ARTICOLO 161: Equitazione e Disciplina Psicologica

Disciplina Sportiva riconosciuta Ufficialmente, l’utilizzo del Cavallo da parte del Conduttore (Uomo), rientra a pieno titolo nel Programma Olimpico, praticata singolarmente, in strutture specifiche sempre coperte ed al riparo dagli agenti atmosferici. L’Animale naturalizzando nel piccolo Stato Africano del Burundi, al confine con il Ruanda, la Repubblica Democratica del Congo e la Tanzania, in seguito, dopo viaggi in Europa e Asia, conosceva una florida riproduzione della specie. I reperti archeologici riportano nelle Grotte disegni raffiguranti i Cavalli, Epoca risalente a circa 15/20000 anni fa, non ancora usati per il lavoro quotidiano agrario, compagni di viaggi e battaglie con gli Indiani dopo la famosa Ribellione di Santa Fe alla fine dell’Epoca del ‘600 (Sede spagnola fino allo scoppio della Guerra di Indipendenza del Mexico nei primi anni dell’800). Per informazione storica ci sono discordanze sulla vera data della pratica di addomesticare il Cavallo, affermiamo all’incirca nel 3000 a.C., per ritrovamenti di morsi di cavallo in siti archeologici nella zona del Dnepr o Nipro fiume europeo trai più grandi come il Danubio e l’Ural. Il connubio Uomo-Cavallo ha reso possibile nel corso dei Secoli l’incontro tra grandi Imperi come quello di Persia (Turchia e Egitto), fino ad arrivare all’India e alla conosciuta (nei libri di scuola) distruzione storica di Alessandro Magno (Alessandro III di Macedonia, antico Militare Macedone della Dinastia dei Argadei Epoca 336 a.C., considerato il Grande conquistatore della Storia). Nell’Antica Grecia chi sapeva “cavalcare” il Cavallo acquisiva un valore aggiunto nella Comunità Sociale della Polis, diventando con la denominazione di Cavaliere indice di Nobiltà sia nella vita di Politica, sia in quella Militare. La Cavalleria di Stato (Corpo Nazionale), arte e tecnica nel “montare” il cavallo, ci sono stati molti Autori che hanno scritto Libri Tecnici sull’Attività di Equestre, spesso associando la vita militare all’evoluzione della stessa, infatti le Opere letterarie per questo specifico argomento non si contano; cercando carpire il lato psicologico del rapporto Uomo Cavallo, come nel corso dei tempi andava a modificarsi, prendiamo ad esempio la scoperta del “motore a scoppio”, diventando rapidamente mezzo di trasporto in larga scala. L’Equitazione diventava Disciplina Sportiva, in Italia a partire dalla seconda metà del ‘900 con la nascita delle più famose Scuderie. Lo Sviluppo Tecnico di tale Attività partiva dall’Epoca “Medioevale” con i primi approcci di galoppi e corse di piacere, arrivando al “Rinascimento” con la nascita di Scuole specifiche (Accademie di Equitazione) all’insegnamento della Pratica Equestre, fino ad arrivare ai primi Maneggi fondati nell’Italia Meridionale, dove il Re di Francia Luigi XIII imparava a cavalcare il Cavallo, successivamente “Alunni Famosi” intraprendevano l’attività. Come La Regina Elisabetta I d’Inghilterra e il Re di Spagna Filippo II (Filippo d’Asburgo). In tempi Moderni oltre all’Espansione Mondiale di Accademie di blasone di Equitazione, sono venute a crearsi delle nobili convinzioni di stampo scientifico, il nome appropriato è “l’Ippoterapia”, destinata alle cure psicologiche e di integrazione per le persone portatrici di Handicap (suggerimento storico di Ippocrate atto all’utilizzo dell’animale per combattere Ansia e Depressione Epoca 370 a.C., oppure con un vecchio detto inglese che narrava il pagamento in mangime e fieno al proprio Terapeuta). A fine anni ’60 gli studi scientifici davano esito positivo ai due importanti benefici terapeutici sia per dell’Attività Equestre, sia per l’Attività con i Cani (Pet Therapy), per i bambini affetti da Autismo. Quindi la Ippoterapia entrava a gran titolo come “Aiuto- Cura Psicologica”, nonostante le dimensioni “ingombranti” del Cavallo a livello di gestione quotidiana e di ubicazione dello stesso (pratica usata maggiormente In USA come guarigione Emotiva dell’Essere). Esiste una seconda Terapia con i Cavalli chiamata Equine Assisted prevede di affrontare la seduta terapeutica insieme ai Cavalli (utenti finali) in un luogo specifico e sicuro, avente una propria Associazione conosciuta con la “Sigla EAGALA” con Sede in America (Utah Stato Federato). Per gli addetti ai lavori come Mr. Freud o Mr. Jung, il cavallo manifesta sia desiderio di Libertà, sia la figura Materna, quindi “mai una figura aggressiva” nell’indole essendo “preda”, con atteggiamento positivo al sostegno di Fiducia e Lealtà come espressione di insegnamento e interazione (situazioni di gioco)  all’Essere Umano, combattendo nella vita quotidiana i disagi psicologici, senza la presunzione di giudicare alcuna azione, sviluppando un modello di relazione e pazienza verso l’animale in quanto per acquisire abilita ed essere autonomi nella gestione dello stesso serve un azzeramento totale del nervosismo interno e molta fiducia in se stessi. La stessa dimensione del Cavallo incute timore al conduttore, quindi lo stesso accetta la sfida, sempre praticando in un ambiente sicuro e protetto, consentendo la presa di coscienza della differenza corporea di entrambi i soggetti (autocontrollo della ritmica dei movimenti del proprio corpo e della nuova relazione che si viene a creare Uomo-Cavallo, considerando sempre che l’Animale è sempre un essere vivente quindi soggetto ad alterazioni emotive di ilarità e paure, ma nello stesso tempo elemento rassicurante per il paziente per senso di protezione e relazione d’animo con conseguente gratificazione per entrambi i soggetti).

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ARTICOLO 156 : Uruguay 1930

Primo Campionato del Mondo di Calcio” per le Squadre Nazionali, in Uruguay si svolgeva all’inizio degli anni ’30 con Sede di riferimento a Montevideo centro nevralgico della Nazione e Capitale della stessa (Le gare si disputavano nello Stadio Centrale denominato Centenario). I Team coinvolti in questa competizione erano 13, di appartenenza Sudamericana, Nordamericana ed Europea. La finale si disputava davanti a quasi 100.000 Spettatori e fu proprio vinta dalla Nazione ospitante contro un’agguerrita Argentina che in quell’occasione soccombeva in un risultato schiacciante di 4-2 (Titolo che si andava ad aggiungere per l’Uruguay a quello di due anni prima per la vittoria Olimpica fine degli anni ’20 con sede ad Amsterdam). Le origine di questa Competizione Mondiale risalivano ai primi anni dell’ 900 grazie all’intuizione dei Commissari della Fifa, pur con una condizione di limitazione decisionale in quanto Organo Istituzionale appena fondato, quindi con risorse molto limitate per l’Organizzazione dell’Evento Sportivo (successivamente Campionato del Mondo Ufficializzato ai fini anni ’20 coinvolgendo tutte le Nazioni del Mondo a partecipare ed Ospitare la Manifestazione). Per ogni candidatura ad Ospitare l’Evento Mondiale ogni paese poteva godere di aiuti ad finanziare la costruzione di nuovi Impianti Sportivi ritenuti in Sede di Gare più sicuri ed accoglienti a livello di numero di Spettatori (vedi Stadio Centenario, Pacitos ed Gran Parque Central). Questa formula suscitava molto interesse per l’America (sopratutto quella del Sud), tanto che le Nazioni si candidavano a ruota per ospitare il Campionato del Mondo della Disciplina del Calcio. ( Argentina , Brasile, Messico e Stati Uniti per fare un esempio). Non tutto correva su binari dritti in quanto sorgevano problemi logistici per le Nazioni collocate dall’altra parte dell’Oceano, infatti i voli in partenza dalle Capitali Europee per le Americhe erano molto costosi (compresi gli emulamenti che dovevano versare le Federazioni agli Atleti e Staff), con la conseguenza declinazione alla partecipazione della Manifestazione (esempio dell’Austria, Svizzera ed Italia se pur vincitrice della Coppa Internazionale), inoltre la Nazione della Gran Bretagna pur essendo una potenza economica, non dava esito positivo alla partecipazione in quanto non interessava assolutamente la Competizioni in terre non appartenenti alla nascita del Gioco del Football. In quel periodo di orgogli Nazionalistici e poche risorse economiche per affrontare viaggi oltre oceanici grazie all’intervento di Mr. Jules Rimet famoso Dirigente Sportivo ideatore del Moderno Evento Sportivo del  Calcio delle Nazioni Mondiali, 4 Nazioni Europee prendevano parte al Campionato del Mondo affrontando il lungo e costoso viaggio, la Francia, il Belgio, la Jugoslavia e la Romania, quest’ultima allenata dal famoso Capitano “Rudolf Wetzer” (Calciatore con ruolo di attaccante e successivamente Allenatore di fama mondiale), e salpata  con la Nave Conte Verde da Genova destinazione America via tratta Barcellona dove la Nazionale Belga si imbarcava anch’essa insieme a Mr Rimet e la prestigiosa “Coppa del Mondo” custodita nel Forziere della Nave. Arrivati al Porto di La Plata (Buenos Aires tracciato ed ideato dall’Architetto P. Benoit dove si incrociano le più importanti strade e piazze più grandi del Mondo compreso lo Stadio Moderno con Ippodromo annesso), le persone erano tutti in fermento per vedere con i propri occhi i Campioni-Atleti dell’Europa, i giorni precedenti alla Finale della Coppa del Mondo erano molto sentiti nelle Grandi Città, tanto da arrivare a tensioni poco nobili verso i Calciatori e Staff Tecnico presi di mira, si era così resa obbligatoria nel tempo di soggiorno (Stipula della Fifa) un’assicurazione sulla vita a favore delle Famiglie. Tutte le Gare non deludevano le aspettative, infatti non hanno mai avuto un risultato in pareggio, quindi Squadre Nazionali votate all’attacco e creare gioco per un coinvolgimento sportivo degno di nota, per eliminare e tenere fuori dal rettangolo di gioco frizioni violente. “J. Rimet” presentava al Popolo Sportivo la dorata Coppa del Mondo conosciuto come Trofeo Jules Rimet come premio finale alla Team vincitrice della Competizione Mondiale (in origine veniva chiamata Victory ma nel tempo a seguire denominata semplicemente Coppa del Mondo a fine degli anni ’40). Come detto in precedenza l’Uruguay vinse la Coppa ed una volta terminata la Manifestazione le Squadre Europee decisero in comune accordo di disputare delle Amichevoli nel territorio Sud Americano affrontando in un mini Torneo benefico il “Fenomeno Brasile“.

ARTICOLO 148: La Massoneria e lo Sport

La domanda che sorge è tanto spontanea, quanto curiosa: esistono Valori di congiunzione tra Disciplina Sportiva e Attività Massonica? Analizzando lo Sport alcune Pratiche Sportive hanno richiamo a Simbologie Massoniche, ma il punto focale è un altro cioè definire la prestazione atletica di ogni singolo Atleta a confronto con gli obbiettivi raggiunti relativo ad un continuo perfezionamento psicologico individuale (livello di miglioramento di prestazione massonica); quindi esiste un misuratore di Valori radicati per associare la Massoneria allo Sport. La cronologia Storica delle Discipline Sportive, dalla nascita alla evoluzione tecnica, alla diffusione nell’intero Globo, sfide di “Prestazione Sacrificale”, è assimilabile interamente con il “Credo Massonico”, con la conseguente quanto inevitabile discussione che può nascere all’interno delle Parti apparentemente lontane una dall’altra. Una ricerca storica appassionante e stimolante che parte dalla Filosofia con i fondamentali che caratterizzano Sport e Massoneria, quali i Simboli Alchemici (sistema filosofico esoterico espressione di Chimica, Astrologia, Medicina, lasciati come reperti nelle storia delle grandi opere d’arte), e regole atte dello sviluppo spirituale. Tutto ciò possiamo trovarne traccia in alcuni Sports inerenti ai Giochi Olimpici e quelli di Campionati Nazionali interni tipo il Baseball decodificato come il “Gioco Perfetto” dal creatore “A.J.C. Jr.” nel lontano fine ‘800; il campo da gioco delineato a forma di Diamante con divisione di gioco a 3 fasi e 9 giocatori, 90 piedi corrispondenti la distanza tra le basi (numerologia a connotazione esoterica), definizione dei ruoli in campo da gioco degli atleti coinvolti con espliciti riferimenti sacrali. In riferimento a tale supposizione fa capo un famoso arbitro e giocatore di tale Disciplina nativo in Italia “M.D.“, che con precisa oralità descriveva le formazioni cabalistiche ed astrologiche della propria Squadra, individuando il ruolo del “Lanciatore” come valore al merito del Sole (la volontà di attacco e determinazione), il “Ricevitore” accomunato alla Luna (la Scienza la tecnica del gioco), il “Primo Base” coinvolto nell’associazione Terra-Azione, il “Secondo Base” identificato nell’immenso di Giove (la Realizzazione degli obbiettivi), il “Terzo Base” manifesta Mercurio (senso di ispirazione sportiva), “Interbase” rappresenta la Vergine (purezza e sopravvivenza dedito al sacrificio), “Esterno Sinistro” identificazione del segno zodiacale del Sagittario (la Vittoria), “Esterno Centro” (Equilibrio e continuità) infine “Esterno Destro” rappresentante Nettuno (la Prudenza). Oltre al Gioco del Baseball, possiamo annotare al racconto, un’altra Pratica Sportiva di rilievo contraddistinta dal seguito di pubblico, che dalla tecnica espressa, il “Golf” deve la nascita proprio alla Pratica di Massoneria Scozzese (Epoca storica di Giacomo I inizio ‘600). Sport regale, imitata dalla più alta Borghesia del tempo, accettata in tutta la sua interezza dalle Logge Massoniche, le quali diffondevano la Pratica Sportiva in tutta l’Inghilterra e Colonie annesse. Considerato fin dai tempo uno Sport per pochi, adoperato per Atleti ricchi con un reddito alto (gli attrezzi, palline incluse erano fatte rigorosamente a mano da Artigiani Maestri nell’arco di tempo di poco più di una settimana, rispettando canoni e pesi-misure specifiche alla richiesta del Partecipante). Nel periodo del fine ‘700 nasceva la prima Casa dei Golfisti con a capo come Presidente onorario proprio un “Capo” Massonico scozzese di nome “Lord St. C.” all’interno di essa risiedevano altri piccoli Club che ogni fine settimana regolarmente competevano ad incontri con un Vincitore Medagliato. Solo alla fine dell’800 inizio del ‘900 il Golf identificato come Sport Comune prendeva campo anche tra i ceti medi, diffondendo alla Società regole e Gioco (con conseguente data-fabbricazione Akron, di palline Haskell a costi meno esorbitanti). Simbologia ed Esoterismo Sportivo, elementi di fondamento dei “Cinque Cerchi Olimpici Colorati ed il Sacro Braciere” delle Olimpiadi di De Coubertin anno 1896 (binomio di diffusione Uomo-Luce, Sacralità Alchemica ed alla raggiunta perfezione psico-fisica dell’Atleta, la Vittoria della Competizione con l’Incoronazione di Alloro e Medagliato in Oro). Ma con il termina Massoneria cosa si indica esattamente? Alleanza di Uomini Veri e Liberi, continua Formazione Psico-fisica, Fratellanza, spirito di Attività volta alla Modernità, Società di Struttura di tutti i Ceti Sociali, con un unico obbiettivo di “Perfezionamento e Realizzazione Personale“.  Per arrivare a questo risultato di Vita, bisogna essere in Comunione con Persone Fraterne per assorbire e dare arricchimento di Spirito e Conoscenza delle Relazioni Umane. Indipendenza Professionale con il sostegno costante della Collettività con successiva evoluzione nella Società. Dal “XVIII Secolo” ad oggi la Massoneria è rimasta intatta nei Valori di “Libertà e Tradizione“. Dialogo e ascolto nel massimo rispetto delle proprie opinioni, un “Luogo Costruttivo” dove far crescere la fede di Perfettibilità e senso di Giustizia. A torto o ragione il concetto di Massoneria dedita alla “Prestazione Umana e Spirituale” in che modo viene percepita all’esterno? In altri termini la comunione tra Massoneria e Sport aiuta in tal senso, grazie ai sacrifici di base che un qualsiasi Atleta assume per il costante miglioramento fisico-mentale, a tal proposito un riferimento importante è dato dalla Disciplina Marziale del “Karate” riassunto in particolari essenziali alla costruzione motivazionale e fisica dell’Atleta. Precisi movimenti dettati da antiche regole Marziali dei Samurai adatti allo sfogo interno della persona, allo scarico di energie negative accumulate durante la giornata, una raccolta di persone e pensieri nel “Luogo Sacro“. Allenamento svolto dal Gran Maestro (Sensei) seguito dagli Allievi passo dopo passo, movenza dopo movenza, pratica del “Dojo“, iniziando e finendo la Pratica con il “Saluto” in segno di rispetto e ringraziamento, pulendo accuratamente il “Tatami” in segno di purificazione della Mente e del Corpo. La Pratica Marziale del “Dojo Kun“, è caratterizzata da Cinque Fondamentali atti alla ricerca esistenziale della “Via Maestra”, insegnamenti ispirati a Confucio basati su una giusta Educazione Personale. Un Codice Etico Comportamentale adottato da tutti i partecipanti della Disciplina Marziale del Karate, quindi “Equilibrio Corpo-Mente“, “Condotta Personale nella Società“, “Realizzazione Personale“, “Obiettivi spirituali di vita“, “Condotta di Onore personale come forma di rispetto e benessere per se stesso“.

ARTICOLO 146: Costituzione Sportiva Italiana

La Costituzione Italiana indicizza a fine anni ’40 il termine “Sport”, pur non trovando al Suo interno nessuna collocazione, in quanto appena superato il periodo fascista, la Nazione ricordava il “Termine” come oggetto di condizionamento di vita degli italiani tramite eventi e competizioni sportive atte a evidenziare il Potere dello Stato e dello spirito bellico associato. Storici impianti sportivi (oggi oggetto di mappatura per la ristrutturazione completa o marginale ed la sostituzione di arredi strumentali a favore di attrezzi moderni atti al miglioramento delle performance sportive degli Atleti, inclusi gli ambienti sia di Istruzione primaria ed universitaria, sia quelli militari che gli Organi Direttivi di riferimento), coordinanti da Istruttori qualificati per garantire ai partecipanti il pseudo miglioramento della qualità di vita, prevenzione di malattie cardiovascolari (con riduzione dei costi della Sanità), fisici pronti alle evenienze e chiamate dello Stato Totalitario. Questo modo di operare trova il benestare della Costituente nel periodo degli anni ’40, lasciando volontariamente approdare lo Sport alla propria Attività di Norme contenute negli Articoli della Carta Costituzionale; necessario per una naturale implementazione scolastica con l’introduzione obbligatoria della Disciplina Motoria, atta ad uno sviluppo costante di aggregazione e integrazione Sociale con fondamenti dei veri Valori Umani (Articolo 2 ha un contenuto riferito a formazioni Social e Personalità dell’Individuo, Articolo 18 con riferimento alle libere Associazioni). Lessicalmente la parola Sport deriva dalla lingua francese nel termine di “Desport” equivalente di divertimento nella lingua italiana, ampliato nel corso del tempo da specifiche Norme e Regole di facile argomentazione di Disciplina di Giustizia, al riguardo negli anni ’70 si afferma che in un clima avverso dove nasceva la Costituzione Italiana, lo Sport non aveva nessun tipo di carico argomentale da parte Costituente, in contrapposizione all’Epoca odierna che invece detiene rilevanza abbondante (unico discorso storico riscontrato negli anni ’40 trova collocazione nell’Articolo 31 della Costituzione riferita alla singola tutela della Salute riferita all’età infantile, successivamente ripreso agli inizi del 2000 con Articolo 1175 della Carta Costituzionale per l’Organizzazione Sportiva come materia di competenza di Stato, rilevando un debito strutturale verso lo Sport ed il relativo Diritto Sportivo operato dal Legislatore). Come da Legge Costituzionale, la Repubblica Italiana riconosce l’autonomia dell’Ordinamento Sportivo Italiano, il quale articolazione dell’Ordinamento Internazionale Sportivo ed al Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Per questo particolare di emanazione di dettami di guida interviene la Legge 59 del 1997, la quale indica al Governo Italiano la regolazione sia dei Decreti Legislativi, sia degli Enti Pubblici con normativa di contenuto riferito ai rapporti di argomento di Sport tra Stato e Regioni, iniziando una serie di produttive Normative atta alla regolazione di attività Sportive ed il CONI. A fine anni ’90 sono state individuate le Competenze di Ordinamento Sportivo delle Regioni ed alla Potestà normativa Statale, con evidenza a livello di importanza di vigilanza dello Stato sul fare del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e la finanza dell’Istituto del Credito Sportivo con una prevista presenza minoritaria delle Amministrazioni Regionali e Autonomie Locali (decentramento tra Stato e Regioni in materia di Sport con definizione dei criteri da parte dell’Autorità di Governo competente. La riserva di controllo dunque resta unicamente quella dello Stato sul CONI regolato dalle Legge del 1942 che osserva modifiche successiva al controllo dell’Istituto del Credito Sportivo anch’esso regolato dalla Legge del 1957 che garantisce la presenza delle Amministrazioni Regionali, per la competenza e decisione di costruire nuovi Impianti Sportive regolati a Norme di Sicurezza dettato dalla Legge del 1987 (ammodernamento degli Stadi di Calcio per i Mondiali di Calcio del 1990). Il Principio Fondamentale del DL. si trova nell’Articolo 1 dove si evince che il CONI ha una propria personalità Giuridica di Diritto Pubblico, dove trova Sede a Roma, sotto la sorveglianza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Unici dubbi sorti in sede di Giurisprudenza Sportiva, sono date dalle fondazioni di Statuto delle Federazioni Nazionali Sportive per Decreto del 2004 in quanto prevede che tutte le Federazioni Sportive (senza fine di lucro e soggette alla disciplina del Codice Civile e delle relative disposizioni di attuazione) e relative Discipline Sportive svolgono le pratiche in sintonia massima con le decisioni ed indirizzi presi in delibera da parte del CIO, delle Federazioni Internazionali ed infine dal CONI, quest’ultimo divulgatore e promotore delle stesse Discipline Sportive non che detentore di profili rilevanti all’interno della Giustizia Sportiva (Giunta Nazionale del CONI atta al rispetto delle Norme dell’Ordinamento Sportivo e la tutela dei Diritti dei Tesserati ed affiliati riconosciuti ufficialmente). Il Settore dello Sport deve avere Autonomia propria, garantita da revisioni di competenza del CONI, con una ineccepibile supervisione da parte del Governo in funzione delle decisioni di importi di denaro destinati al Comitato Olimpico Nazionale Italiano; resta il fatto qualificabile in ambito Tecnico e di meritocrazia sportiva della responsabilità di scelta in funzione ad una Formazione Professionale da parte del CONI, a supporto del Settore Dilettantistico, unico garante dello sviluppo tecnico-fisico dato dalla Disciplina Sportiva (dare un Valore al sostentamento delle Associazioni Sportive Nazionali).

ARTICOLO 138: Sport & Cinema

Parliamo di un grande Registra tedesco del Cinema “Arnold Fanck“, fondatore del genere cinematografico di “Montagna” concentrato sulla Disciplina Sportiva “dell’Alpinismo” competizione “Uomo-Natura, Battaglia- Confronto Sportivo” con indicazione umanistica di Saggezza. I films di riferimento improntati con scene alpine è “The Holy Mountain” girato nei primi anni ’20, “SoS Eisberg” negli anni ’30, con intermezzo di altri straordinari filmati che hanno fatto educazione-storica-sportiva. A. Fanck fondava negli anni ’20 la “Società Berg-Und Sportfilm GmbH Freiburg“, proprio con l’intenzione di associare il proprio Dottorato in Geologia alla Cinematografia Sportiva con indicazione primaria alla sua grande passione dello “Sci Alpino“, lavorando principalmente in territori montanari quali le Alpi ed il Monte Bianco. Visse particolari momenti di difficoltà politica nel periodo Nazionalsocialista (1920-45), rifiutando collaborazioni dirette per motivi di disaccordi ideologici propri, arrivando così attraverso mille difficoltà sociali a girare il Primo Film, dove recitò come “Personaggio-Eroe” in territorio francese, il Titolo del Capolavoro: “Der ewige Traum” prodotto da una Casa Cinematografica Ebrea. Questo lo portava direttamente ad un esilio per mancanza di risorse economiche e imputazioni sociali in Giappone a fine degli anni ’30; terra madre del Film-Cultura: “La Figlia del Samurai“. Successivamente costretto da eventi personali nei primi anni ’40 a collaborare (inteso come resa) con il Regime Nazista, girando in terra madre un “simil-film” di propaganda, entrando definitivamente nella NSDAP (Partito dei Lavoratori Tedeschi Nazionalsocialisti). Dopo aver girato a metà anni ’40 un documentario a favore del Regime Tedesco, Arnold Fanck si ritirava a vita privata nei boschi delle foreste tedesche, lasciando i Capolavori Cinematografici al “Festival del Cinema di Montagna” della Città di Trento agli inizi degli anni ’60, riscuotendo riconoscimenti artistici da Giurie e Pubblico. In Italia dei nostri giorni il Regista Nanni Moretti gridava alla Società una frase che segnava gli anni ’80 “Le Parole sono Importanti” nel Film-Culturale “Palombella Rossa” interpretando un celebre giocatore di della Disciplina Sportiva della “Pallanuoto” attraverso le vicissitudini di vita sportiva. Anche in questo caso “cinematografico” lo Sport rappresenta la “Metafora Sociale“, vedi film analogo “Momenti di Gloria” (origine del titolo Chariots of Fire riferimento alla partecipazione delle Olimpiadi di Parigi negli anni ’20, raccogliendo tutto il valore e il rigore di sacrificio per raggiungere gli obbiettivi sportivi prefissati), presenti al Museo Nazionale del Cinema. Un bellissimo Film da ricordare concorrente ai citati precedentemente è “Un ragazzo di Calabria” diretto da Luigi Comincini, dove lo Sport è considerato per il protagonista un valore eroico di “riscatto sociale” atto al miglioramento psico-fisico, nascosto per timore paterno, il quale desiderava un figlio studioso e diligente presente in Società; come non associare il “Film-Cult” del giovane ballerino “Billy Elliot” (Mimì), con la vera passione per la Disciplina Sportiva della “Danza“, scatenando le ire del padre. Dagli Stati Uniti arriva un altro genere di propaganda cinematografica che passa dal riscatto allo” Sport-Speranza” con il film di “Footloose” con regole precise di rappresentazioni della Ballo con atti di “Anti-perdizione Sociale“. Altre “Attività Sportive” sono presenti nelle pellicole dei “Grandi Films“, dalla Boxe (titolo Cindarella Man, raccontando la vita di Carnera), al Calcio (Sognando Beckham film britannico), al Film Storico per eccellenza in omaggio del “Grande Torino” (rappresentazione della tragedia del 04-05-1949, che colpì la Squadra del Torino con lo schianto dell’Aereo proveniente da Lisbona, sul Colle di Superga).

 

 

ARTICOLO 137: Triangolo Sportivo-Industriale

Abbreviazione  in “GeMiTo” il Triangolo Industriale è attivo principalmente a Nord-ovest dell’Italia a corrispondenza di una figura geometrica a triangolo con l’unione dei vertici delle Città Metropolitane di Torino-Milano-Genova. A cavallo tra l’Epoca del fine ‘800 e l’inizio del ‘900 prendeva campo l’industrializzazione, concentrando maggiormente le offerte di lavoro di forte impatto di immigrazione internamente alle Regioni dell’Italia Sud Centrale e del Nord-Est, negli anni ’60 con la formazione del conosciuto “Miracolo Economico” o meglio detto come “Boom Economico Italiano”, periodo risalente ed appartenente al periodo storico del “Secondo Dopoguerra Italiano” (periodo della Prima Repubblica fase della ricostruzione nazionale), con la coincidenza temporale della fine del Piano Marshall, la Guerra di Corea agli inizi degli anni ’50, in cui c’era un grande bisogno di tutte le materie prime atte alla lavorazione, quindi con una grossa crescita economica della “Fabbrica Italiana”; tutto questo mettendo basi economiche molto solide per la costruzione del “Bel Paese” (con le arrivate congratulazione dell’allora Presidente degli Stati d’America JFK). Il Sistema Economico Nazionale aveva valori esaltanti, l’occupazione incrementava numeri al positivo giorno dopo giorno i consumi avevano un trend di sola salita, gli anni della Grande Guerra ormai messi alle spalle degli Italiani, riposti nel cassetto dei ricordi e chiusi a chiave. C’era da ricostruire tutto dagli Enti Pubblici, alle Scuole, agli Ospedali, con prevalenza di clima Sociale ottimista. Oltre al famoso “Triangolo Industriale” fondato storicamente con l’Unità d’Italia e con il Regno di Sardegna, cui parte solida di forza lavoro caratterizzata dalle Attività di Siderurgia e Metalmeccanica, nasceva un secondo polo industriale formato dalle Città di Padova, Vicenza, Treviso con prevalenza di attività di Manifattura, la quale si diffondeva rapidamente anche nelle Regioni della Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. Grandi marchi dell’Industria Italiana facevano da traino al così detto Boom Economico quali la Fiat, Olivetti, Ansaldo ed infine l’Italsider oggi conosciuto come Ilva. Le condizioni di vita delle “Famiglie” era migliorata nettamente rispetto agli anni precedenti, una corsa ai consumi in larga scala della Distribuzione Alimentare con conseguente ricchezza prodotta sia dalla parte produttrice sia per le Politiche che la regolamentavano, associata all’apertura dei mercati internazionali. I redditi mensili dei lavoratori erano aumentati considerevolmente tra gli anni ’50 e ’60, grazie anche alle manifestazioni di imponente risorsa da parte dei Sindacati, all’interno di tutto il Sistema Economico che si era formato, tanto che anche nel “Terzo Settore” del tempo libero si riscontravano profonde migliorie, sia per le vacanze delle famiglie in Alberghi e Campeggi, sia per lo sviluppo della Pratica dello Sport, nella Cultura Sociale.

TORINO” Sede “Olimpica e Paralimpica” dei Giochi Invernali del 2006, patria del Made in Italy di prodotti di largo consumo basta pensare al Martini, al Cioccolato di Gianduia ed alla Fiat industria dell’Automobile della Famiglia Agnelli, inoltre centro nevralgico dell’Editoria Italiana e del Settore Aerospaziale, non che dello Sport con particolare interesse per il Calcio con le 2 Squadre principi del Torino (1906) e della Juventus (1897) per il “Derby della Mole“. Sede ospitante della finale dell’Europa League nel 2014. Lo Stemma di riferimento della Città di Torino è costituito da uno scudo svizzero con raffigurato sopra un toro d’oro e le corna d’argento ed una corona a nove perle, approvato e riconosciuto ufficialmente agli inizi degli anni ’30. “Città Benemerita Risorgimentale Nazionale” per le azioni patriottiche riferite a quel periodo storico, sia per il Civile che per la Politica della Cittadinanza torinese e dell’Unità d’Italia. “Capitale dello Sport” nel 2015 (riconoscimento annuale assegnato dall’Organizzazione ACES per lo sviluppo e divulgazione di Principi Etici dello Sport)  per eccellenza nel panorama Mondiale Sportivo.  A Torino fu fondata la “Federazione Italiana Football”, conosciuta ai giorni d’oggi come “FIGC” (Federazione Giuoco Calcio), negli ultimi anni dell’Epoca dell’800, in concomitanza con l’apertura ufficiale del Primo Campionato di Calcio al Velodromo Umberto I, con 4 grandi Squadri che hanno fatto la “Storia del Calcio“. Il “Genoa prima Squadra d’Italia” che vinse il Torneo, e le altre tre Squadre dell’Antico Capoluogo Sabaudo, l’Internazionale, la Reale Società Ginnastica e il F.C. Torino. L’eroica Squadra torinese conosceva il periodo di più splendore sportiva intorno agli anni ’40, ma al ritorno di un’amichevole giocata a Lisbona contro la Squadra del Benfica, l’Aereo si andava a schiantare nel retro della “Basilica di Superga“; il Capitano della Squadra del Torino era il famoso Valentino Mazzola. Purtroppo si doveva registrare alcuni decenni dopo un’altra tragedia riferita all’altra Squadra di Torino, cioè la Juventus, nella Finale della “Coppa dei Campioni” (oggi Champions League) contro la Squadra del Liverpool giocata negli anni ’80 a Bruxelles, un muretto dello “Stadio Heysel” cedeva in seguito a una carica per nulla sportiva dei tifosi inglesi, contro gli italiani, facendo morire nel crollo ben 32 Sportivi altrettanti feriti.

MILANO” Ha origine da una “Tribù Celtica“, periodo storico del Sacro Romano Impero, in seguito conquistata dai combattenti romani, denominandola “Mediolanum“, fino a diventare la Capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Nel corso dei Secoli la Città di Milano diventava Capitale del Regno d’Italia Napoleonico nel periodo Illuminista Italiano; passando dal Risorgimento Italiano per trovare l’ingresso ufficiale nel Regno d’Italia. Centro economico nazionale ed internazionale, costituiva il famoso “Triangolo Industriale” con le Città di Torino e Genova, nel periodo di splendore economico-sociale del “Boom Economico“, con lo sviluppo di grandi opere industriali ed urbanistiche cittadine. La denominazione di “Mediolanum“, da cui deriva il nome della Città Metropolitana Milano è riconosciuto dagli studiosi storici delle Lingue da derivazione Celtica per indicare la “Pianura territoriale“, in termine di in “mezzo alla Pianura“, proprio per la vastità del territorio della “Pianura Padana” (considerata Tempio della Terra Sacra per l’agricoltura e i frutti che donava). Lo Stemma di riferimento di Milano è formato da uno Scudo Sannitico con impresso la Croce di San Giorgio (tributo al Doge della Repubblica di Genova per la protezione data alle navi di commercio) di colore rosso (prima metà dell’Epoca 1000), racchiuso in un ramo di Alloro ed uno di Quercia, loro stessi legati da un nastro “Tricolore“. Città decorata alla Medaglia d’Oro come Benemerita Risorgimentale Nazionale per aver compiuto azioni patriottiche per la difesa della Casa regnate dei Savoia nel periodo della metà dell’800. Inoltre decorata al Valore Militare per la “Guerra di Liberazione della Resistenza Partigiana” durante la Seconda Guerra Mondiale. Milano ha sempre avuto una fortissima tradizione sportiva, grazie e non solo, all’evento delle “Televisioni” con Emittenti localizzate, riferite alle Discipline Sportive come il Calcio con le 2 Squadre maggiori del Milan e dell’Internazionale, militanti nella massima divisione della Lega di Seria A, con onorificenze a livello Nazionale ed Internazionale (entrambe le Squadre vincitrici della Champions League). Infatti si contano all’attivo quasi 40 Scudetti vinti nel Campionato Italiano di Calcio,  circa 20 nella Disciplina del Rugby, pari merito con il Basket, Pallanuoto e Hockey su Ghiaccio.

GENOVA” Terzo “Comune Costiero” dell’Italia Settentrionale e sesto a livello di popolazione nazionale avendo un’estensione per “lunga Scala” di rango Metropolitano dopo le Città di Roma e Venezia. Facente parte del Polo di produzione industriale ed economica nazionale, costituiva nei primi anni ’70 il Triangolo Industriale con Torino e Milano. Ha uno dei “Porti” (primo per linee di navigazione e di movimentazione Container e secondo come flusso solo a Trieste), più grandi d’Europa, affacciato nel “Mar Ligure“, storicamente legata alle “Crociate Marinare” e Commerciali. Ricchezza e lavoro riferiti al settore marinaro con i famosi “Cantieri Navali“, associati alla lavorazione manifatturiera dell’acciaio a partire dall’Epoca ‘800 (settore finanziario con utili risalenti all’Era del Medioevo). Nei primi anni del ‘400 veniva fondato il “Banco di San Giorgio“, prima Banca del Mondo, avente un ruolo determinante nella prosperità economica della Città Marinara. Affermata sia a livello Culturale e Scientifico attraverso l’Ateneo più importante d’Europa l’Università di Genova e “l’Istituto Gianna Gaslini” e l’Ospedale San Martino, sia a livello Musicale con il “Conservatorio Niccolò Paganini“. Nello Sport la Città Metropolitana di Genova si distingue per avere il più alto grado di Nobiltà nel Calcio, in quanto il “Genoa Squadra di Genova” essendo stata la Prima Squadra fondata in Italia nominata “Genoa Cricket and Football Club“, seguita a ruota dalla “seconda” Società nominata Unione Calcio Sampdoria, entrambe militanti nel massimo Campionato di Seria A della Lega Italiana.  Si distinguono inoltre altre importanti Attività Sportive come il Canottaggio (molto praticato sia a livello agonistico sia a livello amatoriale), il Tennis, la Pallanuoto e non per ultima la Vela con alto numero di Società Sportive organizzatrici di Eventi Marinari primo su tutti lo Yacht Club Italiano. Storicamente Genova era nominata la “Superba” e la “Dominante” essendo esportatrice ed importatrice nel territorio italiano ed internazionale, di ricchezza Culturale storica come l’Arte, Letteratura e Musica. Capitale della Cultura nel 2004, mentre nel 2006 acquisisce un’importante titolo come “Patrimonio dell’Umanità” dall’UNESCO per le meravigliose Nuove Strade e per il Sistema Urbanistico dei Palazzi dei Rolli e per lo straordinario Centro Storico più grande d’Italia e d’Europa. Decantata dai maggiori Poeti di ogni nazionalità da Oscar Wilde a Gordon Byron arrivando Charles Dickens ed infine al Petrarca che in una celebre citazione definiva Genova come: “Regale, addossata ad una collina alpestre, Superba per Uomini e Mura, il Suo solo aspetto era in grado di indicarla Signora del Mare. La Grande Genova rappresentante di un vasto territorio racchiuso dalle colline e incoronato da Mure Seicentesche, con il proprio simbolo cittadino dato dal fascio di luce che illumina i cieli della notte di Genova  dato dalla “Lanterna“. Lo “Stemma di Genova” su richiesta del Consiglio Generale del Corpo Cittadino nei primi anni dell’800 riponeva una Croce rossa su base bianca con lo Scudo ornato da “Grifoni” con code e tre zampe, per impartire un segno di sottomissione, in seguito modificata da Re Umberto I di Savoia con la coda dei Grifoni rivolta verso l’esterno in segno del ricordo della “Dignità dei Tempi gloriosi passati“.