La Società Sportiva Italiana del‘900

Lo Sport come sviluppo Istituzionale, ma in realtà chiamando in causa i dei fatti storici l’Istituzione Governativa ha dato un grande contributo all’evoluzione delle Attività Sportive in chiave Socioculturale nel territorio Nazionale; come base della struttura a sostegno dell’intero Sistema Organizzativo, vengono collocate Le Società Sportive associate al Comitato Nazionale. Ricchezza culturale, incastro perfetto tra tessuto sociale e Istituzioni politiche con una ramificazione geografica volta all’unione di intenti socio sportivi per la crescita e lo sviluppo di nuove leve nelle Discipline Sportive. Continuità dell’Associazionismo sportivo basato sulla Promozione del territorio e la bontà della politica che lo governa. Passaggi fondamentali sono susseguiti nello specifico tra l’Epoca ‘800 e ‘900. Una fortissima censura sportiva durante la Prima Guerra Mondiale si era verificata tra le forze sportive militari nate con il modello Risorgimentale Ginnico a sua volta con forti influenze del modello anglosassone. Con la nascita della Carta dello Sport in Epoca Fascista, lo Sport veniva posto in primo piano, garantendo manifestazioni su tutto il territorio Nazionale tra l’Opera dei Balilla, il CONI ed il Dopolavoro con lo slogan dello Sport per Tutti. Con l’affermazione di Mussolini, nascono l’Aeroclub, il Motoclub e la Federcaccia, non per ultimi gli le Attività Invernali con la FISI, un progetto totalitario con un’annesse complesse formazione istituzionali di Regime con la presenza di Società Organizzative atte al piano di investimento delle Strutture Sportive. Con l’avvento della Democrazia Repubblicana e con la relativa caduta del Fascismo, le Società sportive tornano ad avere un ruolo meno centrale, assumendo un ideale sociale e civico nell’organizzazione di eventi sportivi, basato sul volontariato e base portante per il Movimento Sportive d’Italia. Nel periodo del Dopoguerra il Comitato Organizzativo Nazionale Italiano si posizionava con specifiche direttive verso i Comitati inferiori del tipo quelli Provinciali per una ricostruzione della Nazione dopo i bellici bombardamenti subiti, con lo sviluppo sportivo dei giovani, di eventi internazionali e coinvolgimento totale delle Amministrazioni per il rilancio tramite pubblicazioni di massa popolare dello Sport ed i suoi valori di identità e lealtà. Il podio con trionfi di molte attività sportive quali il Ciclismo con i campionissimi Coppi e Bartali, il gioco delle scommesse con la nascita del Totocalcio con le gare ufficiali del Campionato di Calcio, che sancivano definitivamente l’uscita dal periodo bellico. Organizzazioni Sportive dei Corpi Armati e Polizia convenzionate con il CONI per lo sviluppo dello Sport nell’Arma; seguono la nascita del CSI, della UISP, dell’ARCI e dell’ENDAS. Arrivati ai giorni nostri a cavallo del Nuovo Millennio appare chiaro a tutti che lo Sport ha subito dall’800 notevoli cambiamenti sia strutturali, sia di sviluppo tecnico alle pratiche sportive; con la rimozione dei confini di Stato e Culturali, nel Continente Europa le Discipline Sportive hanno la continuità di evoluzione ed aggregazione tra i Popoli dei restanti Continenti. Siamo passati dalle sole prestazioni Olimpiche a quelle Amatoriali grazie alla manifestazione di interesse delle Federazioni Sportive, della Globalizzazione e del Commercio. I cambiamenti Istituzionali avvenuti nel tempo, hanno cambiato a loro volta la qualità per la diffusione dei valori di mercato mondiale, incidendo molto sull’impatto del tessuto economico sociale della Nazione.

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La Tedesca DDR: Pane, Politica e Sport

Negli anni ’70 gli Atleti Tedeschi Occidentali non comunicando con i colleghi dell’ Est, non potevano sapere nulla della conduzione della vita, dei metodi di allenamenti che seguivano giorno dopo giorno; separazione di un Muro, da una dottrina Marxista, vero spartiacque invalicabile tra un Mondo normale e l’altro grigio difeso dal Patto di Varsavia, da un regime comandato da Mosca. Una realtà quella dell’Est talmente lontana e non considerata che la Gioventù dell’Ovest non riteneva utile spenderci un pensiero, tranne nel periodo dei Giochi Olimpici, quando il fratello “Ivan” vinceva in modo sistematico tutte o quasi le Medaglie ed onorificenze in palio. Una crescita esponenziale delle Discipline di squadra, Atleti pronti e preparati sia in Pista che in Piscina, come alla guida del Bob, oppure in Staffette o Salti e Lanci. La DDR vinceva sempre in ogni competizione contro una Germania Federale priva di orgoglio sportivo e fame di vittorie, diventando la terza potenza Sportiva dietro le grande Urss e Stati Uniti. Giochi di Monaco primi anni ’70 ben 20 titoli vinti esattamente il doppio delle Olimpiadi di Montreal e 47 medaglie riconosciute a quelli di Mosca negli anni’80, fino ad arrivare a quelle di Seul che segna il capolino della Germania dell’Est, subito dopo unificata nel 1992 con 33 ori nel medagliere. La galassia tedesca sportiva si definisce amante dello Sport popolare, modelli sociali vincenti, esasperati ricercatori verso il male dello Sport, quale prendeva il nome di Doping, spie intransigenti nella visione e controllo di determinate Discipline Sportive, al servizio delle Agenzie di Vigilanza Segrete. Resta l’ultimo passo politico da adempiere con la stesura, approvazione della Costituzione della Repubblica Democratica Tedesca, la quale dichiarava al Mondo intero il Diritto dei Cittadini di essere educati alla Cultura Fisica, sia ad un livello agonistico, che popolare. Si percorreva un certo pensiero sovietico degli anni ‘60, in aggiunta un modello tanto raffinato da saper coinvolgere i Giovani di tutte le età in manifestazioni sportive studentesche. Il ruolo della Scuola era fondamentale, in quanto gli Istituti di ogni ordine di grado ad dover organizzare gli Eventi e collaborare attivamente con le Industrie, le quale provvedevano a fornire il materiale completo necessario per affrontare le Attività agonistiche sportive, senza dimenticare lo sviluppo dello Sport nel settore Femminile. La linea guida per lo Sport era tracciata con la base data dalla Confederazione Sportiva Ginnico Tedesca della DDR nata a metà degli anni ’50, simile come organico e struttura al CONI Comitato Organizzativo Nazionale Italiano. Un robusto traino storico che i giovani Atleti dovevano saper apprezzare e condividere con unità principi e valori, soprattutto con il ritorno di immagine che solo i Giochi Olimpici potevano fornire alla Nazione; il gonfiore del petto alla premiazione da parte degli Atleti Tedeschi era il vero Testimonial al Valore Sportivo. Mentre il capitalismo della Germania dell’Ovest cominciava la lente discesa, ecco arrivare in soccorso il famoso fratello “Ivan” con i traguardi di onorificenza sportivi raggiunti di cui andare fieri, ed incentivare nella prosecuzione delle Dottrine scelte. Una di erano i matrimoni tra i Super Atleti per dar continuazione genetica allo Sport, nuovi Dirigenti Ambasciatori per esportare nel Mondo il Modello Vincente e trovare nuovi Talenti da poter affiliare ed esportare. Con il benestare e l’ausilio del Potere Politico e Sportivo, sono nate sotto ad un buona stella, Campioni e Campionesse di ogni Disciplina Sportiva, divinità sportive dell’Atletica leggera, pattinatrici, velocisti. Purtroppo dopo una lunga scia di vittorie e benessere economico le organizzate Polisportive cominciavano ad arrendersi al taglio delle sovvenzioni Statali; tanti Atleti sceglievano la fuga verso Ovest a caccia di retribuzione economica. L’avventura social sportiva della RDT durata appena 40 anni o poco più era tristemente arrivata ai  titoli di coda, con un presente temporale oscurato dalla mancanza di fondi necessari alla contribuzione dello Sport, alla seria paura del futuro. Un’esperienza da considerarsi per il Popolo Tedesco priva di rammarico in quanto vissuta con intensità vera e onesta, con un forte orgoglio e spirito Nazionale davanti all’imminente resa.

Evoluzione geografica dei Giochi Olimpici

I Conservatori dello Sport dovevano arrendersi agli inizi del ‘900 alla forte spinta dei quotidiani, dei mezzi di comune di massa, dall’evoluzione socio sportiva che l’Europa doveva affrontare negli anni a venire. Con la nascita dei Giochi Olimpici Moderni, lo sviluppo delle Attività Sportive , grazie alla visione futuristica del Barone Coubertin, l’ideologia dell’antica Grecia molto forte nei paesi europei, veniva contagiata da un nuovo modello ,un nuovo entusiasmo volto alla creazione di nuove Autorità organizzative. Il desiderio era dar vita ad una grande manifestazione sportiva a Parigi, durante la riunione dei Poteri Dirigenziali, la scelta ricadeva su Atene pronta ad ospitare la prima Edizione dei Giochi Olimpici, così ad un’unanimità approvano la candidatura. Ultima testimonianza di scelta organizzativa Dirigenziale in quanto le prossime candidature facevano capolino ad un Colosso Mondiale quale la Coca Cola; la scelta della Disciplina regina dei Giochi era senza dubbio l’Atletica Leggera, con fissate linee guide partecipative, vincite di gare senza onorificenza dorate come medaglie o simboli paritari, in quanto lo Sport non doveva in nessun modo dare atto ai partecipanti e spettatori di fini di lucro. In questo caso di organizzazione moderna il Barone dava saggia esperienza di avere idee originarie per dirigere una manifestazione simile in tutto a quella Greca. Seguite dalle Olimpiadi svolte a Londra passate alla storia per la totale giuria composta da britannici, in se le Olimpiadi passano in secondo piano, in quanto le organizzazioni anglo francesi tradizionalmente nemiche, ma uniti in campo sportivi per combattere la minaccia tedesca; sostituendo il Fair Play noto nello Sport ad un poco sano Patriottismo, complice le numerose gare ufficiali olimpiche tra nobili inglesi contro americani che erano di estrazione Irlandese. In Italia si ricorda il celebre aiuto ad un Atleta italiano Pietri a tagliare il traguardo nella Maratona per evitare l’arrivo e la vincita dell’americano che giungeva di gran carriera. Grande risalto davano alla Stampa questi eventi pasticcioni ed irreverenti verso lo Sport Olimpico, mentre nel Nord Europa nei campi di Gioco di Stoccolma tutto diventava come nuovo e sano, in quanto l’organizzazione fu impeccabile e di alto livello tecnico. Passando per i tempi di Guerra, negli anni ’30 a Los Angeles si tenevano i Giochi Olimpici più felici della Storia superando tutti i limiti di ambizione organizzativa, con la realizzazione di un grande villaggio olimpico che diventava da qui a poco obbligatorio in tutte le Sedi dei Giochi ospitanti, con cerimonia inaugurale e liberazione di bianche colombe proprio come accadeva nell’antica Grecia. Nasceva la famosa ed ambita Fiamma Olimpica scettro dei Giochi, nuove strutture impiantistiche nel segno della modernità e dell’efficienza. I risultati sportivi seguivano le evoluzioni della manifestazioni, con ottimi risultati agonistici in tutte le Discipline, con susseguirsi di Record Mondiali soprattutto nell’Atletica Leggera e lancio del peso. Atleti americani, giapponesi avevano la scena tutta per loro sia a livello di prestazione sportiva sia a modi di gentilezza comportamentale e lealtà. Arriviamo alle famose Olimpiadi di Berlino note per essere state le prime ad essere interamente finanziate dallo Stato Nazionale con il fine di divulgare il senso politico interno tedesco. Hitler succedeva dopo l’assegnazione dei Giochi, grande sforzo dei Potere Diplomatico tedesco per dare prova del cambiamento nazionale dai tempi della Guerra essendo stata esclusa nelle gare ufficiale dell’Evento nel ’24 e nel ’28. In contrapposizione all’idea di scuse al Mondo, i Giochi diventavano senza onore alla Civiltà Mondiale propaganda al Nazismo del Fuhrer. Spinto a comprendere dell’importanza dello Sport da Mussolini, lo stesso Hitler cercava in ogni modo di non fare cambiare Sede ai Giochi, anzi incentivava nuove forze fisiche nelle Attività Sportive e versava ingenti somme di denaro per organizzare al meglio gli stessi. Ovviamente gli Stati Uniti d’America non essendo d’accordo con la dittatura nazionalsocialista, organizzava una propria Olimpiade per contrastare la scalata tedesca, a Barcellona in Spagna, mai svolta in quanto la Guerra Civile ormai era iniziata.

Ad ognuno il suo Sport

Nell’immediato dopoguerra l’innovazione dello Sport praticabile a tutte le fasce di età, portava un legame tra il CSI ed il CONI con le Federazioni Tecniche Sportive Nazionali per elaborare a tavolino manifestazioni sportive, ed organizzarle a titolo di Campionati Scolastici, oppure come Campionati Sportivi del Lavoratore fidelizzati dall’ENAL e dalla CGIL. Seguiti subito dai Campionati Campanili Alpini, quelli Marini diffondendo a macchia d’olio in tutti i Comuni d’Italia le Discipline sportive invernali e natatorie. Si organizzano seguendo la linea guida tracciata dai Comitati Sportivi in tutti i territori ogni tipo di gare sportive sempre con costante intensità e crescita individuale sportiva. Ogni luogo era idoneo alle Discipline compresi i cortili parrocchiali, strade, stadi da restaurare, piazze; bambini, ragazzi sempre pronti ad affrontare lo Sport come elemento educativo, attivo nella vita di ogni persona. Pallacanestro, Pallavolo, Calcio, Pattinaggio, Rugby, Nuoto, Atletica, ad ognuno la sua pratica sportiva, costituente di un vero Arcobaleno dello Sport. La Scuola e lo Sport un connubio alla base di ogni tipo di educazione personale, il quotidiano Stadium dopo anni di silenzio causa l’Epoca Fascista e la Guerra, evidenziava a grandi lettere l’importanza dello Sport Scolastico come vera rinascita della vita sociale e sportiva della Nazione. Il vero incubatore di soggetti adatti alla pratica sportiva come scritto nell’atto costituente del CSI, negli Istituti Scolastici e Collegi parrocchiali. Ormai affermata a metà Secolo XX la Disciplina Sportiva, praticata nei più ben alti salotti del potere, entrava di diritto nella Società Comune, coinvolgendo totalmente le attività ricreative famigliari ed appunto quelle scolastiche, con l’insegnamento della materia Educazione Fisica, fonte ereditiera del periodo Fascista. I primi Campionati Studenteschi nell’ Italia Centro Meridionale, in quanto quella Settentrionale doveva ancora essere liberata, con il primo Trofeo CONI con nuove strutture ed attrezzature ginniche pronte per l’uso da parte degli Atleti delle varie categorie e discipline sportive. Se ne faceva promotore il Ministro dell’Istruzione impartendo le varie disposizioni di organizzazione ai Provveditorati agli Studi, differenziando le classi di età degli studenti partecipanti. La manifestazione con passare del tempo si amplia sia a carattere di soggetti attivi, sia di nuove pratiche sportive, passando da livello Provinciale ad livello Nazionale, nel ventennio prossimo cambiava il nome dei Campionati in denominazione di Criterium Studenteschi, una macchina organizzativa perfetta a livello di gestione che di programma, grazie all’esperienza su campo del CSI Polisportivo. A tutti gli effetti lo Sport incontra la piazza, la vita comune di ogni cittadino, il luogo sportivo identificato in Stadio, elemento di aggregazione popolare. Lo Sport per Tutti lo spot per eccellenza, significato di espressione collettiva, di unità tra persone, festa popolare volta alla pratica del benessere fisico e morale con appuntamenti culturali e seminari di studio.

Il Centro Sportivo Italiano

CSI fondato su una struttura a base volontaria, volto a promuovere l’educazione sportiva come crescita culturale e sociale, ispirata alla Religione Cristiana dell’Uomo, della Storia Contemporanea e del proprio Territorio di interesse. L’associazione Polisportiva più antica d’Italia, con una qualifica specifica relativa alla Cultura Sociale specie all’evoluzione dell’aggregazione di massa popolare. I giovani costituivano il primo punto di riferimento per lo sviluppo dello Sport ad ogni fascia di età. Strumento educativo e di prevenzione di patologie sociali quali la solitudine, timori esistenziali se non che devianze di ragazzi poco inclini ad avere atteggiamenti costruttivi alla vita. Anno di nascita della Fondazione della Gioventù di Azione Cattolica risale alla metà degli anni ’40, con l’obbiettivo di dare continuità nel tempo di Attività Sportive con organigramma seri e precisi da affidare ad educatori sociali, allenatori, dirigenti con una consapevole sensibilità del proprio fare ed al rispetto del mandato; di riuscire ad abbandonare vizi capitali per la promozione e la condivisione di un’onesta coscienza propria. Proprio per questo che il programma delle Attività Sportive erano articolate in modo che ogni bisogno dell’atleta veniva soddisfatto permettendo di valorizzare al massimo i sforzi fisici ed i sacrifici attribuiti dallo stesso. L’ideologia di trasformazione consolidata della Disciplina Sportiva da Élite a fenomeno di Massa da parte della Dirigenza del CSI, risaliva ai tempi del primo ‘900 proprio della creazione della FASCI Federazioni delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiana sciolta alla fine degli anni ’20 dal Regime Fascista. Lo Sport inteso come Religione a ragione della pratica sportiva che incontri l’esigenza motoria dell’Uomo. Il personale dirigente della Fondazione era altamente specializzato ad intraprendere e formare gli Organi interni atti allo sviluppo dello Sport, dando vita al Centro Sportivo Italiano con apertura apostolica verso la Gioventù e non solo alle Federazioni Cattoliche, veniva approvato lo Statuto del CSI come Regolamento totalitario con il fine dello sviluppo delle Attività Sportive agonistiche e non solo, alimentando con esse lo spirito cristiano come salvaguardia alla morale psicosociale dell’individuo. Si afferma a poco tempo dopo una nuova Italia Democratica con diritti e doveri volti al benessere sociale; nuove Associazioni, nuove affiliazioni per condividere le Pratiche Sportive libere da contrassegni, da stemmi, da ideologie di superiorità agonistica. Impianti sportivi da ricostruire, da restaurare dai segni di Guerra, l’aiuto del CSI era un dovere verso il Popolo verso la Chiesa, la quale basava il principio di impartire un insegnamento delle regole cristiane in Uffici Diocesani associati alle Associazioni Sportive Italiane ed Istituti Religiosi. Dal canto suo il Papa XII ne fissava obbiettivi alle Organizzazioni strategiche cattoliche dello Sport con basi di educazione sociale, famigliare, morale; essendo una figura inserita nel contesto profondo della vita della massa popolare di strada. Il mezzo di comunicazione sportivo usato con maestria cogliendo il senso pratico e di potere reale creando privilegi di instaurazione nella Società Cristiana e del suo Pontificato. Ne era esempio in ogni suo discorso, in ogni suo ricevimento ufficiale, l’attenzione data alla Disciplina Sportiva come il Ciclismo con il Giro d’Italia, menzionando le epiche sfide di Bartali membro del Movimento sportivo cattolico, davanti alla Dirigenza delle Azioni Cattoliche in piazza San Pietro.

Tecnologia, Cultura e Sport

Lo Sport, i cittadini e il tempo libero, un perfetto terzetto che ha permesso di approfondire una specifica relazione tra Disciplina sportiva e Cultura intesa come conoscenza della pratica, approfondita nel tempo dagli stessi Atleti. In tutto questo non esiste nessun effetto o propensione alla sostituzione delle pratiche, ma contrariamente ad alti livelli di partecipazione e studi approfonditi, corrisponde un aggregazione culturale di massa delle attività sportive. Con l’evento in Società del Personal Computer, viene a formarsi un nuovo stereotipo associato a nuove forme di intrattenimento quale il videogioco. Tale l’evoluzione tecnologica e informatica viene contradetta da comportamenti molto più virtuosi e pratici per il benessere del corpo umano; infatti percentualmente quelli che praticano Sport sono in molti ad usare il PC e videogiochi, contrariamente a chi non lo usa. Situazione analoga per chi guarda gli eventi sportivi come forma compensativa tipo le persone sedentarie; le fasce di età incidono molto sui studi statistici, essendo lo Sport una parte ormai integrante della vita quotidiana. Cultura e Sport sicuramente sono un ottimo binomio per il benessere fisico ed intellettuale della persona attiva. Ovviamente di chi fa abuso, ma come in tutte le circostanze, dei mezzi di comunicazione tipo radio, tv, personal computer  viene per logica influenzato in modo negativo associato ad una visione distorta e non produttiva della disciplina sportiva. Altro elemento fondamentale che può gravare a svolgere lo Sport è la condizione socioeconomica del soggetto interessato, quest’ultima viene in un certo senso repressa dall’interesse culturale e tecnologico, mitigando le differenze sociali che possono evidenziarsi, favorendo un alzamento del livello partecipativo allo Sport. Riportiamo alla conoscenza collettiva il Manifesto della Cultura e dell’immagine dello Sport, considerato dalle recenti Istituzioni e non solo quelle in carica, come Comandamenti da applicare per preservare il Diritto umano allo Sport a tutti senza distinzione di razza e sesso, come Patrimonio Universale.

 

Le Origini dello Sport

Con l’Essere Umano è nato e si è sviluppato lo Sport, sotto forma di uno specifico movimento atletico sia per la caccia, sia per la sopravvivenza stessa. Molte scoperte archeologiche effettuate in Francia, Africa, Australia, dimostrano come nella Preistoria con la raffigurazione di graffiti sulle pareti delle caverne, gli abitanti  avessero interesse per le attività che non sempre erano legate alla vita comune, ma bensì volta anche verso il divertimento e riti di buon auspicio. Nell’epoca dell’800 gli studiosi dell’età Primitiva erano spinti verso studi e ricerche del dettaglio delle Tribù Africane, Americane ed Oceaniche, per le esercitazioni sportive adottate, di cui consentivano di ipotizzare le varie evoluzioni, sia per il senso pratico dell’attività motoria, sia per quello ritualistico associato  a cerimonie religiose. La Storia dello Sport associata alla linea evolutiva primitiva, risultava alla Scienza, perfettamente in linea allo sviluppo della Disciplina Sportiva, sia Europea che in Asia. L’attività motoria era fondamentale nella vita dell’essere umano come del resto al giorno d’oggi, in quanto impegnava sia i muscoli del corpo che la mente, riuscendo ad instaurare nuovi rapporti civili con altri popoli. Sport come divertimento, movimento autonomo per lo spostamento da un luogo all’altro, corsa per inseguire una preda durante il periodo di caccia, lotta per difesa del territorio; attività che potevano essere definite come sportive, ma indispensabili alla sopravvivenza. Scorre il tempo, le epoche si susseguono, si affermano nuove attività di aggregazione e del benessere personale, ad esempio in India faceva capo una disciplina dominante: lo Yoga. Gli esercizi praticati tendevano al controllo del corpo umano, sia nella forma fisica, sia nella liberazione spirituale. Molte altre civiltà, erano predisposte alla manifestazione di spettacoli atti al movimento di massa, al contrario molte altre civiltà condannavano e rifiutavano ogni tipo di attività che richiedessero sforzo fisico o mentale. Anticamente le esercitazioni erano praticate singolarmente, grazie all’evoluzione della pratica divenne parificata sia per la parte maschile che per quella femminile. Calcando l’Epoca del Medioevo la Disciplina Sportiva più diffusa era la Corsa, raggiunta in poco tempo, prima dai lanci del peso, poi con  lanci di frecce utili ad un esercizio continuo e misurato per affrontare le guerre del periodo. Altre manifestazioni presero interesse come il nuoto e la pesca nei vicini mari, la canoa come mezzo di spostamento acquatico, l’equitazione come nuovo mezzo di spostamento e trasporto terrestre, arrivando alle tecniche più evolute di difesa con riferimento alla lotta libera, fino ad arrivare alla scherma e l’utilizzo di spade o bastoni per la caccia o la sopravvivenza del tempo. Nell’emisfero orientale, lo Sport assunse una forma non agonistica, ma medico spirituale atta a sviluppare la tecnica della ginnastica corporea. Nella zona Mediterranea troviamo esercizi ginnici ispirati alla ritualità, mentre ad Occidente prevale la pure educazione fisica, associata alla muscolosità e alla resistenza corporea, questo con lo scopo preciso di evolvere delle nuove e performanti tecniche di conquista. Cambiano le forme di vita, le posizioni sociali sono sempre più importanti nella vita dell’uomo il processo industriale avanza inesorabilmente riducendo tempo alle attività motorie, e alle varie occupazioni ricreative tra queste anche lo Sport. Ricercatori, filosofi ed educatori, si resero presto conto dell’ importanza  delle discipline sportive legate da un filo comune all’utilità dei Centri di ritrovo; epoche preistoriche, dove la caccia e l’attività fisica erano annessi alla sopravvivenza, uomini scattanti, atletici facevano la differenza, lasciano alla vita odierna il posto ad un’attività nulla e sedentaria. Il lavoro occupazionale, lo sviluppo del commercio, l’Aristocrazia del potere presero il sopravvento ad ogni tipo di forma atletica e rituale. La civiltà della Mesopotamia anch’essa era legata a esercitazioni fisiche basate sulla destrezza istintiva e sulla forza muscolare, esercitazioni tipo il nuoto, l’equitazione, la lotta a corpo libero venivano utilizzati nei combattimenti tra civiltà; solo le Classi Borghesi potevano usufruire delle tecniche sportive per scopi personali. Ripercorriamo in questa lettura, la Storia agli inizi del 1300 a.C. dove in Cina il popolo dedicava molte ore del giorno allo svolgimento e sviluppo dello Sport, scoprendo quella che è la Madre delle Discipline: il gioco alla palla; all’ Imperatore di quel periodo storico se ne deve proprio la diffusione, associato a molteplici regole e variabili, in primis sulla grandezza del pallone e soprattutto con quale modalità doveva essere colpito, un’occasione di aggregazione sociale dettata dal valore delle danze cerimoniali religiose. In Africa precisamente in Egitto ‘500 anni prima, quindi nel periodo del 2500 a.C. con un duro allenamento quotidiano si prediligeva la lotta a corpo libero e la scherma con annesso un bastone al posto della spada a scopi essenzialmente militari, mentre nella Regione Persiana e nel Tibet si diffuse il gioco del Polo privo di fondamentali regole e tecnica. Completamente diversa la forma di sportività con i Giochi Olimpici dell’Antica Grecia, secoli caratterizzati di pratiche sacrali, educative, militari; lo Sport assunse modi e caratteristiche di diffusione per certi aspetti simili ai nostri tempi. Numero di competizioni per ogni disciplina sportiva,  professionismo tecnico adottato per esprime ogni esercizio fisico, la propria divinità e supremazia al confronto agonistico sportivo, tra atleti. Per il popolo greco la bellezza del corpo, la definizione della massa muscolare, la perfezione nell’eseguire le tecniche della disciplina, risultava fondamentale ed apprezzato, avendo un ritorno di prestigio all’intelligenza, alla generosità della propria anima. Platone, famoso filosofo del tempo, sostenne che la ginnastica avesse un ruolo definito, come di vitale importanza, per l’equilibrio psico fisico della persona, decisivo al benessere dell’uomo e della completa educazione a parità di dignità umana. Il Movimento Sportivo Greco era ispirato a tre fondamenti: la Religione con l’immagine della perfezione degli Dei, l’estetica con il culto della bellezza esteriore ed interiore, aspetti funzionali con educazione rigida di obbedienza della gioventù contemporanea al periodo storico, quali si apprestavano dovuta alla giovane età per eseguire sul campo esperienze di gioco militarizzato. La prima manifestazione denominata Olimpiade dei Giochi Atletici, prese il nome dal Santuario di Olimpia nell’Elide nel periodo 776 a.C. periodo di attività coinvolta nelle gare, ogni quattro anni, nei mesi di Luglio e Agosto, con una durata cinque giorni, avente cornice giornaliera di festività religiosa Nazionale. La disciplina regina era la Corsa rapida con una distanza di circa 200 metri tra il punto di partenza e quello di arrivo, in contemporanea si svolgevano nelle arene e gare di combattimento quali lotta libera, pugilato, attività equestri. Nel finire della kermesse si gareggiava con la disciplina del Pentathlon, il quale comprendeva un insieme di attività: il salto lungo, il lancio del giavellotto, il lancio del disco per finire con la lotta. L’onore di partecipare a quest’ultima gara veniva data solo ai migliori atleti che ottenevano i risultati più performanti all’appello delle gare disputate. Contrapposizione allo scritto, la specializzazione tecnica e motoria, per conquistare gli allori olimpici, decretarono una lenta ma inesorabile decadenza di nobili costumi di riti pagani. Nacque il Professionismo volto al solo obbiettivo della vincita dell’atleta e della Città di appartenza dello stesso. Questo portò a sponsorizzare lo Staff e l’Atleta stesso con somme cospicue di denaro inoltre esentarli al pagamento delle imposte nazionali. Lo sviluppo Sportivo in Italia non ebbe vera motivazione di ricchezza personale per bellezza fisica esteriore degli atleti, come evidenziato in Grecia. Per i Romani lo Sport aveva una linea guida definita ad uso militare, celebrazioni per i Dei facevano capolino nella Città Eterna a richiamo dei grandi eventi di massa. Con l’occasione il popolo sfoga gli impulsi violenti repressi, sostenuti da tre scenografie: quella scenica teatrale, quella dei gladiatori ed infine quella dei circensi, svolte nell’ Arena dei Ludi Gladiatorius ove si scontravano in eventi di lotta violenta, uomo contro uomo, oppure uomo contro belva. Altre Civiltà come quella Etrusca celebravano i Giochi Sportivi in occasioni di feste funebri, oppure in concomitanza di cerimonie cittadine, eventi della politica locale, con esibizioni della disciplina rivisitata del Pentathlon. Questo excursus tematico sportivo ci catapulta nel tempo del Medioevo, dove le attività motorie sportive facevano parte integrante dei principi di Cavalleria Sociale, di cui abilità fisiche acquisite dalla corsa, il getto di un oggetto, lotta, equitazione e finte battaglie con soldati e armi raffigurati primeggiavano a festa; l’origine del Palio di Siena nella prima metà del 1200, oppure alla fine del 1300 dove si praticava la disciplina del Tennis con relativa diffusione con regole di gioco e tecnica da sviluppare. I presupposti per slegare gli eventi di Ordine etico religiosi allo Sport si ebbero nell’età del Rinascimento alla Corte Mantovana dei Gonzaga dove avvenne la fusione integrativa tra esercizi fisici ed insegnamento della Scienza, dei Classici tramite la famosa Fondazione della Casa Giocosa. Gli atleti ginnici come gli Allievi di Scuderia, venivano educati con il passare del tempo allo Sport con pratiche di equitazione, tiro di precisione con l’arco, scherma e l’intramontabile lotta libera. Un connubio di  divertimento e spettacolo, divenuto un vero e proprio rito sociale caratterizzando il periodo storico dell’inizio ‘800, con l’obbiettivo di attirare le attenzioni della massa popolare. L’indiziato principale era il lavoro del giornalismo, mezzo di comunicazione più rilevante dell’epoca, fattore di propulsione del fenomeno sportivo ed in quanto primo organizzatore del Giro d’Italia di Ciclismo. Alla fine del diciottesimo secolo, sia in Inghilterra, sia in Italia, le iniziative giornalistiche rivolgono le attenzioni alle testate più influenti, di cui la più conosciuta e letta carta rosa “Gazzetta dello Sport”; stesso discorso avvenne in Francia con il Tour de France ed il quotidiano sportivo per eccellenza Equipe. Lo Sport nell’epoca del ‘900,  divenne a tutti gli effetti argomento di privilegio non solo nei salotti bene del giornalismo, ma anche nei canali di informazione e intrattenimento con la sempreviva radiocronaca delle gare sportive. Le prime immagini televisive riferite alle imprese ciclistiche di Coppi e Bartali, arrivando ai presenti campionati Professionistici. Dunque grazie ai mezzi di comunicazione, il livello dello Sport è aumentato esponenzialmente, milioni di telespettatori, navigatori cibernetici legati da statistiche e dati per il confronto degli atleti e delle squadre. Negli anni ’60, lo Sport raggiunse ogni angolo della Terra, con un richiamo così potente di accumunare uomini e donne di ogni lingua e razza e classe sociale. Le discipline che hanno giocato un ruolo primario per la diffusione dello Sport sono state due: Calcio e Ciclismo, sia per il coinvolgimento del divertimento offerto, sia per il tifoso seguace del proprio Team. Attività sportive che hanno mantenuto l’origine, il carattere, le caratteristiche tecniche per l’insegnamento delle stesse, sia in Camp di allenamento, sia per le strade; in termini economici e mediatici per il successo dei Giochi Olimpici, risultano tuttavia secondari all’Evento Sportivo che si disputa ogni quattro anni: la Coppa del Mondo di Calcio con la prima Edizione targata 1930. Il processo evolutivo dello Sport ha premiato nel tempo il fenomeno di massa delle Società, supportando ed incentivando la ricerca di modernità dei media per una comunicazione più presente e performante, definendo  valori che permangono, come vantaggi per il benessere della persona a livello psico fisico che l’attività sportiva garantisce. Fare Sport è un diritto di tutti gli esseri umani viventi sulla Terra, confronto di lealtà e gioia in gare amichevoli. Sia la vittoria che la sconfitta fanno parte della vita stessa, quindi accettabili entrambe allo stato; l’arroganza con valori interni di risentimento o rancore non affermano il valore dello Sport e della Pace, un avvicinamento culturale tra popoli, dialogo delle Nazioni, in determinato contesto politico ed economico.