dell’Industria e dello Sport quest’ultimo come forma di benessere fisico e interiore, di aggregazione famigliare e di amicizia, di competizione sportiva leale tra rappresentanti ginnici o semplici praticanti. Alla fine del XIX nascevano con lungimiranza degli Organi Organizzativi le Olimpiadi Moderne con la firma per un nuovo rilancio agonistico sportivo delle Antiche pratiche Greche il francese Barone Coubertin costituendo il primo Comitato Internazionale Olimpico denominato CIO. Con una partecipazione rinata di 15 Nazioni con più di 300 atleti per ogni disciplina Sportiva di una decina di Sport diversi, con Sedi ospitanti sempre diverse; manifestazione sportiva con chiare ed inflessibili regole di accesso alle selezioni dei Giochi a tutti i Paesi del Mondo, delle quali in parte ancor oggi in vigore. Ogni Atleta deve appartenere ad un Società Sportiva aderente al Comitato, per ogni Nazione possono partecipare un numero massimo di tre Atleti alle competizioni individuali, come premio di vincita viene consegnata la Medaglia Olimpica in oro per il primo classificato. Gli Sport definiti da sempre come Olimpici sono l’Atletica, Pugilato, Scherma, Nuoto, Pentathlon moderno, Canottaggio, Ciclismo, Equestre, Calcio, Pallacanestro, Pallamano, Canoa, Polo, Hockey. A questi citiamo anche le Olimpiadi Invernali, con Sede Organizzativa diversa da quella Estiva, nate agli albori degli anni ’20 comprendenti le Sci Alpino e Nordico, Bob, Pattinaggio su ghiaccio e Slittino. Lo Bandiera di rappresentanza Olimpica del CIO era ed è tutt’ora con cinque anelli intrecciati fra loro con i seguenti colori: blu, nero, rosso, verde e giallo i quali indicano i cinque Continenti, con l’intreccio che rappresenta l’Unione pacifica tra Popoli. Inoltre citiamo la fiamma Olimpica portata con una staffetta al braciere Olimpico della Città che ospita i Giochi; ancor oggi la fiamma viene accesa ad Olimpia mesi prima dell’inizio della manifestazione dalla famose “Sacerdotesse”. Il giuramento degli Atleti auspicio di forza e resistenza prima dell’inizio delle competizioni richiama al Citius, Altius, Fortius, motto di apertura della Cerimonia. Il concetto intaccato a favore del grado di preferenza del Pubblico come regola fondamentale dei Giochi Olimpici dato dall’immutabile principio che più è antica è la Disciplina Sportiva più tale principio si applicava, a favore delle Pratiche più frequentate ed accessibili alle persone nella vita reale di tutti i giorni, come forma di espansione dello Sport nelle Comunità Nazionali.

Evoluzione geografica dei Giochi Olimpici

I Conservatori dello Sport dovevano arrendersi agli inizi del ‘900 alla forte spinta dei quotidiani, dei mezzi di comune di massa, dall’evoluzione socio sportiva che l’Europa doveva affrontare negli anni a venire. Con la nascita dei Giochi Olimpici Moderni, lo sviluppo delle Attività Sportive , grazie alla visione futuristica del Barone Coubertin, l’ideologia dell’antica Grecia molto forte nei paesi europei, veniva contagiata da un nuovo modello ,un nuovo entusiasmo volto alla creazione di nuove Autorità organizzative. Il desiderio era dar vita ad una grande manifestazione sportiva a Parigi, durante la riunione dei Poteri Dirigenziali, la scelta ricadeva su Atene pronta ad ospitare la prima Edizione dei Giochi Olimpici, così ad un’unanimità approvano la candidatura. Ultima testimonianza di scelta organizzativa Dirigenziale in quanto le prossime candidature facevano capolino ad un Colosso Mondiale quale la Coca Cola; la scelta della Disciplina regina dei Giochi era senza dubbio l’Atletica Leggera, con fissate linee guide partecipative, vincite di gare senza onorificenza dorate come medaglie o simboli paritari, in quanto lo Sport non doveva in nessun modo dare atto ai partecipanti e spettatori di fini di lucro. In questo caso di organizzazione moderna il Barone dava saggia esperienza di avere idee originarie per dirigere una manifestazione simile in tutto a quella Greca. Seguite dalle Olimpiadi svolte a Londra passate alla storia per la totale giuria composta da britannici, in se le Olimpiadi passano in secondo piano, in quanto le organizzazioni anglo francesi tradizionalmente nemiche, ma uniti in campo sportivi per combattere la minaccia tedesca; sostituendo il Fair Play noto nello Sport ad un poco sano Patriottismo, complice le numerose gare ufficiali olimpiche tra nobili inglesi contro americani che erano di estrazione Irlandese. In Italia si ricorda il celebre aiuto ad un Atleta italiano Pietri a tagliare il traguardo nella Maratona per evitare l’arrivo e la vincita dell’americano che giungeva di gran carriera. Grande risalto davano alla Stampa questi eventi pasticcioni ed irreverenti verso lo Sport Olimpico, mentre nel Nord Europa nei campi di Gioco di Stoccolma tutto diventava come nuovo e sano, in quanto l’organizzazione fu impeccabile e di alto livello tecnico. Passando per i tempi di Guerra, negli anni ’30 a Los Angeles si tenevano i Giochi Olimpici più felici della Storia superando tutti i limiti di ambizione organizzativa, con la realizzazione di un grande villaggio olimpico che diventava da qui a poco obbligatorio in tutte le Sedi dei Giochi ospitanti, con cerimonia inaugurale e liberazione di bianche colombe proprio come accadeva nell’antica Grecia. Nasceva la famosa ed ambita Fiamma Olimpica scettro dei Giochi, nuove strutture impiantistiche nel segno della modernità e dell’efficienza. I risultati sportivi seguivano le evoluzioni della manifestazioni, con ottimi risultati agonistici in tutte le Discipline, con susseguirsi di Record Mondiali soprattutto nell’Atletica Leggera e lancio del peso. Atleti americani, giapponesi avevano la scena tutta per loro sia a livello di prestazione sportiva sia a modi di gentilezza comportamentale e lealtà. Arriviamo alle famose Olimpiadi di Berlino note per essere state le prime ad essere interamente finanziate dallo Stato Nazionale con il fine di divulgare il senso politico interno tedesco. Hitler succedeva dopo l’assegnazione dei Giochi, grande sforzo dei Potere Diplomatico tedesco per dare prova del cambiamento nazionale dai tempi della Guerra essendo stata esclusa nelle gare ufficiale dell’Evento nel ’24 e nel ’28. In contrapposizione all’idea di scuse al Mondo, i Giochi diventavano senza onore alla Civiltà Mondiale propaganda al Nazismo del Fuhrer. Spinto a comprendere dell’importanza dello Sport da Mussolini, lo stesso Hitler cercava in ogni modo di non fare cambiare Sede ai Giochi, anzi incentivava nuove forze fisiche nelle Attività Sportive e versava ingenti somme di denaro per organizzare al meglio gli stessi. Ovviamente gli Stati Uniti d’America non essendo d’accordo con la dittatura nazionalsocialista, organizzava una propria Olimpiade per contrastare la scalata tedesca, a Barcellona in Spagna, mai svolta in quanto la Guerra Civile ormai era iniziata.

L’Imprenditoria Sportiva Americana

Nel Secolo XIX nasceva in Inghilterra lo Sport Moderno, dall’altra parte del Mondo esattamente in America tale fenomeno esplode a livello di popolarità tramite la diffusione, la divulgazione dei mezzi di comunicazione di massa, e la stessa Comunità affascinata dalle Discipline Sportive pronte ad essere praticate e sviluppate fino ai giorni nostri. Sport ed Emigranti un connubio solido di fratellanza di compagnia tra l’Atleta o la persona comune e la Pratica Sportiva, ricreando in un luogo diverso dal proprio le stesse abitudini, con un radicamento continuo e sociale. Il popolo americano trasformava con facilità d’uso lo Sport inglese, modellandolo a proprio piacimento, la svolta storica risaliva agli inizi del ‘900 con le Olimpiadi di Los Angeles, mostrando al Mondo di cosa erano capaci di trasformare lo Sport in uno Spettacolo unico capace di ammaliare con le proprie Attività Sportive, svolte dai grandi Campioni, migliaia di persone appassionate. Già dalla metà dell’800 lo Sport si era imposto negli USA come unico e principale svago sia per i giovani sia per la famiglia, grazie ad una forza di propaganda esercitata dalle Società e dal giro poco prudente di scommesse che ruotava nel mondo sportivo. In particolare le Attività inglesi tipo il Pugilato, le corse dei cavalli e lo Sport cardine americano il Baseball. Quest’ultimo nasceva a metà del ‘800 in New England, con seguito di esibizioni nelle grandi città, con un pubblico sempre più coinvolto, favorito da un ottimo servizio per gli spostamenti dato dalle ferrovie tecnologicamente avanzate rispetto al resto del Mondo, associato alla produzione industriale. Eventi extra Regionali e Statali per rendere l’America unita dopo la Guerra Civile del fine ‘800, nello stesso tempo capendo il vero potenziale di immagine dato dallo Sport. Subito dopo la metà del ‘900 nascevano le Leghe Professionistiche con direzioni e presidenze rigorosamente imprenditoriali facendo un vero modello per lo Sport in generale. Immaginiamo di stendere un filo telefonico a tutte le Sedi di rappresentanza sportiva e far passare il segnale telefonico allo scopo di inviare simultaneamente dati e messaggi attraverso lo stesso cavo, il quale permette di installare in ogni luogo destinato un ricevitore che consente di tener aggiornato ogni risultato sportivo; da qui alimentare la scommessa sulla Disciplina Sportiva di interesse, muovendo quantità di denaro. Proprio da questo sistema che Sir. Sullivan ex Campione del Mondo di Boxe si guadagnava la stima delle Classi Sociali più importanti e popolari dell’imprenditoria. A seguito dell’enorme guadagno riscontrato con l’apprezzamento della massa popolare le industrie, cominciavano a sfornare abbigliamento per lo Sport, prodotti pensati per le funzioni sportive tipo le classiche palline da Golf adatte a campi sempre più estesi, fino ad arrivare all’evoluzioni di nuove e funzionali biciclette da corsa. Esempio di formazione imprenditoriale vincente veniva data dal Sir. Spalding Presidente ed Allenatore della squadra di Boston, con la fabbricazione per ogni Disciplina Sportiva di palle da gioco, specie quelle del Baseball. Oltre il settore industriale la vera forza dello Sport americano erano i Vivai intesi come Università, veri centri specializzati al reclutamento dei Giovani, infatti rispetto l’Europa i Centri di Studio erano di lunga superiori come numero negli Stati Americani. Un tipico esempio viene riportato agli inizi del ‘900 ad Harvard dove lo Stadio poteva contenere la bellezza di quasi 60000 persone, con adiacente la relativa Università frequentata da quasi 5000 studenti. Numeri da capogiro considerando il numero di Istituti riconosciuti in America; da questo fenomeno sportivo esploso in tutto il Continente, i giornali non potevano che dedicare in ogni copia giornaliera di stampa una pagina intera alla Sport.

Le celebrazioni per il ventennio del Centro Sportivo Italiano

Al Congresso Nazionale dedicato ai primi venti anni di sport per una Società nuova, la Presidenza del CSI veniva onorata per la rifondazione del Comitato a Roma a metà degli anni ’60 nella Sede dell’Auditorium Pio XII della Conciliazione alla presenza delle decorate Autorità della Chiesa, Civili, Sportivi e Ministeri di Stato. Personalità cardine della Società e del Potere politico presenziavano alla cerimonia, esponendo medaglie e valori alle loro storiche partecipazioni sportive; il Governo in carica rappresentato da un giovane Onorevole di nome Andreotti portava elogi al Comitato Sportivo Italiano a nome del Presidente del Consiglio per l’azione svolta allo sviluppo sociale e sportivo giovanile. Con stessa modalità cerimoniale, a metà degli anni ’70 si festeggiava l’Anniversario della nascita sia del CSI sia della FARI, in concomitanza con l’Anno Santo, ritendo opportuno festeggiare in ugual misura entrambi gli avvenimenti, per dare modo al Popolo di ricordare ed arricchire il proprio baglio Culturale e Sportivo con una processione di stampo congressuale, legata ad una riflessione storica, alla stessa partecipazione, qualificando il servizio di vita personale. Il culmine di festeggiamenti si realizzava nel Symposium dell’Esperienza di uno Sport di ieri, in una Società nuova, con discorsi fiume, apprezzamenti al Presidente del Comitato da parte del mondo Cristiano, Sportivo e Politico, con la celebrazione finale dell’Anno Santo con relativo pellegrinaggio alla Basilica di San Pietro. Partecipanti comuni provenienti da ogni parte d’Italia giungevano a Roma con ogni mezzo per ammirare sia l’Evento sportivo sia quello religioso e non da meno stare ad ascoltare gli interventi dal vivo degli Atleti Eroi e Dirigenti del CONI e Federazioni Nazionali sul Palco di Rappresentanza. A conclusione delle celebrazioni il Papa con cordialità interveniva personalmente con i saluti finali con tutto l’Entourage del CSI. Ricordiamo anche la preparazione al Giubileo degli Sportivi nell’inizio 2000 con la premessa della Maratona organizzata dal Comitato Sportivo con partenza da Gerusalemme ed arrivo a Roma in 20 tappe, dedicato all’itinerario dell’ Apostolo Paolo nella missione di evangelizzazione intitolata Correre sulle orme di San Paolo. Partecipanti di ogni parte del mondo, di ogni razza prendevano parte a questa lunga Maratona portando con se una simbolica fiaccola di pace accesa dal luogo di partenza, fino alla consegna di Roma ai migliaia giovani in attesa del loro arrivo nella notte del 31 Dicembre a Piazza San Pietro.

Ad ognuno il suo Sport

Nell’immediato dopoguerra l’innovazione dello Sport praticabile a tutte le fasce di età, portava un legame tra il CSI ed il CONI con le Federazioni Tecniche Sportive Nazionali per elaborare a tavolino manifestazioni sportive, ed organizzarle a titolo di Campionati Scolastici, oppure come Campionati Sportivi del Lavoratore fidelizzati dall’ENAL e dalla CGIL. Seguiti subito dai Campionati Campanili Alpini, quelli Marini diffondendo a macchia d’olio in tutti i Comuni d’Italia le Discipline sportive invernali e natatorie. Si organizzano seguendo la linea guida tracciata dai Comitati Sportivi in tutti i territori ogni tipo di gare sportive sempre con costante intensità e crescita individuale sportiva. Ogni luogo era idoneo alle Discipline compresi i cortili parrocchiali, strade, stadi da restaurare, piazze; bambini, ragazzi sempre pronti ad affrontare lo Sport come elemento educativo, attivo nella vita di ogni persona. Pallacanestro, Pallavolo, Calcio, Pattinaggio, Rugby, Nuoto, Atletica, ad ognuno la sua pratica sportiva, costituente di un vero Arcobaleno dello Sport. La Scuola e lo Sport un connubio alla base di ogni tipo di educazione personale, il quotidiano Stadium dopo anni di silenzio causa l’Epoca Fascista e la Guerra, evidenziava a grandi lettere l’importanza dello Sport Scolastico come vera rinascita della vita sociale e sportiva della Nazione. Il vero incubatore di soggetti adatti alla pratica sportiva come scritto nell’atto costituente del CSI, negli Istituti Scolastici e Collegi parrocchiali. Ormai affermata a metà Secolo XX la Disciplina Sportiva, praticata nei più ben alti salotti del potere, entrava di diritto nella Società Comune, coinvolgendo totalmente le attività ricreative famigliari ed appunto quelle scolastiche, con l’insegnamento della materia Educazione Fisica, fonte ereditiera del periodo Fascista. I primi Campionati Studenteschi nell’ Italia Centro Meridionale, in quanto quella Settentrionale doveva ancora essere liberata, con il primo Trofeo CONI con nuove strutture ed attrezzature ginniche pronte per l’uso da parte degli Atleti delle varie categorie e discipline sportive. Se ne faceva promotore il Ministro dell’Istruzione impartendo le varie disposizioni di organizzazione ai Provveditorati agli Studi, differenziando le classi di età degli studenti partecipanti. La manifestazione con passare del tempo si amplia sia a carattere di soggetti attivi, sia di nuove pratiche sportive, passando da livello Provinciale ad livello Nazionale, nel ventennio prossimo cambiava il nome dei Campionati in denominazione di Criterium Studenteschi, una macchina organizzativa perfetta a livello di gestione che di programma, grazie all’esperienza su campo del CSI Polisportivo. A tutti gli effetti lo Sport incontra la piazza, la vita comune di ogni cittadino, il luogo sportivo identificato in Stadio, elemento di aggregazione popolare. Lo Sport per Tutti lo spot per eccellenza, significato di espressione collettiva, di unità tra persone, festa popolare volta alla pratica del benessere fisico e morale con appuntamenti culturali e seminari di studio.